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Siamo dove volevamo essere ma Treviglio è una strada ripida

ANG_0916Siamo dove volevamo essere

E’ così. La squadra costruita in estate e rafforzata in corso d’opera aveva un primo obiettivo, quello del primo posto nella stagione regolare. Con la vittoria di Montegranaro è stato raggiunto, segno tangibile che il sinergico lavoro di società, staff e giocatori ha trovato felice compimento. Eccellenza che non ha solo la copertina patinata del neo arrivato Mussini o delle schiacciate di Green, ma soprattutto di quelle silenziose piccole battaglie vinte contro-corrente: coach Dalmasson è il timoniere che non farà mai la zona ma che conduce in porto una squadra. Fino a prova contraria il primo posto è l’ennesima conferma, un percorso tortuoso passato per la cocciuta conferma di Bowers (in pochi credevano), per la poca attitudine a cercar alibi nella caterva di infortuni e sul non aver disperso nessun elemento per strada (la prova di Loschi contro Montegranaro ne è la prova provata). Di sicuro il “reset” necessario impone un cambio di mentalità al gruppo, perché se le chiavi tattiche hanno un senso assoluto, bisogna prima passare per un innalzamento della solidità mentale di ogni giocatore.

Quel tabellone così complesso può essere un alleato

L’hanno pensato tutti, sottoscritto compreso: la Fortitudo Bologna ha un’autostrada dritta e senza particolare traffico verso la finale. Ma…siamo sicuri che dribblare gli ostacoli invece di superarli sia un viatico ideale alla promozione in serie A?

Son convinto che l’Alma Trieste ha bisogno di essere tenuta sulla corda; diversi intoppi in trasferta sono stati caratterizzati da superficialità d’approccio, una forma subliminale di presunzione verso obiettivi sulla carta semplici. La squadra di quest’anno necessita di sculacciate, di test importanti per essere motivata a dovere. Perché se mentalità vuol dire andar a prendersi il primo posto in stagione regolare, a maggior ragione vuol dire anche sperare di avere avversarie di livello per godere di un’eventuale vittoria finale.

Quel roster lungo… alla lunga…

Tanti, tantissimi giocatori per una normale rotazione da play off a 8-9 elementi. Ma l’Alma è questa, è la cooperativa del basket giuliano, quella in grado di scoprire protagonisti ogni sera, quella che non lascia punti di riferimento alle avversarie. Una volta il focus avversario era puntato soprattutto su Cavaliero e Da Ros, oggi su 12 giocatori, da Fernandez e Bowers, passando per Mussini o l’insospettabile di turno. Anche i tanti infortuni hanno una chiave di lettura positiva: quasi tutti i giocatori non hanno nelle gambe le tossine di 30 lunghe partite di stagione regolare, più la preseason, la Supercoppa e la Coppa Italia. Per questo motivo, qualora gli acciacchi siano assorbiti a dovere, coach Dalmasson ha atleti leggermente più freschi di tutte le altre contendenti, ad eccezione di Treviso forse che ha inserito l’americano Swann e Eric Lombardi a stagione inoltrata e che spesso ha dovuto rinunciare al roster completo.

Treviglio e l’incubo J.J. Frazier

La butto là…in amicizia: Frazier in 5 partite giocate con Treviglio ha portato alla causa 27 punti a partita (!!), con il 55% da due punti e il 34% da tre, l’ 86% ai tiri liberi. La sua pericolosità è evidente nella statistica dei falli subiti, quasi 6 a partita. Ah si, ha 23 anni, per cui non si stanca mai. Con lui la compagine allenata da coach Vertemati ha fatto filotto con 5 vittorie su 5 incontri raggiungendo i play off. Ha tue lunghi veri come Tony Easley (206 cm.), Jacopo Borra (215 cm.) e il talento Andrea Mezzanotte (207), unico prospetto sopra i due metri su cui scommettere; reparto quindi strutturato e da sempre problema per l’Alma a trazione…perimetrale. Treviglio ha il miglior giovane (insieme a Federico Miaschi) dell’eccellente Nazionale U18 fresca del bronzo di Mannheim, Mattia Palumbo, ben che inserito nel contesto di squadra. Senza dimenticare la coppia leader dello spogliatoio, formata da Tommaso Marino ed Emanuele Rossi, due giocatori in grado di infondere al gruppo la giusta mentalità ad ogni palla a due. Ecco, tutti questi ingredienti shakerati da un allenatore emergente come Vertemati, fanno si che il primo turno play off è di quelli tosti, ma tanto tosti.

Ambiente

C’è un vantaggio evidente della serie, sproporzionato dopo la sentenza che squalifica il campo di Treviglio per 2 giornate in vista dei play off (probabile riduzione a 1): l’ambiente. Il “Red-wall” biancorosso, forte di 7000 posti a disposizione, ha imparato ad essere non solo colorato ma anche rumoroso; è stato, è e sarà un fattore sempre. La Remer invece potrebbe rischiare di arrivare in un campo neutro più freddino del solito, causa qualche aficionados perso per strada, sotto 2 a 0 nella serie. Un brutto affare…

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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