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Al di là del bene e al di là del male, Ettore Messina da preservare

downloadFonte: Superbasket.it a cura di Raffaele Baldini

Al di là del bene, al di là del male.

Più che un lettino d’analista all’Olimpia Milano serve una tribunetta per contenere tutti gli addetti ai lavori succeduti nel tempo e finiti inesorabilmente nel tritacarne. Il problema è che l’accerchiamento mediatico, la critica sportiva e l’opinione pubblica in generale sceglie sempre la via più semplice, la gogna con un capro espiatorio; dopo Livio Proli e Flavio Portaluppi, dopo Simone Pianigiani, ecco che nubi nefaste stanno addensandosi sulla testa di Ettore Messina.

Si, proprio lui, l’intoccabile erede di Gregg Popovich, l’illuminato d’oltreoceano arrivato per risanare l’inquinato ambiente meneghino, sembra già sul banco degli imputati, Ora, è possibile cambiare la mentalità del popolo di “chi non s’engegna, fa la tegna” (chi resta con le mani in mano, fa la ragnatela), di chi corre, corre inesorabilmente e spesso senza sapere perché, di chi ha bisogno di risposte prima ancora di fare la domanda?

Difficile, ma necessario. Sull’altare sono stati sacrificati personaggi del calibro di Sergio Scariolo, Nicolò Melli e Luca Banchi, troppo per reiterare l’errore. Milano deve tenersi stretto Ettore Messina a prescindere dai risultati, perché è un uomo in grado di arricchire la società del patron Armani, ma in generale tutto il movimento, con superlativa competenza, con vasta visione d’insieme, con eccellente spirito critico. In pochi mesi ha dato più lui intellettualmente che addetti ai lavori galleggianti su un mare di luoghi comuni e dogmi lapalissiani.

Ettore Messina serve come un luminare capo reparto chiamato a mettere a posto una sezione ospedaliera, quindi non per un solo intervento ma per rivoltare come un calzino il pregresso. Le rivoluzioni hanno bisogno di tempo, di gente sensibile capace di credere nella battaglia in corso e non di finti (leccaculi ndr.) scudieri animati da venale spirito aziendalista.

Abbiamo probabilmente sbagliato tutti ad eccitarci preventivamente interpretando ogni alzata di sopracciglio dell’allenatore siciliano come una benedizione di Sant’Agata (santo patrono catanese), abbiamo cavalcato disperatamente la necessità di aggrapparci a qualche eletto dalla terra straniera per cercare la redenzione. Anche qui serve più equilibrio.

Si è in malafede se non si da credito intellettuale ad un uomo che a latitudini e longitudini diverse ha spiegato pallacanestro, ha esaltato la competenza italica mixandola con ingredienti attinti da esperienze straniere.

Lo dico prima, sosterrò Ettore Messina anche se l’Olimpia Milano dovesse perdere tutte le partite, anche se dovesse perderle tutte di 30 punti, chiamando virtualmente al confronto i detrattori ed aspettando da loro “materiale” sostitutivo degno.

p.s. Non sono parente di Messina, non percepisco una percentuale dell’ingaggio, non sono siciliano anche se avevo la nonna di Scicli; sono semplicemente amante della pallacanestro e dei pochi uomini credibili.