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Tanjevic: “I nuovi saranno decisivi, appena entreranno in condizione. Mese decisivo di preparazione”

tanjevicFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Il 13 Febbraio Bogdan Tanjevic ha compiuto 73 anni, un uomo che per Trieste rappresenta un faro, quanto mai simbolico per una città di mare, punto di riferimento intellettuale di una tradizione infinita come la pallacanestro. Vorrebbe dribblare la questione Allianz Trieste, finita nelle acque tempestose della zona retrocessione, ma non può esimersi da primo tifoso praticante.

Come si rimette a posto una stagione così complessa?

“Rinforzando la squadra, e questo è stato fatto con giocatori validi, ma soprattutto facendo ritrovare la condizione ai nuovi arrivati. Ironizzo spesso sugli americani che cercano lavoro, e poi si stupiscono quando vengono chiamati palesando uno stato di forma non adeguato. Anche lo stesso Riccardo Cervi ha bisogno di una “rinfrescata”…”

Oggi come non mai Trieste necessita di una guida, in questa difficile corsa salvezza. L’argomento principale trattato con coach Dalmasson quale è stato?

“Semplice, come sfruttare questa “meravigliosa” lunga pausa in vista della sfida con Pistoia. Si deve lavorare forte come fossimo in estate in vista della stagione; parte un mini campionato, ma decisivo, bisogna arrivare calibrati per fare un lungo rush finale. A prescindere da questo, mi piacerebbe vedere l’atteggiamento difensivo visto in trasferta, anche in casa; a Brescia, a Reggio Emilia, con Venezia…si è visto un ottimo atteggiamento, gettando poi vittorie già in tasca.”

Se io dicessi che Trieste avrebbe bisogno di un General Manager di livello per un futuro ambizioso?

“Non sono d’accordo, decide sempre solo una testa, quella dell’allenatore. Trovo che l’organigramma delle società professionistiche sia troppo corposo, troppe teste, troppa confusione. Sposo sempre la teoria del grande patron Maggiò ai tempi di Caserta: “il miglior consiglio d’amministrazione è quello con numero dispari, minore di tre.” Se c’è la mia testa in gioco, voglio agire secondo le mie idee, poi eventualmente il General Manager mi asseconderà nelle scelte.”

Ricky Hickman può essere ancora il leader, magari proprio nella sfida con Pistoia?

“Si, ma solo se torna in forma. Un leader fuori condizione è la peggior cosa che possa capitare, perché la sua testa è abituata a prendersi responsabilità, ma il suo fisico non è in grado di fare la giocata vincente.”

Un giocatore che porterebbe domani per il nuovo corso dell’Allianz Trieste…

“Dean Bodiroga, a venti anni e senza i 30 chili in più di adesso…”

Petrucci parla di serie A a 16 squadre, Messina ne vorrebbe 14. Che ne pensa?

“Il numero giusto sarebbe 16, ridurlo ancora di più significherebbe mortificare delle piccole ma virtuose realtà del campionato italiano, mettendo lo stesso alla mercè dell’Eurolega. Dobbiamo renderci contro che le forzature volute da Bartomeu stanno costringendo le squadre a giocare un numero di partite esagerato, guarda caso ponendo come viatico ideale la riduzione delle contendenti nei campionati nazionali. Difendiamo il campionato italiano!”.