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Tanjevic: “A1 merito soprattutto di Dalmasson. Voglio convincere Green a restare ancora a Trieste…”

27788626_10160068951375381_3126613261866454097_oFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Bogdan Tanjevic non è tutto quello che si trova nei libri sacri della pallacanestro europea, bensì è anche il primo tifoso dell’Alma Trieste. Non c’è occasione che “Boscia” non presenzi al palazzo per vedere le gesta di Green e soci, anche con la polo rossa d’ordinanza. La festa della promozione in serie A1 è anche la sua festa: “sono un tifoso sfegatato di Trieste, come volete che mi senta? Essendo un tifoso con la testa e molto vicino a coach Dalmasson, dico che il capolavoro è conseguente ad uno splendido basket espresso, una buona programmazione, anche quando era Presidente Giovanni Marzini, e su un valore aggiunto rappresentato dall’allenatore. Eugenio Dalmasson ha saputo scegliere gli uomini perfetti per il suo sistema, non spendendo troppo e facendoli giocare alla grande.”

Una delle chiavi della promozione è la crescita esponenziale di Javonte Green. Secondo lei potrebbe rimanere a Trieste?

“Lo sto cercando al telefono ma lui non risponde mai. Voglio parlargli. Secondo me lui farebbe bene a restare ancora un anno a Trieste, per lavorare forte, per settimane e consolidare il suo bagaglio tecnico per poi provare l’approdo in Eurolega; perché lui ha il potenziale per stare a quei livelli. Altrimenti rischia di finire in fondo alle rotazioni, giocando poco e divertendosi ancora meno.”

Lei non ha mai avuto dubbi sul condottiero, Eugenio Dalmasson…

“Lo giudico secondo quello che vedo in allenamento. Un allenatore è tanto bravo quanto rende qualitativamente alto il livello del lavoro in palestra; e Dalmasson è eccellente. Lui ha una straordinaria conduzione delle partite, trasmette il suo credo tattico con tranquillità, senza mai deragliare, anche nei momenti più difficili. Mi piace come tratta i giocatori, ha l’autorevolezza giusta per far seguire i propri dettami.”

Chi terrebbe della squadra attuale per la serie A1?

“Lo deve dire Dalmasson questo. Vedendo il livello di certi americani in serie A1, penso che nel roster attuale ci siano tanti giocatori che potrebbero essere utili alla causa. Mi piacerebbe vedere una squadra a trazione italiana, come ha fatto Brescia. In quel caso, anche con talento relativo, si sono ottenuti risultati straordinari.”

Un budget di 3 milioni e 600 mila euro può bastare per una salvezza tranquilla?

“Certamente, basta continuare a programmare con testa e creando fondamenta non esterofile. Io farei una squadra di 3-4 americani e 8-9 italiani. Raccontano balle quelli che dicono che gli italiani costano troppo; certo, costano troppo quei giocatori che poi non rendono niente. Solo con un nucleo italiano è possibile programmare a medio/lungo termine.”

Quale è il messaggio da consigliare in vista della prossima stagione?

“Da parte della società ci deve essere un messaggio protettivo nei confronti di staff e giocatori, ponendo come traguardo la salvezza. Il messaggio che Eugenio Dalmasson deve mandare ai suoi ragazzi è quello di vincere lo scudetto. Non costa niente da una parte e nel contempo trasmette fiducia verso i propri giocatori, perché ricordatelo, un allenatore deve lavorare anche perché i suoi discepoli giochino un po’ anche per lui. Come timoniere appena promosso nella massima serie con il Bosna avevo fatto dichiarazioni improntate alla vittoria del titolo nazionale; al primo anno abbiamo perso alla “bella”, il secondo abbiamo raggiunto l’obiettivo e il terzo abbiamo vinto la Coppa dei Campioni.”

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