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Allianz rilancia il basket a Trieste. Il capolavoro di Mario Ghiacci

79323944_1425351064287825_6375790457405833216_oE così, in una mattina d’autunno, Trieste riscopre le virtù della sua tradizione sportiva più importante, capace di aggregare 6000 spettatori ogni domenica, di fidelizzare 4200 abbonati e di coagulare famiglie intere all’interno dell’Allianz Dome. Tutto all’improvviso? Certo che no, volenti o nolenti anche i sordi marciapiedi cittadini (o rotonde per rendere il tutto più affine al sindaco) sanno che il “bubbone” Alma da estirpare era la discriminante fondamentale, nelle quote societarie e nella figura dell’ex Presidente Gianluca Mauro. Attenzione, rifuggo da amnesie da memoria corta e trovo il trascorso operativo dell’uomo di Fraforeano degno di lode, a prescindere dal suo legame con l’azienda Alma e dai rapporti con Luigi Scavone. Facile far le cose in modo brillante con i soldi altrui? Balle, ho visto sperperare danari in ogni dove senza ricavare un ragno dal buco. Mauro ha coinvolto una città come nessun triestino sarebbe stato capace di fare, ha scommesso (vincendo ndr.) su Dalmasson e Ghiacci (poi abbandonato intellettualmente), ha creato un’identità societaria e una simbiosi squadra-città. Alla sua maniera, cioè deragliando ogni tanto spinto da passione incontrollata, anche osando dove la competenza richiedeva maggiore razionalità, ma sempre agendo da primo tifoso, quindi per il bene e il rispetto della tradizione cestistica locale. L’epilogo, come tutti quelli senza lieto fine, è stato caratterizzato da improvvide strategie, di complessi rapporti umani fra addetti ai lavori e da un sipario chiuso silenziosamente.

Comincia quindi l’era Allianz, il colosso assicurativo “conquistato” da Mario Ghiacci. Si, a ben vedere questo potrebbe essere ascritto come il capolavoro con la “C” maiuscola del neo Presidente a Trieste, messo sul trono societario per volontà di Allianz stessa. Un impegno importante fino al 2022,Un impegno importante sino al 2022 (con cifre secretate ma in crescere lungo il triennio), in grado di dare serenità alla pallacanestro cittadina, con qualche pizzico di equilibrata ambizione. Non aspettatevi che da qui in avanti ci saranno slogan alti e sonanti, tutt’altro, nello stile “ghiacciato” di Mario ci sarà tutta la diplomazia che lo ha reso un uomo credibile nelle stanze dei bottoni nazionali; è anche verò però che se si scomodano Giovanni Petrucci (Fip) ed Egidio Bianchi (LBA) per la presentazione dello sponsor, il peso politico della Pallacanestro Trieste assumerà da qui in avanti connotati ben diversi. Non è escluso che il supporto economico possa conoscere altri ingressi  da qui in avanti, come dichiarato dallo stesso Ghiacci, dimostrazione che quando una realtà è inattaccabile, l’effetto traino è facilmente ipotizzabile.

E’ probabile che ci siano interventi sul mercato a breve, in primis per garantire la categoria e poter quindi pianificare il futuro prossimo, dove nessuno è intoccabile. Si è parlato come imminente l’arrivo di Mike Green, mestierante di assoluta affidabilità del nostro campionato, di un clamoroso ritorno di Zoran Dragic o di un Filippo Baldi Rossi entrante al posto di Matteo Da Ros, ma forse sono solo voci incontrollate da “tredicesima” in portafoglio.

Rimango dell’idea che la cosa più importante di tutte è quella di garantire un futuro alla pallacanestro cittadina, perché l’appassionato di basket porta ancora appresso le cicatrici dolorose di un fallimento. Tutto quello che verrà arricchirà le domeniche, mentre il presente è un monito cubitale verso la squadra: o si cambia registro, o si cambiano gli elementi.

Raffaele Baldini