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Pagelle Allianz: così la squadra piacerà sempre, il commiato (probabile) di Dalmasson vale un 10 a lode

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

JUAN FERNANDEZ, voto: 5

Ribadiamo il gap enorme fisico, fardello non trascurabile nell’economia della partita. L’abnegazione difensiva è rimarchevole, a maggior ragione se viziata dalle difficoltà di cui sopra. Giunto sfinito a questa post-season.

MILTON DOYLE, voto: 5

Posseduto dal morbo di “Magic Johnson” nelle prime battute, con risultati rivedibili. Testardamente prova ad essere il “go-to-guy” ma in realtà le scelte sono allineate al risultato balistico. Finisce con 7 punti, 3/11 dal campo e 4 palle perse.

MARCOS DELIA, voto: 5/6

Andamento sinusoidale come produzione offensiva, spesso “rimbalzato” dal corpaccione di Perkins, un meglio nel contrastarlo sporcando il palleggio del lungo brindisino. Ci mette del suo per tentare la rimonta, con 8 punti e 7 rimbalzi, ma non è da lui che ci si attende il colpo di reni per decidere un match.

TOMMASO LAQUINTANA, voto: 6

Le mancate linee di passaggio regalano conclusioni possibili a “Tommy”, segnate con buon spirito di iniziativa nel primo tempo. Non vede campo nella ripresa.

DAVIDE ALVITI, voto: 4/5

Un tiro in tutto il primo tempo per il miglior tiratore della squadra; anche questo è un modo per sfruttare poco al qualità a disposizione. Serata da dimenticare, soprattutto un buon motivo per lavorare ancora più forte in estate, per salire di livello quando le partite richiedono una qualità maggiore.

MATTEO DA ROS, voto: 5

La comunicazione con Upson è simile a quella matrimoniale fra la Bertè e Borg…”conflittuale”. Mai entrato nella serie, soprattutto offensivamente, però quel tuffo sul parquet e le ultime difese su Willis mantengono l’argento vivo della “vecchia guardia”.

ANDREJS GRAZULIS, voto: 5/6

7 punti consecutivi sono troppi per il credo dalmassoniano, per cui si rende necessario “bromuro” in panchina. La versione del rientro sul parquet è sbiadita, distratta, 9 punti e 3 rimbalzi senza infamia e senza lode.

DEVONTE UPSON, voto: 5/6

Fa tenerezza se confrontato a Perkins, sembra il cugino simpatico portato dal più forte parente nei campetti. Poi però c’è qualche squillo di aggressività, rimane un lungo fragile per certi livelli.

MYKE HENRY, voto: 7/8

Sempre sinuosamente (e flemmaticamente) accentuando il movimento di bacino, ma con quel piglio leggermente più propositivo; terzo quarto importante chiuso con 18 punti, cerca di vincerla la sfida ma manca il finale. Chiude con 22 punti e 7 rimbalzi, un peccato vederlo così altalenante.

DANIELE CAVALIERO, voto: 7/8

Abbiamo capito che il nostro “Dani” è capace di abbattere Willis con un blocco (206 centimetri per 104 chili ndr.). Nonostante errori al tiro, la difesa è simbolo dell’orgoglio alabardato, le triple manifesto di un triestino che non si arrende.

DALMASSON, voto: 10 e LODE

Il contorno sarebbe dovuto essere diverso, cioè con 6000 persone e più in piedi ad applaudire un uomo ed un allenatore che per 11 anni ha guidato la Pallacanestro Trieste in un crescendo indimenticabile, fra miseria e nobiltà. Ci vuole coraggio e attributi a restare in una piazza come Trieste per tutto questo tempo, succedendo a longevi mostri sacri come Tanjevic, Lombardi, Pancotto. Giù il cappello e grazie di tutto!