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Dalla A… alla Z, la nuova Allianz Trieste

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Con Milton Doyle si chiude il roster 2020/21 dell’Allianz Trieste,come sempre una creatura mutevole che potrà modificarsi durante la stagione, secondo esigenze. Non ci sono dubbi sulla matrice delle scelte fatte, la coppia Dalmasson-Ghiacci ha preso le decisioni per costruire l’organico, fra inaspettati “no” (Ruzzier ndr.) e uomini voluti dal primo giorno come Ike Udanoh.


PUNTI DI FORZA

Certamente l’equilibrio d’organico, con ruoli più definiti rispetto alla scorsa stagione e abbinamenti nei ruoli complementari. Trieste ritrova dopo anni un playmaker puro come Laquintana, mentre non snatura le scelte sui lunghi adattate al gioco di coach Dalmasson,cioè con numeri “4” mobili a riempire occasionalmente l’area pitturata. Interessantissimo nello scacchiere tattico il duo Doyle-Henry che, se messi nello stesso quintetto, potrebbero provocare diversi “mali di testa” agli allenatori avversari per cercare marcature credibili.


PUNTI DEBOLI

Nella ricerca della guardia titolare purtroppo il budget non ha permesso di portare a casa la certezza assoluta, l’uomo da 15 punti sicuri ma soprattutto quello in grado di prendersi responsabilità’ offensive nei momenti complessi della partita. Come ogni anno sarà una questione di gruppo, si vince di squadra e si perde di squadra. L’altra incognita è quanto l’atipica batteria di lunghi possa garantire la chiave difensiva sui centri avversari e copertura adeguata a rimbalzo.


“ROSSO O NERO”

Non c’è stata la roulette russa dei “rookies” in questo mercato, pur restando una buona dose di aleatorietà sull’incidenza dei nuovi nel sistema dalmassoniano, in un campionato italiano non sempre facile da decifrare. Ghiacci e Dalmasson quindi incroceranno anche le dita dei piedi su scommesse da vincere che rispondono al nome di Milton Doyle e DeVonte Upson; il primo deve avere la personalità e i punti nelle mani necessari per non rendere fragile la batteria di esterni, Il secondo deve essere un supporto di sostanza vicino a canestro.


IL “JOLLY”

C’è un giocatore che per caratteristiche può diventare il jolly decisivo nello scacchiere Allianz: Davide Alviti. Atleta e duttile, arriva a Trieste all’età ideale per fare il salto di qualità, come si è capito peraltro nella scelta del club e soprattutto nella volontà di lasciare Treviso. Può marcare i numeri “2”, i numeri “3” e “4”, può far parte di quintetti alti ma anche in quelli bassi “da corsa”, ha un ventaglio di soluzioni offensive che lo rendono pericoloso da ogni parte del campo. La sua stagione comincia dalla sua…testa.


OCCHIO A…

Fate grande attenzione al “nuovo” Daniele Cavaliero. Sgravato da non previsti straordinari in regia, alleggerito dai chilometri macinati sui 28 metri per portare a spasso il pallone, potrebbe tornare ad essere la guardia tiratrice che Trieste attendeva nella massima serie. Laquintana e Doyle sanno battere la prima linea difensiva e hanno visione di gioco, in questo modo se le assistenze a Daniele arrivano puntuali, l’eroe di Casale Monferrato ha un metro ogni volta per scagliare la sentenza con risultati che potete immaginare.


L’INCOGNITA

Il “sesto uomo” di Trieste non ha ancora un “contratto”, non sa quanta forza potrà sprigionare, non è sicuro di essere presente ai nastri di partenza. L’Allianz Dome con il proprio calore rimane l’incognita per eccellenza per la nuova stagione da vivere.
Raffaele Baldini