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Analisi post Venezia: dammi tre problemi…

Tre problemi

Premessa d’obbligo: l’Allianz 2021/22 è stata costruita con un budget tale da poter ambire ad eventuali playoff o ad una tranquilla salvezza, nulla più. Dico questo perché il budget ancora fa giurisprudenza sui campi di basket, altrimenti non avremmo Adrian Banks quale giocatore più costoso. Detto questo, e quindi considerati fisiologici possibili coni d’ombra in seno al roster, riportiamo i tre macro-aspetti che hanno minato la prima parte del percorso in campionato. Paradossalmente non considero Sanders un problema, quanto la scarsa condizione di forma di Fernandez. Avendo avuto la possibilità, comunque Trieste non avrebbe scelto un playmaker troppo “appariscente”, proprio per non svilire il ruolo di leader dell’argentino. Sanders fa quello per cui è stato preso, il “lobito” ancora no, e Dio solo sa quanto serve la competenza illuminata di Fernandez nell’economia Allianz. Sagaba Konate invece è un grosso problema. E’ imploso come tutti gli americani poco “flessibili” di testa, quelli del “o così o niente”. La sua espressione cestistica molto fisica è mal digerita dalla terna arbitrale (e questo si può discutere certamente), il suo “sciopero bianco” diventa collusione. La sua indolenza grava due volte sul sistema: in primo luogo per il non prodotto, in secondo luogo perché uscire di scena dopo tre minuti significa sputtanare tutto il piano tattico studiato in settimana da coach Ciani. Il terzo problema ha un capro espiatorio, Fabio Mian, ma risiede nel reparto sguarnito delle ali piccole. Il friulano si sta addossando colpe anche non sue, l’azzardo estivo di abbinarlo ad un Campogrande appena intravisto, sembra presentare il conto. Il perdurare dell’assenza di Campogrande indurrebbe a spostarsi sul 6+6 con un americano nel ruolo; ha senso economicamente? Forse no.

Atteggiamento blando

Perdere di 7 al Taliercio ci sta, eccome. L’analisi della sfida alla forte Reyer non può prescindere da due valutazioni opposte: da un lato c’è stata una discreta tenuta mentale, qualche buona giocata sull’asse esterni-lunghi, tanta, tantissima classe di Adrian Banks. Dall’altro c’è un atteggiamento che non torna: tutte le palle vaganti, i rimbalzi “sporchi” sono finiti nelle mani orogranata, un’energia diversa che stride con il fatto che i lagunari hanno consumato infrasettimanalmente una battaglia (le cui “ferite” si son viste nell’assenza di Vitali e Brooks) di coppa e Trieste che invece aveva una settimana per caricarsi a dovere dopo la brutta figura contro Varese. L’imponderabile si è materializzato sul parquet, gli “affamati” erano gli uomini di coach De Raffaele, i “sazi” o poco arrabbiati, quelli di coach Ciani.

La crescita di Alessandro Lever

La Nazionale sicuramente aiuta l’autostima, aiuta a prendere coscienza di cosa viene chiesto nel campionato italiano. Il ragazzo è intelligente (anche questo aiuta, e non poco), sta attingendo a piene mani dalla prima esperienza da professionista, crescendo ogni giorno di più. Non sono tanto i due tiri da tre punti sbattuti in faccia a Venezia a colpire, quando l’attitudine difensiva contro Mitchell Watt. Sapendo di dover colmare un “gap” fisico importante, il ragazzone ha sportellato, ha usato un po’ di “trash-talking”, insomma non è indietreggiato di fronte a cotanto avversario. In attacco non ha mai giocato a “nascondino”, si è sempre mosso con le giuste letture e la consueta educata tecnica. Investire su di lui, ha senso.

Qualità e risultati

La pallacanestro quasi sempre alla fine dice la verità. Ci possono essere degli abbagli, ci possono essere delle brevi parentesi, ma in generale i conti tornano. Chi sono i due giocatori può costanti nel rendimento di questo inizio stagione? Marcos Delia e Adrian Banks (eccetto Varese). Guarda caso un nazionale argentino e il più pagato della squadra. Spiace essere venali, ma se Konate con quel fisico, verticalità e mano educata fosse anche “adattabile”, non sarebbe in canotta Allianz Trieste. Esattamente come il talento di Mike Henry dello scorso anno, versato in una canaletta di scolo per black-out incomprensibili. Purtroppo paghi il giusto e hai il giusto, a meno che non spendi qualche euro in più per pochissimi “maghi del mercato”, sotto forma di General Manager. Chi sono questi “maghi del mercato”? Uno che si sta liberando da Trento, Salvatore Trainotti. Nel tempo ha scoperto Shields, Craft, JaCorey Williams, e ultimo non ultimo Cameron Reynolds. Tutti a prezzi abbordabili. Questo per riportare tutto ad un sano equilibrio di giudizio; siamo dove dovevamo essere, forse anche un gradino sopra, quindi niente stress e vediamo di sfruttare le due settimane che dividono dalla sfida con Trento per preparare una gara gagliarda, per volere (e non sperare ndr.) agganciare l’Aquila.

Raffaele Baldini