Disamina ignorante sulla nuova Allianz Trieste 2021/22 (PARTE SECONDA)

Corey Sanders, un uomo in missione… per battere la prima linea

Se il playmaker neo-arrivato esegue alla perfezione un aspetto del gioco, l’attacco dell’Allianz di domani ha già monetizzato il 50% del prodotto: attaccare la prima linea difensiva. I presupposti ci sono, cioè ottimo dinamismo dal palleggio, seppure ancora scoutizzabile nel modo di eseguirlo. Partendo dal palleggio a destra è un fulmine difficilmente arginabile, a sinistra tende ad eseguire lo “step-back” con tiro da fuori; lavorare quindi sull’imprevedibilità è basilare, così come sulla qualità dei passaggi. Dalla sua pallacanestro passano molti dei benefici della squadra, così come anche molta della salute di Juan Fernandez; innescati i tiratori a dovere (Banks, Mian, Campogrande, Fernandez, Grazulis), Trieste può diventare quelle squadre “spacca-gambe”, letali se in ritmo, entusiasmanti per il proprio pubblico.

Società fragile, la voragine nel mancato General Manager

Ho discretamente triturato gli “zebedei” con la questione General Manager, per nulla convinto che il “pacchetto tecnico” societario esaltato dal Presidente Mario Ghiacci sia adeguato. Nessuno nasce imparato, e i preposti stanno dimostrando di crescere sotto l’egida dell’esperto uomo dalla “erre moscia”, però ritengo improvvido materializzare “palestre” professionali in una serie A. Ottima idea in serie B, ancora ancora realizzabile in A2, nella massima competizione nazionale serve tanta esperienza, “cattiveria” professionale e conoscenza/e. Magistrale è stata la capacità di tamponare un “gap” evidente, nota la necessità di tenere sotto controllo i costi, superficiale non considerare il fatto che una competenza di livello può farti trarre dividendi pazzeschi.

Reparto lunghi, tutto da calibrare

A furor di popolo (e di coach Ciani) è stato confermato Marcos Delìa, dopo un’ottima stagione disputata, abbinandolo ad un potenziale pit-bull d’area come Sagaba Konate. Assieme in quintetto? Difficile, entrambi occupano con volontà di campeggio l’area pitturata; più facile quindi vedere il giovane Alessandro Lever (per cui c’è una sottovalutazione utile a farlo lavorare tranquillo) a fianco di Delia o Konate, avendo raggio d’azione più ampio. Esattamente come Andrejs Grazulis, acquistone se recuperato fisicamente, in grado di dare fisicità a supporto dei lunghi, difesa su più avversari e attacco. Aspettando di vedere la capacità di lettura di Lever sul parquet e tolta l’ottima visione di gioco di Delia, la “front-line” biancorossa sarà più istintiva e meno cerebrale (salutato Matteo Da Ros).

Monodimension…ali

Alviti…Alatri… c’è subliminale sempre la parola “ali”, per un giocatore che ha scoperto un ruolo importante andando a Milano, mettendo in grossa difficoltà Trieste. In pratica il materiale umano italiano era ed è costoso, troppo, quello straniero non vale gerarchicamente l’esigenza di rafforzare gli esterni o un toro d’area. Su Luca Campogrande e Fabio Mian è riposta tutta la volontà di renderli “multitasking”, scuoterli da quell’istinto monodimensionale di tiratori e renderli adatti anche ad attaccare il ferro; Campogrande è più pronto a questa flessibilità, già visto a Bologna, Montegranaro, Avellino e Roma con avvicinamenti al canestro. Per Fabio Mian però c’è dalla sua un’esperienza notevole e quindi una maggior “educazione” all’adattamento. Lodovico Deangeli ha la sua grande occasione, da prendere con controllata strafottenza, partendo su basi difensive per prendere ritmo in attacco, leggero, senza pressione.

Quanto vale… il 52%?

Luca Farina (“Orion”) e Marco Bono (settore “service” industriali) rappresentano il 52% del capitale sociale sotto l’egida “Bellatrix Srl”, quindi la maggioranza nel CDA. Il loro ruolo, silenzioso, ha avuto come portavoce il Presidente Mario Ghiacci. Da oggi in poi servirà una comunicazione molto più serrata, diretta e atta a far capire le strategie societarie a margine del colosso Allianz o dei sodalizi locali con percentuali minori. E’ presumibile immaginare una partita a scacchi, in cui ogni mossa deve essere soppesata per coinvolgere ulteriormente Allianz nel futuro del basket cittadino e nel contempo cercare forze fresche a supporto. L’augurio è che non ci siano timidezze, la trasparenza in questo caso fa arrivare il messaggio scevro da orpelli diplomatici; attenzione, in certe condizioni economiche il “salvagente” della serie A2 potrebbe non essere applicabile.

Disfattismo e pessimismo? No, realismo per affrontare la questione per tempo.

Raffaele Baldini