Chiamata per le Final Eight alla BTS Arena di Trento. Aquila Basket sempre priva di Selom Mawugbe, Pallacanestro Trieste senza Colbey Ross e Mady Sissoko. Padroni di casa forti del successo convincente in Eurocup con i London Lions, cercano l’aggancio ai giuliani, implosi nelle ultime settimane con prestazioni poco convincenti.
Penetrazioni vincenti da una parte e dall’altra, difese un diesel (per usare un eufemismo), padroni di casa avanti 6-5. Sorpasso con rubata di Brown, la fase difensiva degli ospiti ricalca la superficialità di una stagione; anche i rimbalzi concessi agli avversari sono elemento di incidenza inevitabile. Secondo fallo di Bayehe, Ramsey attacca quasi ad ogni pallone ricevuto, con discreto costrutto, Trieste avanti 12-14 con tripla di Uthoff. Trento sfrutta il “mis-match” di Jakimovski su Ruzzier, il match scorre rapido con Ramsey molto in palla, soprattutto mettendo palla a terra; primo quarto chiuso con Candussi sugli scudi e l’allungo giuliano sul 20-27. Tanta confusione in fase offensiva dei padroni di casa, e un ritmo che tarda ad arrivare; l’ennesima giocata vincente di Trieste e sul +11 esterno coach Cancellieri è costretto al time out. Aquila appiattita in un ambiente soporifero, in una versione drammatica sui tagli dal lato debole di Deangeli e soci: 20-35. Niang prova scuotere i suoi, commettendo però il secondo fallo in maniera banale; Deangeli “on-fire” diventa l’attaccante aggiunto insospettabile, ospiti che volano sul +18 a metà frazione. Jones da casa sua segna una tripla che scuote compagni e pubblico, Aldridge replica e padroni di casa sul -13. Aquila in bonus molto presto in entrambe le frazioni, un pò di movimento in attacco e la difesa triestina è in affanno: 32-43 e time out coach Gonzalez. Ruzzier mette una pezza con due triple, Toscano-Anderson segue e all’intervallo la Pallacanestro Trieste è avanti 36-52.
Trento parte bene ma Trieste restituisce con gli interessi, è decisamente una sfida con attacchi prevalenti. I liberi di Brooks portano al massimo vantaggio gli ospiti sul +20. Diversi falli commessi dai giuliani ad inizio terzo quarto, l’Aquila lima lo svantaggio ma c’è poi sempre la stoccata sul fronte opposto: 45-62. Baheye si mette in ritmo dando profondità all’attacco trentino, tante gite in lunetta e punteggio che si muove. Terzo fallo di un pallido Jones che esce a testa bassa dal parquet, Brooks mette il semigancio dai due metri per il 47-66 e conseguente time out di coach Cancellieri. Jakimovski è il più vivo fra i padroni di casa, con penetrazioni fatte di fisicità e verticalità, ma dalla parte opposta Ramsey è tornato attaccante vero: 54-72. Aldridge segna la tripla del -13, la partita prende una piega diversa in termini di inerzia: 63-74 e time out coach Gonzalez. Terzo quarto chiuso con tripla pesantissima di Moretti e Trieste nuovamente comodamente avanti sul 66-81. Tanta confusione sul parquet da ambo le parti, lucidità venuta meno per fatiche di coppa dei padroni di casa e roster ridotto degli ospiti; massimo sforzo dei padroni di casa, Battle segna il -10. Arena trentina che alza i decibel, Jones inventa un canestro, Battle replica dall’arco e Trieste sembra temere il rientro dei padroni di casa: 76-81 a 6 minuti dal termine. Ospiti non segnano più, Battle è un treno in corsa, Aquila a -3. Il match diventa una battaglia, 0/2 di Ramsey dalla lunetta sanguinoso, Forray segna l’80-81. Ramsey segna una tripla dai sette metri, ma ormai Trento va in lunetta ad ogni azione; Hassan fa 1/2 e mancano due minuti alla conclusione. Altro momento di grande tensione sul parquet, con momenti difficili da interpretare a livello arbitrale; Michele Ruzzier inventa una tripla siderale, ma Aldridge risponde, 84-87 a un minuto dalla fine. Sfondamento di Ramsey, Jones dalla lunetta fa 2/2 con fallo di Brown; attacco giuliani che finisce nelle mani di Ruzzier che sbaglia, dalla parte opposta Battle segna il canestro vittoria con fallo. Tabellone che segna 89-87, sull’ultimo errore di Brown, la più incredibile vittoria dell’Aquila, la più incredibile sconfitta della Pallacanestro Trieste.
Raffaele Baldini

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