Ora anche la società deve passare da dilettantistica a…professionistica!

Uno soddisfatto Presidente Rovelli (foto A.Cervia)

Ad alcuni sembrerà un po’ prematuro sciorinare argomentazioni di tipo struttural-societario con ancora l’eco di una fantastica promozione; vero, il problema è che i programmi si fanno a marzo, siamo a giugno e la necessità di un sensibile cambiamento in seno alla Pallacanestro Trieste 2004 è evidente.

I vertici, con a capo il Presidente Luigi Rovelli, si sono dimostrati in questa gestione straordinariamente eleganti e presenti sul campo, disponibili e giustamente ben piantati a terra; anche sul discorso finanziario (ahimè proprio in virtù delle tristi recenti vicissitudini della Triestina calcio), a parte i lievi ritardi sui pagamenti dovuti a conseguenti strascichi del ex Presidente Tommasi, tutto è stato corrisposto con puntualità, e credete che in tutto lo stivale non ci sono tante realtà simili…

Però, è anche vero che ora il salto è notevole; già dal punto di vista legale, il passaggio da società dilettantistica a professionistica non è uno scherzo, poi i ruoli e le competenze devono anche salire di livello. Come si sale di livello? Semplice, con la CONOSCENZA e quindi COGNIZIONE DI CAUSA, unite alla DECISIONALITA’. Si, perchè in questo aspetto non basta essere appassionati, bisogna anche metterci del proprio; il Presidente Rovelli ha correttamente affrontato la sua avventura entrando in corsa ed in punta di piedi, è stato un porta fortuna indubbio ma ora c’è bisogno di qualcosa con più spessore. Talvolta in queste stagioni si è visto come le decisioni in seno alla società fossero frutto di autonome prese di posizione dei singoli (anche da chi non aveva nessun titolo a farlo), certe volte addirittura disallineate con il pensiero di altri, tutto con la drammatica conseguenza di una fallace scala gerarchica, fondamentale nelle “aziende”; tale scala quindi necessita di ruoli ben definitivi e competenze chiare, nessuna invasione di campo esterna, ad ognuno ilo proprio compito così che il titolato preposto è anche l’unico a dover rispondere del suo operato.

Conoscenza, personalità e decisionalità dovranno essere i tre principi fondanti dei vertici della Pallacanestro Trieste2004 inLegadue.

 

Aspetto mediatico, TUTTO o quasi da zero…

Anche qui c’è cosa rimboccarsi le maniche, negli ultimi anni l’unico grande scossone a livello mediatico si è avuto con la testarda trattativa iniziata la scorsa estate da parte del General Manager Dario Bocchini con i ragazzi della curva per riportare sotto le volte del Palatrieste il tifo e il calore disperso in pomeriggi “introspettivi” con lo sfondo di una partita di basket.

L’indotto di tale operazione è evidente a tutti, l’entusiasmo ha contagiato anche i placidi “tribunisti”, la squadra ne ha giovato, ed è dichiarazione degli stessi giocatori che il fattore tifo ha inciso in maniera decisiva nella ormai storica gara 5 contro Chieti.

Ripartire da questo ma anche tanto altro, ribadire nella prossima campagna abbonamenti i presupposti che hanno caratterizzato quella precedente, cioè grandi agevolazioni a tesserati, ma non solo; una campagna abbonamenti al passo con i tempi (soprattutto i tempi economici ndr) deve presupporre pacchetti di svariato genere, da quello per famiglie a eventuali soluzioni di mini-abbonamenti stagionali, una maniera flessibile e rateizzata di gestire la presenza al Palatrieste.

E poi tutto il circo dei media, l’Acegas della prossima stagione sarà l’evento sportivo per eccellenza triestino, quindi la città deve essere accattivata da un movimento cestistico propinato in varie forme, da un sito internet ufficiale che non sia quello statico visto fin d’ora a trasmissioni sia televisive che radiofoniche, da eventi collaterali a, perché no, il famoso museo del basket triestino (vecchio mio cavallo di battaglia).

No, ho già capito il pensiero di molti….non è solo una questione di soldi, ma di volontà!

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

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