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L’eredità di Cividale

Nelle parole e nelle espressioni di coach Ciani la perfetta sintesi del retaggio post Kapfenberg: nessuna esaltazione, equilibrio nelle valutazioni ma soprattutto focus sugli aspetti su cui lavorare da domani: “mi è piaciuto l’approccio del gruppo nel voler giocare assieme, nell’aiutarsi difensivamente, soprattutto nella seconda parte del match. Abbiamo fatto cose buone ma anche tante imprecisioni, rendendo meno fluido l’attacco. Tutto normale, ci stiamo studiando.”

Organizzazione difensiva già discreta

Colpisce non solo l’attitudine dei giocatori ad aiutarsi l’uno con l’altro difensivamente, bensì il timing già discreto per essere la prima uscita, con pochi allenamenti per affinare i particolari. Poi alcuni singoli fanno giurisprudenza nella metà campo “di fatica” Allianz: Konate è presenza fisica ma anche “psicologica”, quando scioglierà la ruggine della preparazione sarà un fattore, anche perché è evidente la predisposizione alla stoppata (e da qui il trip mentale per gli avversari). Lodovico Deangeli è argento vivo per l’abbinata leve lunghe-dinamismo, utile ad arginare comodamente anche il playmaker avversario. Però c’è naturale attitudine difensiva in Sanders, in Mian e ovviamente in Grazulis.

Equilibrio

Fare confronti diventa inevitabile, dopo 11 anni di “sistema”. L’elemento che colpisce di più nella “new-wave” biancorossa è l’equilibrio fra gioco esterno ed interno, bilanciato non solo nelle statiche giocate a metà campo ma anche da transizioni offensive più rapide. L’anello di congiunzione fra i due reparti è il continuo attaccare la prima linea con penetrazioni per creare vantaggio (Sanders e Mian ottimi esecutori in penetrazione, meno come finalizzatori nel passaggio), per poi effettuare “scarichi” ai lunghi o ad esterni ribaltando il lato. Si è già visto che con metri di spazio, Cavaliero e soci possono diventare letali.

Corey Sanders

E’ e sarà sempre l’oggetto del dibattito cestistico, giusto per mantenere desta l’attenzione al reparto nel dopo Chris Wright. Personalmente la versione vista a Cividale non mi è dispiaciuta per niente: costruttore di gioco più che accentratore, bruciante primo passo in palleggio (dopo qualche minuto di “timidezza”) con la volontà di cercare i compagni. Certo, questo tipo di ruolo presuppone una strada lastricata di… palle perse, ma ad Agosto può essere un compromesso accettabile. Un paio di palleggi in meno, un cambio di direzione e velocità in meno, conoscenza dei compagni e miglior esecuzione nei passaggi e l’Allianz trova quello che cercava. Non trascurabile la sua fase difensiva, una zanzara attaccata al diretto avversario.

Adesso la curiosità è di vedere quanto prima Adrian Banks nei maccanismi di squadra, perché, inutile nasconderlo, per leadership, importanza e caratteristiche, non è solo un tassello del roster, tatticamente è tanto di più.

Raffaele Baldini