Beli alla Virtus. Ritrovato appeal del basket italiano? No, ma…

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Una fragorosa notizia di mercato che scuote l’apatico ambiente cestistico nazionale: Marco Belinelli alla Virtus Bologna con un triennale da 5 milioni di euro. Come da tradizione il benvenuto in terra felsinea è caratterizzato da un entusiastico slancio di una parte (quella delle Vù-nere ndr.) ma anche di uno scomposto fastidio della metà opposta, quella fortitudina; striscioni non proprio accomodanti sono apparsi nella città Natale del giocatore (San Giovanni in Persiceto) e fuori dal palazzetto di Ozzano, dove Marco Belinelli si allenava ultimamente. Le prime parole dell’ex Spurs: “In NBA sono arrivate delle offerte in questa free agency, ma nessuna mi avrebbe permesso di vivere una stagione con la motivazione e la carica giusta. Io amo la pallacanestro, amo giocare e lottare per obiettivi importanti. Io voglio giocare, essere protagonista. Il ritorno in Virtus? Una bella favola. Ho iniziato nelle giovanili della Virtus, ho esordito con loro. Poi la squadra purtroppo è fallita e ho cambiato. Torno in una grande organizzazione, in cui vedo persone cariche per fare bene e vincere. È questo che mi ha spinto a scegliere la Virtus. E’ un gruppo fondamentalmente giovane, con buoni giocatori, un grande allenatore e un grande talento come Milos Teodosic. Il fatto che ci fosse lui mi ha aiutato a fare questa scelta. Il numero? Il 3. Mi ha portato bene in tante occasioni, speriamo possa andare bene anche nei prossimi tre anni con la Virtus.” La scelta societaria di fare un ulteriore sforzo economico, in un momento storico che suggerirebbe il contrario, sta a significare che la Virtus Bologna ha un piede e mezzo nella prossima Eurolega (al di là del silenzio di prammatica delle parti).  Dire che l’arrivo di Belinelli è indice di un ritrovato appeal del basket italiano? Sarebbe dire una scemenza. La realtà è che Armani Milano e Virtus Bologna hanno creato due poli forti nella geografica cestistica europea (non italiana ndr.), hanno economie che sfuggono dalla media nazionale, tanto da potersi permettere ingaggi milionari ai vari Teodosic, Datome e ora Belinelli. Detto questo, la rivalità ritrovata, le grandi firme nei roster e le ambizioni europee non possono che avere un effetto positivo a cascata sul nostro campionato, con una eccezione. Lo strapotere sull’asse Bologna-Milano crea un Canyon rispetto a tutte le altre contendenti, una sorta di classe business contro una 2° classe; per gli appassionati quindi il viaggio come ospiti saltuari (2 volte l’anno) sui posti nobili è un’esperienza da vivere, pur considerando il resto del viaggio un tragitto senza troppe emozioni.