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Analisi (fiduciosa) post Virtus: pazienza, modi di reagire, il Grazulis d’impatto e quell’assurda assenza al Dome

Il senso di avere “pazienza”

Una delle “chiavi” del prepartita è stata rispettata dall’Allianz Trieste, avere pazienza di fronte ad una corazzata che può farti malissimo (vedi primo tempo) ma può anche concedere qualcosa alla distanza. La squadra di coach Ciani ha avuto un grande merito iniziale, quello di non essersi scomposta di fronte ad un parziale che avrebbe tramortito un toro; sono rimasti compatti, hanno raccattato dalla “spazzatura” del match qualche canestro utile a erodere il divario (vedi “tabellata” di stampo edile di Grazulis da tre punti), per venire fuori alla distanza, trascinata da un pubblico non numeroso ma rumoroso. Il simbolo di questa grande saldezza mentale? Corey Davis. Il playmaker ha litigato ferocemente col ferro, al limite del divorzio, zigzagando e spiazzando in maniera efficace la difesa virtussina per poi spegnere sul ferro le conclusioni; con uno 0/7 dal campo lui ha continuato a fare la sua pallacanestro, difendendo alla morte, coinvolgendo i compagni e aspettando il momento opportuno per essere decisivo con quella tripla che ha intrappolato nella “barba assira” la frustrazione balistica.

Ci sono modi e modi di reagire, Banks ha quello giusto

Non sono mai stato particolarmente amante dei giocatori “social”, spesso perché sfogano istintivamente le proprie ragioni quale risposta a letture non proprio edulcorate (spesso sfoghi dei tifosi ndr.) e perché rischiano di confondere le prestazioni sul campo con l’abilità comunicativa da tastiera. C’è però chi invece nello scritto “social” traduce i connotati di quello sarà sul rettangolo parchettato: l’iradiddio. Adrian Banks post Trento aveva scritto un “tema” sul concetto di scindere quella che è la volontà di un giocatore rispetto al risultato del campo, difendendo il duro lavoro svolto in palestra giornalmente. Bene, la rabbia dello scritto si è tramutata in volontà cestistica, sciorinando un repertorio offensivo di clamoroso livello, di fronte a difensori di straordinaria caratura. Idem dicasi di Corey Davis, uno che non ha tardato, nella sera della sconfitta, all’interno di un po’ di delusione per non essere stato come di consueto incisivo al tiro, a mandare un messaggio forte e chiaro ai tifosi: andiamo ai playoff!. Questa è mentalità.

Grazulis, mannaggia a te…

Che Andrejs Grazulis avesse qualità, lo abbiamo capito dalle prime movenze in maglia biancorossa. Quello che farebbe impazzire anche Gandhi è l’insostenibile leggerezza dell’essere giocatore, quella che lo porta a fare una prestazione eccellente contro i Campioni d’Italia, per poi sciogliersi la partita dopo contro chicchessia. Grazulis è la declinazione del concetto “il ragazzo è intelligente ma non si applica”; peccato che per il suo applicarsi passano tante delle fortune dell’Allianz Trieste. Giocatore multidimensionale, in grado di difendere con fisicità importante e avere le letture perfette sui movimenti degli attaccanti avversari. L’attacco è logica conseguenza di un uomo che si mette in ritmo con la difesa, e contro Bologna lo si è visto. Cosa bisogna fare per renderlo continuo?

Gli assenti, che occasione persa!

Che qualcosa sia successo nella pandemia è acclarato. Il tifoso di basket triestino ha sempre riempito i gradoni dei palazzetti a prescindere da tutto, dallo stato di salute, dal livello, dai costi. Ora, pensare che i Campioni d’Italia della Virtus Bologna non attraggano i triestini più del dovuto, è qualcosa da studio sociologico approfondito. E non mi si dica che le sconfitte consecutive hanno intiepidito l’appassionato medio; viviamo in una terra in cui la passione cestistica va ben oltre del mero risultato o della categoria, c’è il piacere di veder pallacanestro di alto livello, e la Segafredo Bologna aveva esponenti da Eurolega tutti da ammirare. Non voglio dire che “gli assenti hanno sempre torto”, vorrei solo evitare che, nel momento di perdere cotanto spettacolo domenicale (non sia mai), si venga a frignare da “nostalgici traditi”. Ah si, cosa non troppo secondaria: Banks e soci hanno sentito il calore sabato sera, la strada per la salvezza passa anche per i decibel registrati all’interno dell’Allianz Dome… fate vobis!

Raffaele Baldini