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Analisi del giorno dopo: pregi e difetti, Sanders dalle mille sfaccettature, Campogrande oltre la prestazione e “Re” Banks

Pregi e difetti di una vittoria

Il pregio principale è che l’Allianz Trieste ha vinto (Lapalisse…); lo aveva già fatto nel primo tempo ma poi ha deciso di complicarsi la vita, ed ecco insito il difetto incistato nella bolla di soddisfazione globale. Trieste nel primo tempo è stata efficace: ha trovato terminali diversi per togliere punti di riferimento all’avversaria, ha equilibrato bene gioco esterno con quello interno (bentornato Sagaba!), ha difeso veramente bene. La pecca risiede nelle palle perse, di una banalità sconvolgente ma figlie di un ingresso lento nei giochi; insomma la prevedibilità porta inevitabilmente ad una comoda lettura difensiva avversaria. Nel secondo tempo si è disperso in troppo poco tempo il fieno in cascina, pur considerando la prevedibile reazione lombarda. Ed è qui che arriva un altro grande pregio della formazione biancorossa, la personalità nel gestire minuti caldi con il punteggio in bilico; tutti presenti, dal prevedibile leader Adrian Banks ai più giovani Sanders e Lever, una squadra che sa cosa fare quando il pallone “scotta”.

Non leggiamo Corey Sanders a comparti stagni

Se vogliamo per forza incastonare Corey Sanders in un giudizio lapidario, rischiamo di creare due fronti opposti, o per meglio dire 1500 sfumature diverse di un giocatore. In primo luogo dobbiamo capire cosa gli viene chiesto da coach Ciani, e probabilmente il suo sforzo di fare il regista d’ordine lo esegue, con qualche fatica nella gestione dei palloni; inoltre si applica in difesa. Un altro aspetto è il recepimento dei propri limiti, il più macroscopico la mancanza di pericolosità dall’arco; in questo caso trovo che l’auto-gestione dell’americano sia ineccepibile, cioè tiro proprio quando non ho altre soluzioni possibili. Un altro discorso è la scelta in sede di mercato di prendere un regista senza pericolosità perimetrale. Quello che non difetta certo è la personalità: in una partita giocata male, il ragazzo si prende responsabilità enormi attaccando la prima linea con piglio felino (recuperando anche un pallone decisivo) e andando a segnare canestri pesanti. Lo discuteremo tutto l’anno, basta farlo avendo ben presente tutti gli aspetti della sua pallacanestro.

Oltre la prestazione di Campogrande

Se Luca Campogrande fosse questo, allora abbiamo uno “straniero” in più. La realtà starà nel mezzo, sarà costellata da alti e bassi, come è giusto che sia per un giocatore appena rientrato da un infortunio. Quello che è più importante è avere un elemento credibile nello stesso ruolo di Fabio Mian; il friulano è stato appesantito dalla forzata investitura ad ala piccola titolare (e unica), responsabilità che evidentemente ha macchiato il rendimento. Con Campogrande c’è distribuzione nel minutaggio, c’è una spalla solida su cui appoggiarsi, c’è nello scacchiere tattico una pedina ideale, sia in attacco che in difesa, a disposizione di coach Ciani.

Adrian Banks finito? Per piacere…

Qualche spiffero, l’esigenza di detronizzare anzitempo in nome di una carta d’identità ingiallita: “Adrian Banks non è più quello di un tempo”. Il Re non è morto invece, è più vivo che mai…e sta tornando a soffiare sulla punta della pistola prima di riporla nel fondino. Se volete la rappresentazione di quanto un giocatore sia leader qualitativo, basti ricordare l’azione in cui si prende il pallone (nei momenti decisivi), penetra con in testa il cronometro andando a segnare esattamente al suono del 24esimo secondo. Adrian Banks certamente non avrà l’autonomia di un tempo, ma conserva l’argento vivo di un talento cristallino, un attaccante con mille soluzioni in faretra e una scaltrezza fuori dal comune. L’argento sarà tanto più vivo quanto i compagni lo “lucideranno” togliendogli pressioni eccessive. A Pesaro è risultato uomo solo (e raddoppiato), con Brescia ha avuto Campogrande, Sanders, Grazulis, Delia, Konate…

Ipse Dixit

Germani Brescia poca roba? La classifica dice questo. Però bisognerebbe approfondire gli ingaggi dei giocatori per capire che l’Allianz Trieste ha battuto una squadra dal roster nettamente più costoso di quello triestino. Un tanto per…

Raffaele Baldini