Archivi Blog

Di quel che resta del campionato…

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Il campionato di basket di serie A sta perdendo sempre più il filo logico del discorso, fra partite rinviate, sempre più casi di positività in seno ai roster, problemi economici senza fine come nel caso della Virtus Roma. In pratica al giro di boa del girone di andata, vediamo alcune squadre con 8 partite disputate (Milano, Brindisi, Trento, Sassari, Varese, Roma e Brescia) e altre con appena 5 (Trieste, Cantù e Treviso). Lo scenario in prospettiva assume connotati ancora più inquietanti, sempre riferiti all’emergenza sanitaria in corso. Se alcuni club stanno uscendo dalla quarantena, per esempio Cantù, Reggio Emilia, Cremona, altri come Trieste stanno vivendo un momento di picco dei contagi; problema non secondario se si pensa che Coronica e soci hanno disputato il minor numero di partite rispetto alle contendenti. Si sta arrivando pericolosamente a quella quota di match da recuperare (per ora sono 9 ndr.) che diventa complessa da spalmare nel calendario, fatto per molte società di fitti impegni, anche continentali. A margine di ciò, il campionato registra la crisi profonda della Germani Brescia, sconfitta nell’ultimo turno casalingo con la Dolomiti Energia Trento e in procinto di avvicendare coach Enzo Esposito. Per una squadra nell’ombra, c’è una che brilla di luce vivissima: è l’Happy Casa Brindisi, giunta alla settima vittoria consecutiva violando il PalaSerradimigni di Sassari e mettendo in mostra un gioco a dir poco spettacolare. Tanta produzione americana di livello ma anche la capacità di far maturare giovani di talento come Riccardo Visconti. Per contro Sassari vede per l’ennesima volta tarpate le ali, per un volo radente che rischia di delegittimare il timoniere Gianmarco Pozzecco. Record della sfortuna a Varese: il nuovo arrivato Jalen Jones, ex Nba preso per rinforzare un gruppo fragile strutturalmente, si infortuna dopo 30 secondi di gioco, lamentando una probabile rottura del tendine d’Achille. Nelle parole del General Manager Andrea Conti il più esaustivo dei commenti: “non ricordo una cosa del genere in 30 anni di pallacanestro. Abbiamo una maledizione sui numeri “4””. Nel “brodino” preso dell’Openjobmetis su quel che resta della Virtus Roma, c’è tutta l’incertezza di un movimento che fatica ad avere pace. Roma si è presentata senza Dario Hunt, volutamente in sciopero in polemica con la società, deliberatamente assente all’ultimo allenamento e nella sfida in terra lombarda. La compagine capitolina regge sull’orgoglioso duo italico Baldasso-Campogrande (51 punti in due), ma rischia di essere un fuoco di paglia qualora i fantomatici investitori americani non intervengano (e presto) a risollevare le sorti del club.