La Legadue prima di tutto, niente alibi economici

E’ la settimana che porta a gara 1 fra Trieste e Chieti, l’ultimo treno utile per il sogno Legadue, gia’ detto fino alla nausea un concentrato di motivi che non sono solo il salto di categoria. Premetto che il mio punto di vista e’ di parte, non obiettivo, cosi il lettore potra’ “leggere” fra le pieghe dell’articolo il mio intendimento per poter magari contestarlo.

Parlo della questione sollevata da alcuni (non pochi ndr.) riguardante la “strategia” sul prezzo dei biglietti per la serie finale da parte della societa’; la tesi bocciata si fonda sul fatto che non si e’ fatto niente per agevolare l’ingresso di tutti, magari proporre prezzi stracciati per riempire il Palatrieste e quindi supportare la tesi che il fine giustifica i mezzi. Plausibile, evitare piccole speculazioni da post season avrebbe certamente incentivato l’ “operazione simpatia”, soprattutto nei tiepidi tifosi, avrebbe generato un concentrato umano degno di nota con conseguente fattore con la “F” maiuscola per l’obiettivo da raggiungere. Pur condividendo in parte questa visione d’insieme, la poca capacita’ di inventare lanci promozionali e’ atavica, aborro (di mughiniana memoria..) anche la speculazione al contrario, cioe’ quella che porta il tifoso medio a “scaldarsi” proporzionalmente al costo del biglietto, addirittura palesando sembianze d’ultras incallito se gratuitamente presente nell’arena di Via Flavia. L’Acegas di quest’anno penso che abbia dimostrato a piu’ riprese di meritare il caldo supporto della propria gente, i risultati ottenuti hanno fatto si che ci si presenti al gran ballo dei play off da protagonisti, non vedo ragione perche’ si debba per forza deprezzare uno spettacolo con una prevendita da lotteria oratoriale.

L’impressione, ma vorrei sbagliarmi, e’ che il triestino cominci ad allargare il proprio raggio d’azione economico-filosofico anche in ambito sportivo, basato sull’equazione prezzo del biglietto-presenza, grave declino etico se cosi fosse. Ricordo che la Pallacanestro Trieste 2004, come la Triestina Calcio, e’ una societa’ (??), che come tutte ha bisogno di entrate (anche se gli introiti da incassi domenicali sono la minima parte), e Dio solo sa quanto necessiti di risorse finanziarie in un momento storico come questo. La citta’ pretende scenari piu’ consoni cestisticamente? Bene, si supporti con tutti i mezzi la causa, non si facciano questioni di lana caprina e si vada al Palatrieste trascinati da un senso di appartenenza, pur avendo il massimo rispetto per ogni centesimo speso per il biglietto d’ingresso.

(Mi scagiono subito dall’accusa eventuale futura di essere uno che parla bene e razzola male, la mia assenza alle prime due uscite dell’Acegas Trieste sara’ dovuta ad un viaggio obbligato a New York!).

Mentre si lotta per la posta in palio, si lavora per salire sul carro…

Paradossi triestini, non si e’ ancora conquistato nulla, non si sa quale sara’ il futuro prossimo, ed ecco che i soliti noti gia’ da tempo lavorano sotto pelle per pianificare prima il proprio destino e poi quello del bene per cui si lavora, la Pallacanestro Trieste 2004.

Continua quindi il “tagliafuori” da parte di soggetti per “prendere posizione” in vista della prossima stagione, sperabilmente in Legadue; qualcuno tratta gia’ questioni di mercato, e nel contempo si premura di creare ad hoc un opinione pubblica favorevole, studiando la strategia per sgambettare qualche collega scomodo. Neanche sotto tortura faro’ nomi, troppo gustoso vedere come evolveranno le questioni, in questa partita a scacchi…senza la scacchiera!

Non c’e’ niente da fare, l’idea e’ sempre quella, i vertici societari hanno la spina dorsale debole, le “influenze” sembrano far cambiare rotta repentinamente, non si ha la benche’ minima intenzione di fare quadrato per il bene della societa’. Ribadisco con forza che non e’ volonta’ disfattista, ma un continuo registrare disallineamenti, o per meglio dire scollature evidenti fra responsabili del sistema.

Anche da questo punto di vista rimane l’assunto che la Legadue e’ l’unica via per ottenere una redenzione economica, ma questo che non diventi l’esca piu’ grossa per il mare biancorosso infestato da squali….

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

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