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Mario Ghiacci: “Diritti televisivi e Decreto Crescita le prossime battaglie per il sostentamento cestistico”

k2_items_src_89676d015c82b1af2464306edfba0db0Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Conclusa la riunione delle società di serie A1, con l’assenza prevista della Scandone Avellino, il verdetto è quello più scontato: tutti i club secondo la Lega hanno i parametri per essere iscritti al prossimo campionato 2019/20. Ovviamente l’ultimo step sarà quello a margine del Consiglio Federale del 16 Luglio in cui la Fip (come il placet della ComTec) ratificherà le aventi diritto stilando la lista delle società facenti parte della massima serie. In rappresentanza della Pallacanestro Trieste il Direttore Generale Mario Ghiacci, prodigo di considerazioni post assemblea: “è stata una riunione importante e proficua, in cui si è potuto varare il nuovo regolamento esecutivo interno, strumento quanto mai utile ad evitare situazioni complesse come quelle capitate nell’ultima stagione sportiva. Un’occasione anche per rimarcare la necessità di riconoscere due figure importantissime dirigenziali quali quelle del Direttore Sportivo e del General Manager (o Direttore Generale).” Ulteriore argomento cardine della riunione la mediaticità del prodotto: “dobbiamo andare nella direzione di lavorare sui diritti televisivi. Siamo anni che ci barcameniamo sulle oscillazioni derivanti da introiti derivanti da biglietterie o sponsor, ma la vera svolta si avrà con un credibile supporto dei diritti TV. Sappiamo bene che il calcio governa un po’ tutto, per cui il basket e altri sport raccolgono le briciole, ma è una battaglia da fare. Se pensiamo che basterebbe uno o due  milioni a club per far decollare il movimento.” La sensazione è che comunque questo aspetto debba andare a braccetto con la volontà di detassare sport come la pallacanestro: “la volontà da parte dei legali della LBA è quella di capire quali possono essere i margini di manovra all’interno del Decreto Crescita. Ci sono delle buone opportunità che si possa arrivare a dare la residenza ad un giocatore straniero dopo due anni di permanenza in Italia, con regolare contratto professionistico, operazione che abbatterebbe del 50% le voci di spesa della società. Tutto sulla carta, perché poi bisognerebbe vedere il reale riscontro in virtù di coscienze ammantate di nazionalismo e radicate al territorio della maggior parte dei giocatori americani.” In ultima battuta, sempre per incentivare l’appeal della palla a spicchi sulle coscienze sportive, si è parlato anche di un possibile evento per il derby di Bologna fra la Virtus e la Fortitudo: “è una splendida idea, la stracittadina bolognese è uno spettacolo da esportare a più appassionati possibili. Non sono state tracciate le linee guida di questa iniziativa, ma di certo sarà qualcosa da ricordare.”

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