Annunci

Archivi Blog

Bogdan Tanjevic: “Trieste, evita le coppe e riporta a casa Javonte Green!”

27788626_10160068951375381_3126613261866454097_o

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Bogdan Tanjevic è un uomo che si gode la serenità, libero da impegni federali ma mai distante dalla pallacanestro. Come primo tifoso della Pallacanestro Trieste ha consumato l’appendice stagionale con l’eliminazione dai playoff di Cremona, da cui parte per consolidare un concetto: “dobbiamo far giocare gli italiani. Ma avete visto chi è il giocatore più imprescindibile per Cremona? Michele Ruzzier. Sassari è andata in finale grazie alla bravura del Poz di rianimare Polonara, Stefano Gentile (si, quello nascosto dietro l’ombra del fratello) e Spissu.” A proposito, non si può non chiedere se a suo giudizio Gianmarco Pozzecco ha definitivamente fatto il salto di qualità per diventare un grande allenatore: “certo che si, non si strappa più le camice e riesce a stare in controllo; mi permetto di scherzare perché siamo amici. Fa giocare la sua squadra in modo eccellente, con due stranieri super come Thomas e Pierre e un lungo vero come Cooley. Ma il grande merito, insisto, è quello di aver creduto negli italiani.” Tornando alle vicende di casa nostra, dopo la tramortente vicenda societaria con l’arresto del Presidente Scavone, da cosa deve ripartire Trieste? “Da Eugenio Dalmasson. Uomo che sa come si gestiscono questi momenti, garanzia per la città. Ho sentito del budget previsto di 4 milioni e 200 mila. Cosa penso? E’ un’enormità, lavorando bene si può costruire una squadra forte, che lavori in palestra e che giochi una volta alla settimana.” Ci spieghi meglio l’ultima frase: “secondo me fare la coppa non serve, distrae e non fa costruire nulla, rubando ore preziose di lavoro settimanali. Le coppette secondarie non contano, gli sponsor investono i soldi in un progetto, non in una vetrina.” Budget vuol dire anche ricostruire una squadra, quale ossatura base? “Io prenderei 4 stranieri e 8 italiani, anche se il regolamento non lo permette. Allargo il ragionamento: piuttosto di prendere tanti mezzi giocatori americani, io porterei 2-3 dalla NBA, di quelli che fanno la differenza, poi completerei il roster con italiani a cui dar fiducia o giovani triestini come Dellosto o Deangeli. Il primo comunque che metterei in cima alla lista per Trieste è Javonte Green, un po’ perché lo ritengo un mio “figlioccio”, un po’ perché darebbe quella dimensione difensiva sugli esterni che è mancata l’ultima stagione.” Tutto molto bello Boscia, però la questione in realtà non può prescindere dal reperimento di risorse per arrivare a quei 4 milioni a 200 mila euro prefissato per il prossimo campionato: “per fortuna a Trieste c’è un grande, unico patrimonio che è il pubblico. In che parte d’Italia si vede questo trasporto e questa “fame” di pallacanestro? Nessuna. Poi, dato per scontato che i grandi colossi locali non mettono soldi (Allianz a parte), c’è da lavorare su persone da fuori città.” Qualcuno però reclama anche un personaggio credibile e forte per pilotare una fase delicata societaria; lei mi risulta che sia libero da impegni: “io non ho mai smesso di essere a disposizione di chiunque volesse in Pallacanestro Trieste, anche se negli ultimi anni non è stato necessario visti i grandi risultati. Da uomo di basket e vicino alla realtà locale, in questi momenti non posso certo stare con le mani in mano…

Annunci