La piu’ importante partita per la Pallacanestro Trieste 2004
Si puo’ stemperare un evento come quello di giovedi sera ben sapendo che e’ decisamente il piu’ importante dalla fondazione della societa’ Pallacanestro Trieste 2004?
Decisamente no, o per meglio dire si puo’ semmai rincarare la dose per chi, come i tantissimi appassionati giuliani, hanno vissuto una partita “in or out” con in palio categorie professionistiche, appena nell’anno di grazia ’98-’99 quando al Chiarbola l’allora Genertel batteva la Bini Viaggi Livorno dell’amato ex Ivo Maric e saliva in serie A; da allora tante sfide tese, importanti, con tanta gente sugli spalti, ma mai oltre la promozione in serie B1.
Lo hanno capito molto bene i vertici, i quali si sono prodigati per regalare alla gente di Trieste uno spettacolo, a prescindere dal risultato, a dir poco elettrizzante; tutto questo diventa lo spauracchio per le anime inquiete baskettare giuliane, cioe’ il muro umano biancorosso che plausibilmente si trovera’ attorno a Moruzzi e soci potrebbe appesantire il gia’ grave fardello di responsabilita’ sull’Acegas? Forse, anche se di gente navigata nel roster ce n’e’, e di sicuro l’effetto adrenalinico puo’ generare energie insospettabili.
La Chieti del Sorgentone…ops, del sergentone di ferro non ha certamente assilli particolari, la loro stagione e’ stata ampiamente meritoria, qualunque sara’ il verdetto il commiato sara’ piu’ dolce del miele, mettiamoci poi un morale alto per l’importante successo di gara 4, ed ecco che la gita all’ombra di San Giusto assume connotati di credibile attacco al fortino triestino piu’ che una vacanza di fine stagione.
Tornando al cosmo acegatino, senza mancare di rispetto alla societa’ teatina, il salto di categoria invece impone ragionamenti diversi, quelli dettati da una storia che ha dimenticato una piazza importante, e che ora si ripropone dopo tanto tempo con un Eurostar molto veloce da prendere al volo…per Trieste la serie A o la Legadue rappresentano il logico inserimento, tutto il resto invece un fastidioso stand-by a data da destinarsi. Dovra’ guadagnarsela senza uno degli uomini migliori, quel Daniele Mastrangelo purtroppo infortunatosi in gara 3 in quel di Chieti. Dovra’ guadagnarsela con l’oro vivo dei suoi giovani, da Ruzzier a Bonetta, da Scutiero ad Urbani, passando per Teghini (senza dimenticare ovviamente Giacomo Zecchin), “cresciuti in fretta” in DNA e spesso ago della bilancia di molti successi stagionali.
Dopo quattro partite di play off non ci sono aspetti tecnici da sciorinare, i quaranta minuti di una sfida decisiva sono solamente una battaglia di nervi e testosterone alle stelle, in cui i protagonisti vivono in apnea e difficilmente ricordano quello di cestistico fatto poco prima nelle tavole parchettate del Palatrieste.
Il resto e’ tifo, decine e decine provenienti da Chieti, a quelli bardati di biancorossi di fede giuliana, tutti a guardare l’orologio che scandisce il tempo mancante, ad uscire magari qualche minuto prima di casa stuzzicati da quella pruriginosa ansia pre-partita, radunandosi nel tempio baskettaro per condividere emozioni reali, non artefatte o indirette, sentendo nelle vene pulsare il sacro fuoco di un momento decisivo, il cui unico sfogo sara’ una festa infinita o una delusione da vivere a letto fissando il soffitto per ore.
NON C’E’ SPORT SU QUESTO PIANETA CHE INCARNI IL PATHOS E LO SPETTACOLO DI UNA GARA DECISIVA DI PLAY OFF, anche lo spettatore piu’ tiepido in una di queste sere capisce perche’ la pallacanestro puo’ diventare una malattia incurabile!
Se ci fosse un momento per osare, per fare la differenza, per iniziare qualcosa che vale la pena fare, è adesso. Non per una grande causa, ma per qualcosa che accende il tuo cuore, per qualcosa che è d’autentica ispirazione, per un tuo sogno. Lo devi a te stesso, per rendere speciale ogni tuo giorno sulla terra.
Divertiti. Scava in profondità e riemergi. Respira la vita. Vivi i tuoi sogni!
Stephen Littleword
Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)
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