Coach Guidi: “c’è un progetto giovanile serio, diverso dal resto d’Italia”
Un allenatore con la valigia, Alessandro Guidi 47enne triestino, è fra i pochi allenatori giuliani che gira l’Italia senza sosta, prossima fermata Torino, sponda CUS in DNB.
La scelta del GM Emanuele Di Pasquale e del Direttore Sportivo Andrea Guidoni la ritengono fisiologica, essendo stato Guidi un tecnico incline al lavoro sui giovani atleti, prima volta fra l’altro scegliendo un forestiero alla guida della squadra. Il materiale umano in terra piemontese non si può dire che sia povero, avendo alle spalle 600 atleti circa più i settori minibasket a fungere da colonne portanti del sistema; in più, fresco trofeo la vittoria ai campionati universitari italiani.
Se la proposta come già detto segue un filo logico, naturalmente ci deve essere per contro una entusiastica risposta al progetto, e Alessandro Guidi ci spiega la scelta: “Torino mi ha conquistato per la peculiarità rispetto al comun denominatore italico, cioè quella di puntare su giocatori giovanissimi e del proprio vivaio, a prescindere dagli obiettivi. Questo non può che far felice un allenatore come me che ha sempre lavorato bene con le “green-line” societarie.”
L’anno scorso il CUS Torino ha centrato i play off, volando sulle ali dell’entusiasmo di neopromossa, ora viene il difficile?
“Certamente si, di norma l’anno successivo a una promozione regala delle vittorie dettate dall’entusiasmo, tesoretto da cui non potremmo attingere questa stagione entrante. L’idea poi di lanciare giovani cestisti nasconde diverse insidie che forse in navigati giocatori non ci sono, ma l sfida è anche questo.”
Per cui gli obiettivi sono stati chiariti o sottintesi?
“Diciamo che non ho ricevuto dei diktat dalla dirigenza in questi primi approcci, il ragionamento è stato più di larghe vedute, per cui tutto va nella direzione di consolidare la presenza nella categoria, magari cercando di migliorare il quinto posto della scorsa stagione. Il mio punto di vista è che quando si programma con i giovani non ci sono step a breve distanza, ma ci sono percorsi che possono anche avere andamenti sinusoidali, l’importante è proiettarsi a medio lungo termine avendo la pazienza di raccogliere i frutti al momento giusto”.
Hanno messo il CUS Torino nel girone con le squadre del nord-est, quindi anche possibili ritorni vicino a casa…
“Si, e questo non so se mi tranquillizza, visto che ci sono diverse squadre che si stanno strutturando molto bene per la categoria; certo neanche capitare nel giro delle toscane sarebbe stato semplice, diciamo che per ora son contento di poter tornare vicino a casa ma esaltato dal confronto con realtà forti e costruite con velleità, accendendo lo spirito di sfida e di voglia di migliorarsi, che deve essere insita nell’animo di una squadra consapevole dei propri limiti; attraverso” il sangue sudore e lacrime” si deve avere il desiderio di limare il gap con le avversarie piu’ forti partendo dal miglioramento in noi stessi! In una frase: rispetto di tutti e paura di nessuno, conditi con sangue, sudore e lacrime”.
Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)
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