Pagelle Allianz: redenzione Laquintana, tornano le armi tattiche Delia-Alviti

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

MILTON DOYLE, voto: 6/7

Spaziature e attacco deciso alla prima linea difensiva, questo crea soluzioni dinamiche per i lunghi e punti facili. Poi torna ad “appassirsi” stagnandosi sui passaggi sterili consegnati dei lunghi a 9 metri dal canestro; alterna cosa buone ad altre meno buone, comunque 12 punti e 8 assist sono serviti alla causa.

MARCOS DELIA, voto: 9

Primo quarto da Tim Duncan de “noartri”: 13 punti, 5/5 da due e 3/3 ai liberi. Dalmasson lo toglie per manifesta superiorità, poi prosegue il suo mandato verso la post-season: 25 punti, tre soli errori dal campo, 7 rimbalzi e 6 falli subiti.

TOMMASO LAQUINTANA, voto: 7/8

Quando tutto sembrava perduto, ecco l’ “illuminazione” della Madonna della Madia (santo patrono di Monopoli): difesa aggressiva su Robinson corroborante e ritmo offensivo per segnare punti importanti, sia da sotto che dall’arco. Nello sport alle volte basta una scintilla…

DAVIDE ALVITI, voto: 8/9

Cosa vuol dire mettere l’esterno in condizioni di tirare? Due triple e break a inizio partita. Come Delia da profondità alla squadra, Davide apre il campo, quindi è fondamentale coinvolgerlo. Lui risponde da far suo prendendosi il lusso di segnare la tripla della sicurezza (sulla differenza canestri) di tabella e con fallo subito.  24 punti, 6 triple e 5 rimbalzi…tanta roba.

MATTEO DA ROS, voto: 7

Per la prima parte del match sembrava un “male necessario”, poi l’esperienza e l’intelligenza di aspettare la partita: 12 punti antibiotico alla “sindrome Zanotti”, con canestri di tecnica e una buona difesa su Filipovity.

DEVONTE UPSON, voto: 6

Idem come sopra, un oggetto non identificato a saltare (fuori tempo) in area pitturata, poi il dinamico ed esplosivo, poi lo scatto di reni a suon di schiaccioni portandosi il difensore nella retina.

MYKE HENRY, voto: 4

Passeggia, corricchia annoiato come fosse sulla Magnificent Mile (strada più famosa di Chicago ndr.) con un cheeseburgher in mano. Guarda per diversi minuti i compagni vincere un match importante, capendo la differenza fra il conto alla rovescia per le vacanze e l’ambizione di confrontarsi con le migliori d’Italia.

DANIELE CAVALIERO, voto: 7

L’ “alma biancorossa” del triestino sciorina perle di esperienza cestistica; fa fatica difensivamente con Robinson ma è una certezza in attacco.

ANDREA CORONICA, voto: 7

Lotta, sgomita, si arrampica su Filipovity senza imbragatura: fa il suo mestiere. Un rimbalzo ad alta quota ed un canestro suggellano la prova positiva.

DALMASSON, voto: 6/7

Spaziature nettamente migliori, giocate dinamiche su penetrazioni degli esterni che muovono la difesa (o la parvenza di essa) marchigiana. Il piano partita obbligato di ruotare per forza gli uomini rimettono in partita Pesaro già nel primo tempo. Secondo tempo invece gestito benissimo, dando fiducia a Laquintana e rimettendo in campo Alviti e Delia.