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Pagelle Allianz: Grazulis l’ “Acqua Santa”, Davis playmaker di livello e la certezza Delia

Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

CAVALIERO, voto: 6
Poco coinvolto ma presente, con la testa e con le gambe.

FERNANDEZ, voto: 6/7

Niente da fare ancora, i crediti (tanti) che ha l’argentino verso la piazza di Trieste, presuppone santa pazienza per rivederlo come tutto ricordano.  Poi aver “fede” paga, il “lobito” torna ad essere leader con due triple esiziali e un palazzo che che alza le braccia al cielo , vedendo nuovamente “la luce”.

DAVIS, voto: 7/8
Il playmaker che serve per una squadra di serie A:  attacca la prima linea con continuità, alza e abbassa il ritmo con cognizione di causa, vede i compagni liberi e all’occorrenza segna con regolarità. I suoi 14 punti finali sono esattamente quello che serviva alla squadra per essere indirizzata.

KONATE, voto: 6/7
Inizio di partita meglio di un piatto di Cannavacciuolo all’ombra di Miramare, accontenta tutti i sensi.  Poi i soliti falli di una ingenuità disarmante, troppi, tanto da chiudere anzitempo la sfida. Comunque  i 9 punti e 6 rimbalzi lasciano ancora qualche timido spiraglio per rivederlo come ai vecchi tempi.

MIAN, voto: 7
Partita pulitissima, scout quasi immacolato: 13 punti e 3/3 dall’arco, anche gli dei del basket strizzano l’occhio soffiando su quella parabola infinita finita nel cesto. E’ da diverse partite che l’ “oggetto misterioso” sta diventando “oggetto ben identificato” nel meccanismo Allianz. 

GRAZULIS, voto: 8
Questa volta è l’Acqua Santa in mano all’esorcista; dopo le scorribande dell’invasato Jones, ecco che il lettone domina il match in lungo ed in largo, sia offensivamente che mettendo chili e verticalità a rimbalzo: 14 punti, 3 rimbalzi ma tantissime cose che non si vedono ma che sono decisive.

BANKS, voto: 6
Poca energia, da buon attaccante il residuo lo conserva certosinamente per la fase offensiva, camminando dietro al suo diretto avversario nella metà campo di fatica. Mette la tripla, subisce falli per una scaltrezza infinita e alla fine non sfigura neanche in un giorno così.

DELIA, voto: 7
Ormai non si contano più i “capitoli” del manuale del lungo anni ’80. Profondo, sempre a tagliare fuori il proprio diretto avversario, preciso. Se solo non patisse atleticamente i centri verticali (vedi Jones), parleremmo di un califfo nel ruolo. 15 punti e 3 soli errori al tiro.

DEANGELI, voto: 6
Non annoia mai, ogni tiro e diverso dall’altro, per buona pace di tutti gli istruttori che so i adoperano e si sono adoperati per la causa. Compensa con energia e attitudine a rimbalzo.

CAMPOGRANDE, voto: 6

Non dispiace il suo rendimento nei minuti concessi, anche se è alla ricerca della continuità.

All. CIANI, voto: 6
“Non dobbiamo cadere in tentazione…” (Cit.Ciani), ma liberaci dal male, amen (aggiungiamo noi) . Cambi sistematici in difesa scelta tattica non troppo redditizia, con Jones a banchettare a piacimento; per fortuna ci pensa l’attacco a bilanciare il gap. Bravo e fortunato nel credere a Fernandez, bravissimo a lanciare Konate in quintetto per rianimarlo.