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Trieste è viva ma Brindisi vola meritatamente in semifinale

Gara 3 all’Allianz Dome, dopo due sfide della serie senza storia. La Happy Casa Brindisi cerca il pass per le semifinali, l’Allianz Trieste invece quell’orgoglio, mancato soprattutto in gara 2, per allungare la serie.

Inizio scoppettiante di partita, grazie alla vena ispirata degli attaccanti e difese accondiscendenti: 5-7 su canestro mancino di Perkins dai cinque metri di Delia. La consueta energia debordante di Brindisi da tutti gli effettivi mette in difficoltà la compassata gestione fisica dei padroni di casa; Grazulis tampona alla sua maniera segnando da tre e da sotto, ma gli ospiti sono sempre sul pezzo. Bel match, vivace e anche discretamente intenso, da una parte Doyle spreca tutto quello che passa per le sue mani, dalla parte opposta Perkins concretizza per il 15-18. Diversi errori da ambo le parti, anche non provocati, prima frazione chiusa sul 20-25. “Zona” ordinata da coach Dalmasson, mentre Cavaliero non scorda come si fa canestro, al spinta per l’Allianz arriva sempre dalla truppa italiana: -2. In tutta la serie si vede il primo reale momento di equilibrio fra le contendenti, al punto che coach Vitucci è costretto a chiamare time out sul 25-26. Vantaggio interno con un bel lay-up di Da Ros, ma è un fuoco di paglia prima del ritorno di Zanelli e soci con parziale di 2-10; è incredibile come la truppa di Vitucci riesca a trovare sempre terminali credibili, anche quando Harrison è silenzioso. Matteo Da Ros e Upson difettano di comunicazione, l’Happy Casa senza far nulla di trascendentale è avanti comoda 35-41. Buon iniziative di Laquintana in mancanza di scarichi utili, ma dalla parte opposta Perkins fa la differenza (13 pt.); squadre all’intervallo sul 41-47.

Darius Thompson rimane il leader silenzioso dei pugliesi, capace di creare piccoli break con grandi giocate; dopo il riavvicinamento, ecco l’americano a riportare a +8 i suoi. Difese prevaricanti sugli attacchi, si muove poco il punteggio, con qualche sprazzo di Henry: 47-52. Fernandez fatica fisicamente a reggere il ritmo, in generale tutta l’Allianz è un livello sotto l’energia di Brindisi; una tripla dell’argentino però tiene a galla i suoi, 50-55. Trieste spreca una serie di occasioni per agganciare gli ospiti, anche se una schiacciata e una tripla di Henry portano a -3 i padroni di casa. Colpo su colpo, l’Happy Casa è cinica a dir poco, terza frazione chiusa sul 59-63. Marcos Delia presente in area pitturata, Allianz presente mentalmente ma mai in grado di sorpassare Brindisi; Harrison prova a mettersi nel match con gite in lunetta, Upson con una schiacciata riporta a -1 i padroni di casa (65-66). Altre occasioni sprecate in casa Allianz, con Doyle farraginoso, gli ultimi cinque minuti iniziano con palla a Brindisi sul 65-68. Tutti molto stanchi sul parquet, giocate dei singoli estemporanee per un braccio di ferro che vede la qualità maggiore nei pugliesi. Il solito Gaspardo da tre punti pone una serie ipoteca sul finale; Trieste lotta ma alla fine l’Happy Casa merita la semifinale vincendo anche sotto le volte del Dome per 77-79. Risultato storico per gli uomini di Vitucci, come storico è il probabile addio di coach Dalmasson a Trieste dopo 11 lunghi anni.

Raffaele Baldini