Sgombero subito il campo da possibili equivoci: svesto i panni del triestino medio, quello per capirci che si lamenta per quello che ha volendo quello che non ha, per cui premetto che avere Trieste quale epicentro di una serie di eventi non può che portare visibilità  e indotto, sia il concerto di Bruce Springsteen o la partite di calcio Cagliari – Juve o Cagliari – Inter.
Però, doveroso fare un distinguo, perché c’è una chiave di lettura indirizzata all’ambito prettamente sportivo che non può essere digerita con disinvoltura: l’impressione, può essere che sia solo quella, è che la “disgrazie” sportive cittadine (vedi calcio e basket) capitate negli ultimi tempi, unite al grande fervore che ha fatto della città di Svevo la più ampia comunità di società sportive italiane (delle più svariate discipline), ha fatto si che l’avanguardia nel nord-est sia diventata una città “a noleggio” per chi volesse usufruirne, distogliendo anche l’indigeno appassionato da quella che è sempre stata la priorità: Pallacanestro Trieste e Triestina calcio.
Va bene, accodiamoci al folto gruppo di “buongustai” e diciamo che lo spettacolo a casa propria è sempre gradito (e parlo da juventino ndr), come si spiega però la sottile interpretazione del triestino beota pronto a “bere” qualsiasi cosa, se confezionata bene?
L’esempio più eclatante è Cagliari-Juventus; il Presidente del Cagliari Cellino dopo aver sbandierato ai quattro venti aiuti alla Triestina, promesse di campeggiare al Rocco per il prossimo anno con la sua squadra e balle varie, propone un’immorale prezzo del biglietto per la sfida con la Juve del 6 maggio?
Stesso dicasi per la pallacanestro, si si proprio quella che lottava per lo scudetto negli anni ’90 con Stefanel, e che negli ultimi anni ha visto noleggiare il Palatrieste per passerelle a pagamento di Virtus Bologna o Astana, per il godimento di pochissimi (anche annoiati).
Questi eventi propinati alla affamata piazza giuliana, hanno due risvolti negativi: il primo è che come sempre l’organizzazione latita, per la sfida fra Cagliari e Juve potrebbe esserci la concomitanza della partita di play off della Pallacanestro Trieste 2004, la Bavisela.. e magari qualche gara di pesca sulle Rive, e secondo voi chi pagherà lo scotto maggiore? L’avete già capito…
Secondo aspetto: quando si va a operare appunto sugli “stomaci vuoti” degli appassionati triestini, orfani di sensazioni forti da troppo tempo, si mette in moto la fredda macchina dello spettatore da presenza fisica rispetto allo spettatore emotivo, quello che soffre per le sorti delle squadre della propria città; è così che si fanno lunghe code per avere un tagliando per vedere la serie A, a qualsiasi prezzo, ma poi non si supporta per quattro danari il difficile travaglio in seno alla Triestina calcio.
Non mi si fraintenda, poter abbeverarsi alla fonte delle massime espressioni sportive (sempre che quello di cui si sta parlando trattasi di massima espressione sportiva) è notevole privilegio, purchè questo non porti una città, Trieste, già di per sé fortemente connotata da una propensione “museale”, a diventare la città a noleggio per primedonne, e i triestini pedine a cui succhiare il sangue in tempi in cui l’economia non lo permette.
Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Una risposta a “Trieste, una città sportiva….a noleggio!”

  1. Avatar Andrea74
    Andrea74

    Assolutamente d’accordo con te per la tua saggia ed obiettiva descrizione ed analisi dei fatti..

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