Archivi Blog

Pagellone Italia: Meo Sacchetti imperatore, Mannion-Polonara-Fontecchio da urlo!

PAGELLONE ITALIA

MARCO SPISSU, voto: N.g.

NICOLO’ MANNION, voto: 9/10

La versione irlandese dello Zio Sam non poteva puntare il dito ai serbi dicendo “I Want You!”. Personalità debordante, incarna il playmaker che cercavamo da anni: non ferma mai il palleggio, attacca la prima linea come non ci fosse un domani, sa quando fermarsi per tirare o scaricare. Difensivamente mette gambe e fisico in generale, e se qualcuno si lamenta… “Shut up!”.

STEFANO TONUT, voto: 7/8

Gioca da Mvp del nostro campionato, nel senso che non si nasconde e vuole la palla per prendersi i tiri che non si è preso in un paio di anni di mancata convocazione in Nazionale. Primo passo fulmineo che ha ingigantito la lentezza di gambe serba, qualche errore di troppo al tiro ma una costante presenza difensiva.

NICOLO’ MELLI, voto: 7

Togliere Marjanovic dalla sfida vi pare poco? E’ bastata un po’ di sana ruvidezza NBA in area pitturata (anche con qualche buon fallo), una penetrazione e un tiro dall’arco per mandare sul perdurante pino l’amico di Doncic e far saltare il piano partita di Kokoskov. Non è attore protagonista, ma un gregario di lusso decisivo.

SIMONE FONTECCHIO, voto: 9/10

Pazzesca prestazione del pescarese, esplicita dimostrazione di come l’aria estera gli abbia fatto discretamente bene. Autostima che fa provincia, atletismo abbinato a tecnica cestistica sublimati nella serata di Belgrado: 21 punti e 8 rimbalzi, con canestri dall’altissimo tasso di difficoltà. I serbi stanno ancora cercando di capire chi mettergli addosso, perché il rebus non è stato risolto.

AMEDEO TESSITORI, voto: 7

Come Barone o Grosso ai Mondiali del 2006, l’uomo che non ti aspetti e che fa due/tre cose decisive per vincere la sfida impossibile. In lui c’è la rappresentazione più tangibile di come il gruppo abbia radici sane, sia coinvolto in ogni componente, sia chimicamente calibrato per essere un ingranaggio con meccanismi perfettamente incastonati.

GIAMPAOLO RICCI, voto 6/7

Una tripla da urlo, neanche 6 minuti di parquet per mettere anche lui il tassello al capolavoro finale.

AWUDU ABASS, voto: N.g.

RICCARDO MORASCHINI, voto: N.g.

MICHELE VITALI, voto 6/7

Non segna un punto, eppure si ha la sensazione che sia stato in campo il doppio dei minuti e che sia stato ovunque. Segno non trascurabile per un attaccante che veste i panni (credibili) del difensore.

ACHILLE POLONARA, voto: 9/10

Clamoroso a dir poco, si “fuma” mezza Serbia scherzando con i diretti avversari, tirando in faccia a Marjanovic come fosse un difensore alto un metro o sessanta. Infermabile perché è arma totale, colpisce dall’arco come da sotto canestro, cattura 12 rimbalzi ed ha risparmiato la Serbia del suo gioco sui 28 metri. Anche lui redento sulla via europea, in un momento estatico di carriera.

ALESSANDRO PAJOLA, voto: 8/9

Buona parte della decisione di Teodosic di proseguire con la Segafredo Bologna risiede probabilmente nel fatto di avere Pajola a fianco e non contro. Un incubo riccioluto attaccato alle mutande, un moto perpetuo che non ti scrolli di dosso nemmeno quando l’hai battuto con il primo passo. Docente difensivo che prende energia dalla metà campo di fatica, sprigionandola in una fase offensiva impeccabile, sia al tiro che nelle assistenze (6).

ALLENATORE ROMEO SACCHETTI, voto: 10

Gli hanno appioppato più successori a lui che a Giampiero Ventura con la Nazionale di calcio, prima, dopo e durante il Preolimpico. Si è visto recapitare educati “no grazie, dobbiamo riposare” dai cosiddetti “big” del circuito, ha partecipato involontariamente (e prematuramente) al funerale dell’Italia nel momento di scoprire che ci si giocava l’olimpiade a Belgrado contro la Serbia. L’allenatore del “run and gun”, assieme al suo illuminato staff tecnico, ha costruito un capolavoro difensivo per 35 minuti; ha realmente convinto i propri giocatori di poter fare la storia, senza preventivi alibi poggiati su assenze illustri. Conclude mandando a “cagare” Kokoskov reo di non avergli reso l’onore della vittoria con una stretta di mano. Mvp! Mvp!

Raffaele Baldini