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“Chiaro-scuri” della vittoriosa partita contro Treviso a Caorle

Ad intermittenza

Eh si, guarda caso anche questa volta l’analisi parte dalla difesa. Nell’ultimo quarto eccellente, al limite del fallo (e qualche volta anche oltre), aggressiva, puntuale…viatico alla rimonta e al successo finale. Il resto della partita con qualche giro a vuoto, anche perché dalla parte opposta c’era un playmaker vero come Iroegbu, in grado di battere la prima linea e scaricare “cioccolatini” sull’arco per i tiratori veneti (Sarto è un giovane da tener d’occhio). Serve maggiore attenzione sulle rotazioni, perché al di là della bravura avversaria, c’è la necessità di non dare metri di spazio a giocatori che, in serie A, ti castigano anche e ben oltre i 14 punti di vantaggio che si è presa la Nutribullet nel match. Menzione sui singoli: Bartley su Banks (annullato), Davis, Campogrande e Vildera, quest’ultimo ruvido e con gran senso della posizione.

Spaziature

La Pallacanestro Trieste è stata rimarchevole ad inizio partita nelle spaziature, nel creare quarti di campo liberi per giocate di “pick and roll” per il beneficiato di turno (Vildera). Con un playmaker come Corey Davis ed un “bloccante” puntuale come Vildera (o Marcius), con i tempi di passaggio giusti, si traggono enormi benefici in area pitturata. Chissà con l’arrivo di Skylar Spencer se questo aspetto può essere arricchito da una verticalità che al momento manca.

Quando Campogrande non c’è, la voragine è colmata da… Bartley

Pleonasmo: se Luca Campogrande spara a salve, Trieste non ha un problema… ha una voragine da cui neanche Bear Grills può uscirne (alpinista e militare britannico, famoso per la sopravvivenza estrema ndr.) indenne. Per fortuna c’è Frank Bartley IV, quarto come le quattro ruote motrici con cui attacca il canestro. Frank è un numero “2” che attacca il ferro come un numero “3”, ed è questo il grande tesoro biancorosso. Idem dicasi nella chiave difensiva, può arginare una guardia pura come Banks ma anche un’ala più strutturata. Purtroppo Bartley è uno e quando siede sul pino per il doveroso riposo, la squadra fatica.

Pacher, guarda Sorokas e impara!

Nella partita di Caorle A.J.Pacher ha avuto un bignami per come gestire il ruolo di ala forte in serie A; dimostratore Paulius Sorokas. L’ex trevigliese, cestista che quindi ha conosciuto bene la serie A2, ha attinto a piene mani alla “gavetta” della massima serie, implementando il suo gioco, comunque fatto di intensità ed energia, con una “cattiveria” importante. A.J. Pacher, che è ragazzo intelligente, deve “codificare” quelle stoppate subite e quel ruvido trattamento, “registrandole” sul suo data-base professionale. Prima Pacher riuscirà ad entrare in quella modalità e prima avrà quella costanza per rendere sui due lati del campo.

Bel DNA, squadra che non si abbatte

C’è una caratteristica che non è possibile allenare (o non completamente), perché fa parte del bagaglio caratteriale di ogni singolo individuo: la capacità di non abbattersi mai. La Pallacanestro Trieste ha dimostrato di avere nei cromosomi la volontà di rialzare la testa senza andare in isteria cestistica, senza perdere di vista il lavoro che deve svolgere, senza disunire il gruppo. Sul -14 e senza time out a disposizione, la squadra ha declinato il proprio credo, riuscendo anche a mettere in ritmo chi aveva litigato con il canestro per 37 minuti: Frank Gaines. Aspetto non trascurabile per chi sa che dovrà incontrare molti, moltissimi momenti difficili durante la stagione.

Raffaele Baldini