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Le chiavi contro la Virtus: bolognesi stanchi ma con talento infinito. La difesa sul pick and roll

Mai così tanti tifosi triestini a seguire una partita di coppa… della Segafredo Bologna. Ovviamente non c’è una migrazione passionale verso le “Vù-nere”, c’è una razionale presa di coscienza che la squadra di coach Djordjevic, con un doppio impegno di coppa in Eurocupa e la “bella” con vista sull’Eurolega da giocarsi mercoledì, non può essere totalmente centrata alla sfida di domenica.

Rapporti di forza

Parliamoci chiaro: se Trieste gioca in quinta marcia e Bologna in seconda, non è detto che Cavaliero e soci portino a casa la vittoria. Se Trieste gioca sotto la quinta marcia, la vittoria non la porta a casa di sicuro. Va bene il doppio impegno di coppa (con viaggio lungo nel Tatarstan annesso), va bene la sfida decisiva di mercoledì e tutte le implicazioni annesse, bisogna rendersi conto però che la corazzata felsinea ha singoli attori che possono vincere le partite (quasi) da soli. A Kazan, Marco Belinelli con 33 punti è andato ad un tiro dalla finale di Eurocup. Per contro, se l’Allianz avrà lo spirito arrendevole delle ultime partite giocate, allora non c’è la benchè minima speranza di fare il colpaccio a Bologna. Alla “Fiera” i ragazzi di Dalmasson dovranno avere il piglio dei cinici, quelli cioè in grado di insistere su quella sottile, impercettibile crepa nel carro armato virtussino (sempre che ci sia).

La legge dei grandi numeri

La legge dei grandi numeri, abbinata a giocatori di clamoroso livello come Milos Teodosic, diventa una condanna a morte o quasi. Lo 0/8 da tre punti registrato in gara 2 di Eurocup grida vendetta, sperando che Milos non la voglia consumare domenica. In una sfida però dove i top player faranno di tutto per conservarsi, attenzione ai complementi di qualità: Alessandro Pajola in primis è giocatore di rottura, difende ed è aggressivo, ha personalità per sparigliare le carte. Stesso dicasi per Abass, Alibegovic e Ricci. Alle volte i “grandi numeri” possono essere prodotti dalla panchina, elemento vincente ricorrente quando è incisiva.

La difesa sul pick and roll

Nelle ultime settimane l’Allianz Trieste ha schiantato gli esterni sui “blocchi” dei lunghi avversari e disperso i propri centri nella terra di nessuno, indecisi se “aiutare” sull’esterno avversario o difendere il ferro sul lungo che “rollava” verso l’area pitturata. Contro la Segafredo Bologna, che annovera giocatori cattedratici nel gestire il pick and roll (Teodosic, Markovich e Belinelli su tutti), una simile défaillance tattica potrebbe portare a danni irreparabili, anche perché i ricettori sono lunghi come Gamble e Hunter di straordinaria fisicità e verticalità. Certo, rimane l’assunto che in primis sarebbe d’uopo arginare le bocche da fuoco sull’arco dei tre punti.