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Ciao Fabio! Hai seminato passione, hai raccolto riconoscenza

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

C’è un vuoto enorme fra gli appassionati di pallacanestro triestini: Fabio Fabbri non c’è più, ha chiamato l’ultimo, lungo time out dopo essere stato il “deus ex machina” dell’A.S.D. Barcolana, storica società locale che ha cresciuto migliaia di atleti fra due canestri. Fabio Fabbri non passava inosservato, neanche quando dormiva; uomo animato da una passione che rifugge da compromessi, per cui le battaglie sul parquet e in federazione erano figlie della volontà di cambiamento, di rendere giustizia ad uno sport spesso bistrattato ai piani più bassi. A bordo campo la frangia scomposta (rimessa in assetto da uno “sgarbiano” movimento con la mano), i chilometri lungo la linea laterale, con ripetute invasioni di campo, il rossore in volto e il linguaggio del corpo raccontavano tutta la verace e genuina interpretazione del basket, fra indicazioni tecnico/tattiche e quel “male necessario” con il fischietto in bocca che turbava la personale interpretazione delle partite. La palestra della scuola “Claudio Suvich” è stato l’ideale teatro per amplificare le urla ai propri giocatori, anzi, ai “figli” di una famiglia biancoverde allargata che ha sempre difeso, a prescindere. Ecco, i “padri” della Barcolana, Fabio Fabbri ed Ennio Romoli, ora sono di nuovo riuniti, per pianificare le stagioni, per accogliere nuovi ragazzini in società, per trasferire la passione cestistica, quella vera, quella che non chiede nulla in cambio. Il lungo passaggio terreno è stata una semina fruttuosa per cui oggi migliaia di ragazzi ed ex ragazzi ricordano Fabio con vera commozione, increduli, ascoltando il silenzio assordante di un punto di riferimento venuto a mancare.