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Analisi dal Forum: la reazione, l’esperimento Alexander, gli arbitraggi anomali dopo Brescia e la sfida in trincea con la Effe

Così… SI!

Questa sconfitta dell’Allianz Trieste a Milano ha una logica, e come tutte le cose che hanno senso, può essere metabolizzata con serenità. La squadra di coach Ciani ha liberato la mente, ha approcciato con serenità ma senza perdere di intensità, provando a mettere chili e dinamismo in chiave difensiva, eseguendo con velocità e precisione in attacco. Non è bastato ovviamente, perché dalla parte opposta c’è un allenatore che pretende anche quando dorme, perché l’Armani ha un roster per eccellere in Eurolega e soprattutto perché allenatore e squadra viaggiano spesso sulla stessa lunghezza d’onda. Il secondo tempo è stata pura immersione nella massima competizione europea, con una fluidità offensiva rimarchevole e qualità dei singoli per creare vantaggi dal nulla; Rodriguez, Shields, Grant, Datome, Tarczewski…una lezione nel senso buono del termine, cioè tutto quello che può servire a crescere è stato imbandito al tavolo del Forum. L’importante è non restare a digiuno…

Alexander e Cavaliero

Coach Franco Ciani è stato molto chiaro in sala stampa: Ty-Shon Alexander ha giocato al posto di Daniele Cavaliero perché serviva vedere quanto l’americano potesse servire ancora alla causa. Corretto fare esperimenti in una partita, come quella del Forum, segnata in partenza. Il problema è che la risposta è arrivata “strozzata” e quindi poco chiara: Alexander ha dato qualche squillo, ma rimane un giocatore fragile, non un playmaker (neanche adattato) e un difensore ancora da scoprire. Sapendo quello che può dare Cavaliero, la sintesi della questione può essere inquadrata così: se l’avversaria ha una fisicità importante utilizzo Alexander, se è più tecnica, utilizzo il capitano.

Arbitraggi. Quella partita a Brescia…

C’è un qualcosa di anomalo che accade dall’intervallo della partita giocata dall’Allianz Trieste al PalaLeonessa di Brescia: tutti gli arbitraggi sono parsi non impeccabili, con letture univoche penalizzanti per Cavaliero e soci. Per fortuna queste direzioni arbitrali non hanno deciso l’esito delle partite, ma è pur sempre un dato sereno da porre all’attenzione del campionato. Insomma, quell’alterco avvenuto fra la dirigenza triestina con Carmelo Paternicò all’intervallo della sfida in terra lombarda, sembra aver avuto strascichi. E non è certamente lo sfogo del sindaco Roberto Dipiazza ad aver fatto giurisprudenza, bensì un metro arbitrale visibile agli occhi di tutti; Adrian Banks ormai è “calpestato” dagli avversari, i contatti sono interpretati diversamente, i “tecnici” volano per un gruppo che non sembra proprio essere sopra le righe.

La Fortitudo è viva, ma soprattutto è in missione per la salvezza

Ho visto il derby di bologna e sinceramente se fossi Trieste comincerei a preoccuparmi. Ho sempre ribadito le difficoltà di affrontare la jungla per chi ha vissuto in villa con pigiama di cashmere e sigaro in bocca, rispetto a chi lo fa da sempre in mimetica. Trieste ha sempre presenziato nei “salotti buoni” dei quartieri alti, la Fortitudo Bologna ha ginocchia sbucciate ed ha dovuto guadagnarsi da mangiare ogni giorno. Ora ci si confronta su un terreno paludoso, carico di insidie, con l’Allianz che dalla sua ha un equipaggiamento adeguato per venirne fuori (qualità e 8 punti di vantaggio). Sta a Banks e soci non complicarsi la vita, ci sono quaranta minuti per fare “scacco al Re” ma consci di dover farlo non solo facendo le mosse giuste, bensì avendo l’umiltà di applicarlo lottando, facendo un tuffo più degli altri (vedi Davis con Milano), trascinati dal proprio pubblico. Si, anche sugli spalti ci si gioca una sfida importante, contro la più forte avversaria, bisogna essere all’altezza.

Raffaele Baldini