Archivi Blog

L’ingresso di Settimo, i sottili equilibri nella governance e l’auspicio per il futuro

Che la montagna abbia partorito un topolino sarebbe ingeneroso e irrispettoso rispetto a chi comunque mette la faccia e la “pecunia”. L’ingresso di Edilimpianti e di Vincenzo Settimo nella compagine societaria è un elemento positivo in termini economici, comunque un raro (se non rarissimo) esempio di appoggio concreto al progetto basket in un mare di critici col portafoglio chiuso.

Bisogna leggere fra le righe però per interpretare la preoccupazione sollevata dal sottoscritto nella giornata di ieri. I presupposti (che come tali non fanno giurisprudenza, questo lo sottolineo) erano di un ingresso corposo di una cordata (con la presenza di Edilimpianti ndr.), tanto da garantire contemporaneamente totale solidità finanziaria e quote di maggioranza con “comandanti” certi all’interno del CDA della Pallacanestro Trieste.

La quercia secolare con radici profonde su cui la prima realtà di basket locale poteva aggrapparsi ora è un salice piangente (o singhiozzante per ora) soggetto alle violente folate di Bora. Lo “snellimento” della struttura è sinonimo di indebolimento, o per meglio dire di fragilità governativa. L’ideale “governance” sportiva professionistica è caratterizzata da un uomo forte, con soldi e maggioranza nel CDA; così è facile strutturare l’assetto societario secondo uomini di fiducia e prendere decisioni tempestive, senza troppi ostacoli in corsa. Quando questa figura manca, le dinamiche subiscono correnti equipollenti provenienti da più parti, con il rischio di generare “impasse” a attriti. A questo punto diventa decisiva, secondo il mio modesto parere, la figura di Mario Ghiacci. La sua esperienza e capacità diplomatiche (mai visto un uomo così capace di far andare d’accordo il diavolo e l’acqua santa) potrebbero garantire quella gestione “da buon padre di famiglia” che appiana qualsiasi divergenza eventuale.

Oltre a questo, il comunicato della Pallacanestro Trieste, cosparso di profumo francese inebriante, omette con senso strategico un altro punto chiave per il prosieguo: il reperimento di altre figure economiche in grado di garantire il budget per la prossima serie A. Ci sono dei condizionali che corrono sulle bocche degli attori principali di questa vicenda, tutte protese a paventare possibili ingressi nel futuro prossimo, ma ancora non concretizzate.

Concordo sul fatto che il pessimismo nell’ambiente non aiuta, però cercherei di non confondere il “pessimismo” (Atteggiamento costante o sistematico di sfiducia nei confronti della realtà e della vita.) con il “realismo” (Senso della realtà nella sua concretezza). L’auspicio è che l’ingresso di Settimo e di Edilimpianti sia una leva per ulteriori figure in grado di trasformare la sussistenza in ambizione, anche perchè, questo è importante sottolinearlo, effettivamente è il primo esempio dopo decenni di corposo appoggio da parte di una realtà locale ad un progetto sportivo.

Raffaele Baldini