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Quando Arthur Kenney giocò con la maglia del Lloyd Adriatico

Arthur_Kenney_e_Cesare_RubiniFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Arthur Kenney è stato un giocatore dell’Olimpia Milano (dal 1970 al 1973), un “capellone” newyorkese cresciuto nella Power Memorial High School, assieme ad un certo Kareem Abdul Jabbar (Lew Alcindor prima della conversione), una delle più forti squadre di sempre. Agonista di primo livello, diverrà famoso anche per la rissa con Zoran Slavnić in Coppa delle Coppe, reo di aver colpito Cesare Rubini nelle parti basse; Kenney inseguì Slavnić fino alle tribune prima di essere dissuaso da manganellate dei poliziotti e dalle mani addosso dei tifosi avversari. Arthur incrociò le strade di Trieste non solo per essere stato giocatore di Rubini a Milano, ma per una brevissima apparizione al Torneo di Trieste in maglia Lloyd Adriatico nel 1972, in un aneddoto che lui stesso ha raccontato:

“Rubini era triestino ed era orgoglioso di esserlo. Dopo la mia prima stagione (1970/71 ma in realtà Kenney qui si riferisce all’estate 1972 n.d.r), coach Rubini mi ha autorizzato ad andare a giocare in prestito al torneo con la squadra locale sponsorizzata Lloyd Adriatico (appena promossa in serie B, nd.r.). Ci siamo trovati in finale contro la Mobilquattro di Milano. Alla fine la Mobilquattro ha vinto di 3 punti, ma i miei nuovi compagni di squadra erano euforici perché la loro squadra aveva messo in difficoltà una formazione di serie A. Io invece temevo di averli delusi, anche perché avremmo potuto vincere…..magia del basket.

L’anno successivo (1973 ndr) Rubini mi ha chiesto se volevo giocare per il Lloyd Adriatico nel loro torneo ed ho accettato con gioia. Mi ha detto che avrebbe giocato con noi Pino Brumatti e che ci saremmo rafforzati con una grande guardia della Croazia che aveva giocato con la nazionale jugoslava, Nikola Plećaš, di cui avevo grande stima. Ero euforico, perché sapevo che saremmo stati in grado di vincere il torneo. Abbiamo vinto la prima partita con facilità e in finale abbiamo affrontato la Forst Cantù, che aveva concluso il campionato di serie A1 al terzo posto. La mattina della partita io e Pino Brumatti abbiamo fatto snorkeling (nuotare in superficie con il boccaglio, per osservare il fondale e la fauna, n.d.r.) sulla costa rocciosa vicino al Castello di Miramare. Poi Pino mi ha portato a casa dei suoi genitori a Gorizia,  per un magnifico pranzo. Poi il pisolino. La casa non era dotata di aria condizionata, faceva molto caldo. E’ stato un pisolino magnifico, dopo alcune ore ci siamo svegliati ed eravamo pronti per la finale.

Poco prima di iniziare Plećaš, giocatore molto forte che non dava confidenza, ha detto a me e a Pino che avrebbe rubato due palle alla guardia avversaria. Così ha fatto. Io e Pino lo abbiamo incitato a rubare la terza. E lui lo ha fatto. Abbiamo vinto facilmente quella partita ed il torneo. Plećaš è stato premiato come miglior giocatore. Eravamo contenti di aver fatto parte di quella grande vittoria di Trieste.”