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Carlo Fabbricatore e Matteo Praticò ad Aperitivo sotto Canestro, una puntata a trazione…regionale

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Settima puntata di Aperitivo sotto Canestro (dalle 18.00 sui canali social de “Il Piccolo”) a forte trazione regionale, con una doppia gradita presenza: Carlo Fabbricatore, ex cestista e dirigente di livello, e coach Matteo Praticò, prodotto nostrano a fianco di coach Eugenio Dalmasson per nove lunghi anni e ora primo allenatore della Falconstar Monfalcone. Animata e competente discussione nel post sconfitta dell’Allianz Trieste a Bologna, una debaclè che ha fatto tanto rumore, al punto da mettere Fabbricatore davanti al “muro del pianto”: “la sconfitta contro la Virtus ci poteva stare – incalza Carletto – forse anche con la seconde linee, visto che parliamo comunque di giocatori come Adams, da Eurolega, o Weems, di altissimo livello. Quello che non ci può stare è che Pajola, Abass e soci mettano a nudo in maniera così imbarazzante il divario di energia e di voglia delle due squadre.” Matteo Praticò, forse per una naturale forma protezionistica, interpreta più a largo raggio la questione: “il momento di Trieste è parte fisiologica di un ciclo stagionale. C’è stato un momento complesso dovuto al CoVid, c’è stata una veemente ripartenza e adesso sembra che le energie siano ridotte.” Nessuno mette in dubbio l’etica di un gruppo e degli addetti ai lavori, men che meno una velata volontà di sfilarsi dalla corsa playoff per risparmiare denaro utile alla prossima stagione: “è una baggianata parlare di calcoli di questo genere – chiosa Fabbricatore – anche perchè se solo ci fosse il benchè minimo presupposto, verrei personalmente a cercare i dirigenti per dargli una pedata nel sedere. Ognuno vuole raggiungere il massimo, la presenza nella post-season è di per sé elemento d’attrattiva per eventuali sponsor a supporto della pallacanestro.” Ed è proprio una voce univoca, condivisa dai due ospiti e rimarcata da Praticò, che mette la pietra tombale al diritto sportivo per la massima serie: “bisogna togliere le retrocessioni. In questo regime economico, con 6-7 società forse in grado di reggere la prossima annata, parlare di diritto sportivo, con conseguente esborso di danari per raggiungerlo, è violentare un sistema già morto. Si guardi piuttosto ad esempi virtuosi come quello spagnolo, partendo da una federazione garantista e attenta a tutte le società, serie minori comprese.” L’approfondimento in trasmissione è un dibattito fra i due di straordinario interesse, toccando punti delicati, con un punto di vista mai banale.