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Trieste predica basket per 35 minuti, poi rischia e infine espugna il PalaLeonessa

imagesOgni maledetta domenica, quaranta minuti a disposizione di Brescia e Trieste per misurare il proprio stato di salute; la squadra di coach Diana è in piena ripresa dopo le tre vittorie consecutive, quella di coach Dalmasson convalescente.

Entrambe le formazioni cercano con insistenza la profondità, Knox e Beverly con tanti palloni giocabili e Trieste punita dalla terna arbitrale con tre infrazioni in neanche due minuti; si sbaglia tanto, anche in fase di costruzione, una penetrazione di Wright porta l’Alma avanti 2-4. Brescia compassata offensivamente, Sanders con due triple castiga la leggerezza d’approccio e sul 7-13 coach Diana chiama time out. Wright allarga il divario sul +11 con una serie di soluzioni da ogni parte del campo, padroni di casa obbligati ad attingere dalla panchina (Moss-Sacchetti) per trovare la scossa necessaria. Tanti tiri liberi sbagliati (2/6) sono esplicita dimostrazione che la Leonessa non è messa a fuoco, Sanders da tre per il +15 esterno. Minima reazione guidata dai soliti noti Moss e Sacchetti ma Trieste vede vasche da bagno al posto del canestro: primo quarto chiuso 15-32. David Moss brillanti nelle due metà campo trascina i compagni e il PalaLeonessa, in due minuti i padroni di casa riducono lo svantaggio a 12 punti. Cavaliero mette una pezza dall’arco ma la squadra di Dalmasson palesa le solite ingenuità da vantaggio accumulato, cioè falli banali e palle perse; la difesa degli uomini di Diana fa il resto e sul 24-35 è coach Dalmasson a fermare il match. Corre la Leonessa su forzature offensive Alma, sul -9 però c’è l’ex Fernandez e rimettere i suoi sopra la doppia cifra con una tripla; terzo fallo pesante di Abass, Wright è onnipotente con 19 punti per il nuovo +13 esterno. Antisportivo ad Hamilton, irretito dalla difesa di Da Ros, dopo un paio di minuti nuovamente confusionari ci pensa Sanders con tripla a riportare l’Alma comodamente avanti sul 32-49. Squadre all’intervallo con una squadra sola al comando, 37-52.

Ancora Wright in grado di smazzare assist anche da disteso, nuovo allungo triestino sul +17 anche se Brescia ha una faccia diversa rispetto al primo tempo. Tanti minuti inevitabili a Moss, ma la Leonessa non riesce a fare due cose buone consecutive. Beverly da sotto spreca tanto, l’Alma no e con un ritrovato Strautins governa comoda il vantaggio: 45-63. Toccano tutti il pallone in attacco gli uomini di Dalmasson, tanta bellezza cestistica non viene tradotta dal colpo del ko. Zoran Dragic fuori dalla partita non si avvicina al ferro, ci pensa Moss a farsi fischiare un tecnico garantendo tranquillità ai giuliani. Il canestro dalla “spazzatura” di Dragic è simbolo della sfida del PalaLeonessa, non va bene una agli uomini di coach Diana costretti a rincorrere ma senza logica; terza frazione chiusa sul 53-71. Ancora un azione da manuale per l’Alma, il verbo dalmassoniano declinato alla perfezione dal gruppo, ennesima tripla dell’ex Fernandez e +22 sul tabellone. Il linguaggio del corpo di Cunningham e soci è eloquente, falli di frustrazione (Zerini ndr.) e poca ispirazione balistica; Abass di rabbia con 4 punti consecutivi riporta i suoi a -18, coach Dalmasson ferma immediatamente la partita. Prova a complicarsi un po’ la vita la squadra ospite con una serie di fesserie offensive; l’antisportivo a Sanders riaccende l’ambiente sul 61-76. Torna Wright a menare le danze ma Cunningham mette la tripla del -12; calo clamoroso di Trieste che sembra faticare a costruire un tiro che sia chiamato tale, segna Moss e Dalmasson infuriato chiama un nuovo time out. Tre minuti finali con Abass che di voglia segna canestri impossibili ma è Sanders a chiudere la sfida con una tripla esiziale: finisce 77-85, Alma rinasce in Lombardia ricacciando nella depressione la Leonessa.

Raffaele Baldini

 

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