L’ultima provocazione: Emanuele Urbani in rampa di lancio?

 

Le stagioni sportive che tendono al positivo hanno il denominatore comune di lasciare diversi spunti interessanti per il futuro, legati filologicamente con il presente, su cui poter aprire dibattiti e considerazioni. L’eredità dell’Acegas post San Severo è quella di una realtà in espansione, nel senso che ad una solidità strutturale dei vertici fa seguito un continuo fiorire di giovani virgulti che fanno le fortune di coach Dalmasson.

Ad oggi i vari Mastrangelo, Ruzzier, Scutiero, Bonetta sono parte integrante dei successi Acegas, poche volte caduti in una normale graticola per prestazioni negative (dettate da inesperienza) e spesse volte invece protagonisti di exploit decisivi; se n’è già parlato del valore aggiunto in chi fa da timoniere a questo processo di inserimento nel basket semi o professionistico qual dir si voglia, ma a questo punto la provocazione viene di conseguenza: vedendo le prestazioni di Emanuele Urbani con gli U19 d’ Eccellenza, non potrebbe essere giunto il momento di “provarlo” anche lui in prima squadra?

 

Mi spiego meglio: il futuro della prima squadra, non occorre essere Nostradamus, è proiettato a questa fantomatica seconda serie, di cui caratteristiche e conformazione variano con il variare del tempo, fatta di due stranieri e il resto italiani. Per cui il reale valore tecnico del campionato non sarà dissimile da una via di mezzo fra l’attuale DNA e la Legadue; in questo nuovo contesto gli italiani e i giovani soprattutto avranno un ruolo preponderante e, come accade nell’attuale DNA, decisivo ai fini dei risultati (panchina produttiva = vittoria quasi certa).

Ora, nella penuria generale di atleti nel post di ala-pivot, quale miglior additivo per il roster della prossima stagione, qualora rispondesse positivamente all’impatto con il campionato senior?

 

Passo indietro….ragionandoci bene le logiche per rinunciare all’azzardo ci sono, maturate proprio dall’andamento stagionale; l’Acegas ha raggiunto una sua quadratura e fisionomia, gerarchie chiare con rischi calcolati derivanti da contingenti necessità (vedi Luca Bonetta al posto di capitan Moruzzi a San Severo); lanciare ulteriori giovani vorrebbe dire rischiare di perdere alcune partite che, con la classifica di oggi alla mano, sarebbe un peccato. Diverso sarebbe stato se Trieste gravitasse in un insignificante limbo, senza velleità e senza rischi, tale per cui sarebbe stato doveroso fare un certo tipo di scelte.

L’eventuale futura seconda serie o Legadue, sempre se il consiglio federale manterrà le scelte prefigurate, potrebbe essere il trampolino di lancio virtuale per un ritorno all’antico ma di straordinaria novità per i tempi moderni: rilanciare una piazza storica come Trieste portando con convinzione un progetto per la valorizzazione dei giovani italiani, affiancati da due stranieri di qualità.

 

La discussione è aperta, intanto giusto coccolarsi i “vecchietti” come il “Mahatma” Gandi-ni (27 anni ndr.) e la truppa di over, confermare il minutaggio delle rampanti guardie, e poi chissà…

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

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