Archivi Blog

Carlo Fabbricatore: “Sulla carta non c’è storia, ma senza Shields…”

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Come ogni sfida contro Milano, non può mancare il salace punto di vista di Carlo Fabbricatore, indimenticato ex di entrambe ma soprattutto un “milanese di adozione” che non spegne l’ardore viscerale per la propria terra nel connubio magico con la palla a spicchi, sintetizzati nel suo ormai noto slogan “Venezia-Giulia Land of Basketball”.

In ogni sfida contro Milano la Pallacanestro Trieste ha un’occasione per “dare fastidio”. Lo ha fatto diverse volte, questa volta su cosa deve fondare il proprio convincimento?

“Se guardiamo esclusivamente ai roster, Trieste può anche non presentarsi… parlando schietti. Sappiamo però che lo sport permette di sognare. Milano arriva alla partita di domenica da una lunga trasferta di Euroleague (a Kaunas) e potrebbe accusare la stanchezza, inoltre l’assenza di un leader come Shavon Shields, potrebbe essere un elemento sensibile a favore dei giuliani.”

L’Olimpia Milano è più depressa (per dirla alla coach Messina) o in cerca di una calibratura?

“Il termine “depresso” è fuori luogo, dato che la depressione è una malattia seria. Meglio ammettere che Milano sta giocando male, punto. A mio avviso, l’Olimpia ha delle mancanze strutturali: i giocatori arrivati questa stagione non sono fino ad oggi migliori di quelli sostituiti e mancano le invenzioni del “Chacho” Rodriguez.”

La Pallacanestro Trieste è e sarà una creatura mutevole; con ristrettezze economiche di inizio anno il roster attuale, domani con l’arrivo di investitori americani potrebbe svoltare qualitativamente. Tu dove andresti ad operare per strutturare la squadra?

“Manca una leadership tecnica. Trieste va rafforzata con un playmaker che “metta in ritmo” la squadra e soprattutto un’ala grande, fisicamente importante, in grado di giocare negli spot di “4” e “3”. Fondamentale migliorare la fase difensiva, che è la chiave di volta per giocare in transizione e quindi avere tiri facili. Il primo investimento è riprendersi il pubblico che a Trieste non è solo il sesto uomo, ma anche il settimo e l’ottavo.”

Nella “Land of Basketball” cosa pensi del ritorno del triestino Michele Ruzzier a consolidare l’identità triestina insieme a Deangeli, Bossi e coach Legovich?

“Bene portare gente giuliana in squadra, nella speranza che contribuisca al salto di qualità (vedi sopra sulla vicenda Ruzzier). E’ necessaria una programmazione seria con investimenti sul territorio per ritornare nel giro di qualche anno competitivi.”

Trieste si salva?

“Sarà un’annata difficilissima ma noi guerrieri di Venezia Giulia Land of basketball… “non molliamo mai”. La città di Trieste e il meraviglioso pubblico meritano che la squadra giochi ogni partita come se fosse una finale olimpica.”