Trieste scende in campo nel secondo tempo, Trento conquista vittoria e differenza canestri

La Dolomiti Energia Trentino prova fra le mura amiche di regalarsi un sogno insperato chiamato playoff, proprio a possibile danno dell’Allianz Trieste, una squadra implosa improvvisamente con il morale sotto i tacchi e un giocatore come Grazulis a un quarto di servizio.

Jeremy Morgan spezza un inizio di partita a dir poco imbarazzante offensivamente, bissato da Maye per il vantaggio interno sul 8 a 0. Allianz totalmente in linea con le ultime prestazioni, attacca malissimo e non difende, sul 10 a 0 coach Dalmasson è costretto ad un time out. Ci vogliono 4 minuti e 10″ per vedere il primo canestro ospite con Delia, un’oasi nel deserto tecnico/tattico; Williams scherza in area pitturata per il 16-3. Energia sul parquet agli antipodi, la squadra di Molin è famelica, quella di Dalmasson molle e svogliata; nei primi 7 minuti c’è tutta la differenza psicologica fra le due contendenti. Il divario è impietoso, Trento imbarazza Trieste (2/17 dal campo ndr.) senza peraltro strafare, il linguaggio del corpo dei giuliani è roba da lettino da psicanalisi; fine prima frazione che è simile ad un ko tecnico: 24-5. Davide Alviti mette una tripla salutata come un “gol” dalla panchina triestina, Jacorey Williams disegna bambini coi baffi con pennellate mancine di pura classe, Martin dall’arco sostanzia il +23 interno. E’ già “garbage-time” al quindicesimo minuto di partita, con patto di non belligeranza fra le parti; Mike Henry in una azione dimostra quello che poteva essere e che non è stato, 37-16 sul tabellone. Il triestino Daniele Cavaliero non ci sta a subire lo scempio e insacca una tripla, ma i primi venti minuti sono una esecuzione trentina su quel che resta dell’Allianz e di un Milton Doyle leggermente ripreso: 46-27.

Quando Trieste prova a darsi una quadratura difensiva, ci pensa la terna arbitrale a comminare un risibile quarto fallo a Fernandez, togliendolo dal match. La Dolomiti Energia impigrita in fase offensiva si adagia su scelte non brillanti; Fernandez da tre per il -15. Sull’asse Da Ros-Delia una delle poche azioni vincenti giuliane, e coach Molin ha visto abbastanza sul parziale di 2-8 chiamando time out. Williams ha credibilità tecnica, anche agli occhi della terna arbitrale; la sua verve porta punti e tiene a distanza di sicurezza Trieste. Si ferma per troppo tempo il match per un problema tecnico, alla ripresa è sempre Delia sugli scudi a portare sul -12 i suoi. Anche Williams deraglia leggermente dimostrando di essere umano, Alviti in entrata per il clamoroso 55-47. Finale di terza frazione con segni di vita di Trieste ma con Trento avanti 62-51. Victor Sanders manda un bel messaggio dall’arco per le velleità trentine, l’inerzia spostata leggermente verso Trieste torna a vestire la canotta nera; “zona” ordinata da Dalmasson, giusto il tempo per dare a Maye la stoccata che manda virtualmente i titoli di coda alla sfida: 70-54 a 6 minuti e mezzo dal termine. Squadre stanche e molti errori nel finale, torna ad incidere Delia in area pitturata per il nuovo -11. C’è tempo per registrare la vittoria di Trento per 81-69, nonchè il ribaltamento della differenza canestri, mettendo quindi la squadra di Molin con un piede e mezzo nei playoff.

Raffaele Baldini