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Analisi post Reggio: scelte giuste, uno staff tecnico eccellente e Lever fondamentale. Riempiamo l’Allianz Dome?

Se da un lato si registrano Fayne e Spencer, dall’altro…

Qualità si è sempre detto, imprescindibile viatico per ottenere risultati in serie A. Alla scellerata “combo” di mercato rappresentata dal duo Fayne-Spencer, ci sono elementi per dire che altri acquisti sono stati azzeccati. Parlo soprattutto di Frank Bartley e A.J. Pacher. Il primo era palese ai più che sarebbe stata una gran presa: “torello” con spiccata propensione ad attaccare il ferro, discreto trattamento di palla per partire anche da playmaker ma soprattutto giocatore che, pur non essendo tiratore puro, è capace di andare in striscia. E’ evidente che non potrà continuare su questi livelli da Eurolega, ma è un additivo fondamentale per l’economia di Trieste e per le volontà tecnico/tattiche di coach Legovich. Il secondo è principalmente un elemento con una testa superiore (parlo di intelligenza non di macrocefalia ndr.) abbinata a buoni fondamentali; l’abbinamento indottrina rapidamente il soggetto su quelle che possono essere le esigenze del gruppo nella massima serie e quelli che possono essere gli aspetti da migliorare per strutturarsi ulteriormente. Il rimpianto Grazulis diventa sempre meno rimpianto…

Lo diciamo sottovoce, ma cosa sta facendo Legovich?

Non basterebbe un capitolo per spiegare i moltissimi aspetti che esaltano la prima parte di stagione di coach Marco Legovich e del suo staff (non trascurate i due signori al suo fianco!). Lo farò utilizzando la vittoria di Reggio per esemplificare plasticamente il concetto. Ha portato la squadra mentalmente a fare una partita cinica, ad essere spietati dalla palla a due, viatico ad una serata più “tranquilla”. Aveva capito perfettamente che Hopkins rappresentava la gramigna (per le proprietà diuretiche) che “intossicava” il gruppo, attaccandolo con Spencer (ahimè) dall’inizio, per fortuna coadiuvato da Pacher e Lever. Ha interrotto i flebili sussulti reggiani chiamando time out con precisione chirurgica, smorzando anche l’entusiasmo del PalaBigi. Ha mirabilmente ruotato 11 elementi (difficilissimo a questi livelli), traendo benefici cosmici dal gruppo indigeno; Deangeli, Vildera, Bossi, Ruzzier, Campogrande ma soprattutto Lever sono mattoncini che hanno contribuito a costruire il successo esterno. Ah si, i singoli (eccetto un paio) stanno migliorando le prestazioni personali, perché il lavoro specifico in palestra… PAGA!

L’importanza di Alessandro Lever

L’abbiamo sottaciuta perché inevitabile: la perdurante assenza di Lever ha pesato eccome nel quadro tattico biancorosso. Perché? Semplice, il ragazzone ha conoscenza della materia e mani educate, ha centimetri e raggio d’azione ampio per togliere punti di riferimento al proprio difensore. Con Pacher forma una coppia atipica ma estremamente versatile, con Spencer può liberare spazio vicino al ferro creando le condizioni per “regalare” un contributo offensivo anche all’americano. L’auspicio è che la sfortuna si distragga per un po’ e lo lasci in pace, potendo raccogliere i frutti di una semina importante.

E’ tempo di tornare al palazzo!

Le scuse sono finite. Se la presenza rappresenta un attestato di merito e non solo passione incondizionata, allora anche i più tiepidi saranno stati convinti. I ragazzi con la canotta biancorossa hanno teso la mano, si tratta di stringerla e di restituire cotanto senso di appartenenza. La Curva Nord lancia l’invito a lettere cubitali: portare sé stessi, un amico, un parente, uno/una amante, il vicino di casa, il turista… diventa esercizio settimanale per ridare credibilità ad una piazza che è sempre stata caldissima nella pallacanestro. La sfida alla forte Brindisi deve diventare una Happy Casa…ma per Trieste!

Raffaele Baldini