Keys of the match – Unieuro Forlì

chiavi-in-manoFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

L’Alma Trieste va all’ Unieuro… ma la merce è cambiata. La prossima avversaria dei triestini è una creatura che ha cambiato completamente faccia: dall’allenatore Giorgio Valli agli innesti di Ogooluwa Adegboye, Melvin Johnson, Ryan Amoroso e ultimo Riccardo Castelli da Udine, la compagine forlivese ha varato la rivoluzione invernale per scongiurare la retrocessione. Estremamente complesso quindi tracciare un quadro di variabili incidenti per la sfida di domenica pomeriggio, senza un pregresso.

Forlì 2.0, quali punti di riferimento? Per quanto sopra descritto, la prima chiave da valutare è la mancanza totale o quasi di elementi noti del nuovo corso romagnolo. La struttura portante senza i principali cannonieri Jeffrey Crockett e Wayne Blackshear, sia nei terminali che nei ruoli cambia fisionomia. Dalla profondità di una coppia pesante alla brillantezza di un duo esterno, con un play funambolico come Adegboye e una point-guard come Johnson; come a dire che la permanenza in categoria passa per la assunto che con le guardie si vincono le partite. Calcolando poi la capacità relativa dei nostri esterni in regia di marcare i corrispettivi, Adegboye rappresenta il rebus da risolvere con l’aiuto dei lunghi e delle rotazioni difensive.

 Punire una difesa “scollata” – Se l’attacco composto da tanti tasselli racchiusi da poco tempo in una Babele cestistica può sopravvivere grazie alle iniziative dei singoli, la difesa no. L’organica difesa di una squadra di pallacanestro è fatta di conoscenza reciproca, di allenamenti e di una comunicazione costruita nel tempo. I forlivesi sono assemblati da poco, potrebbero pagare un gap nella metà campo “in salita”, a maggior ragione se i componenti sono…attaccanti d’indole.

 Le condizioni di Jordan Parks – Imprescindibile per l’Alma Trieste capire come sta Jordan Parks. L’ala americana, rientrata da poco nei ranghi, diventa l’ago della bilancia per garantire il peso specifico alla squadra in termini di produzione offensiva e di intensità difensiva. Lo spartiacque fra una macchina a pieno regime e una ad autonomia limitata sta nelle rotazioni, sotto gli 8 uomini utilizzati la squadra giuliana paga lo scotto, sopra diventa la terza forza del campionato.

 PalaFiera, campo caldo – Come il PalaDozza, il Palaverde, il PalaMaggetti, anche il PalaFiera è uno di quei palazzetti “incidenti”. Non solo generoso come numero di appassionati ma anche caldo in tutti i settori, spesso è il sesto uomo che soffia alle spalle di Ferri e soci. Occhio quindi a far entrare in partita l’Unieuro, vuol dire far entrare in partita il PalaFiera, vuol dire confezionarsi un inferno.

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