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No nervi!

ANG_1144Ultimo strascico di un derby perso: la perdita totale di equilibrio. La “labirintite” ha colpito in più ambiti inesorabile, chi si è sostituito a coach Dalmasson dando chiavi variegate tecnico-tattiche, chi untore della scelta di puntare sulle Final Eight, chi a stigmatizzare comportamenti dentro e fuori campo. Eh già, l’avevamo detto che la partitissima regionale non ha i normali presupposti di una sfida domenicale, nel bene e nel mane porta appresso tutto il carico di emotività.

C’è stato addirittura un confronto a distanza (auspicabilmente anche faccia a faccia) fra due dei protagonisti assoluti degli ultimi anni: Eugenio Dalmasson e il Professor Paoli. Paradossale, due “top player” del sodalizio biancorosso duellano a colpi di responsabilità dopo la sconfitta di Cividale. Cosa sta succedendo?

Nulla di che, se non che il nervosismo è il peggior compagno di viaggio per il rush finale di campionato. L’alta quota ha generato aspettative (e qualche illusione), forse un minimo involontario cenno di presunzione nei protagonisti, un volo pindarico troppo alto a cui è seguita una caduta dolorosa. Ora però non c’è tempo per tribunali o tesi accusatorie, bisogna veicolare la concentrazione su un obiettivo gigantesco che risponde al nome di Segafredo Virtus Bologna. Ben venga una incazzatura da smaltire, aiuta ad allenarsi forte e rafforza lo spirito di gruppo, magari con propositivi confronti nello spogliatoi fra i giocatori. Da ottobre che l’Alma Trieste non conosceva l’onta di due sconfitte consecutive (e anche piuttosto nette), c’è anche la possibilità che diventino quattro con l’improba sfida di domenica e quella successiva a Mantova, ma è anche vero che mai nella storia recente il gruppo ha alzato bandiera bianca senza combattere.

La struttura dei protagonisti non si discute, la capacità di tirare le fila del timoniere nemmeno, così come la taratura certosina del preparatore; quello che è un attimo più complesso è instillare nel folto popolo di appassionati il concetto che è “la somma che fa il totale” come diceva il sommo Totò. Non bisogna vivere con la memoria corta, molto più utile restituire alla squadra e allo staff quanto è stato ricevuto durante una stagione fino ad ora esaltante. Non deve crescere solo la squadra o la società, è giunto il momento di fare il salto di qualità anche nella tifoseria, con meno partecipazioni olimpiche al lancio della birra a favore di un senso di appartenenza più solido. Domenica, nel giorno dell’Allianz-day (sempre puntuale e saggia la scelta dell’evento), c’è un motivo validissimo per dimostrare l’appoggio incondizionato all’Alma Pallacanestro Trieste. Auspicabile vivere quelle partite che regalano atmosfere particolari sin dalla palla a due, quelle sensazioni vive che generano tifo caldo e trascinante.

Si può vincere o perdere, quello che però non deve mancare da una parte è il senso del dovere, dall’altra la riconoscenza.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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