La prima impressione e’ quella…che non conta

Si comincia a strutturare la Pallacanestro Trieste 2004 per la prossima stagione, sul piano societario avendo avuto nella giornata di oggi gia’ presente a bordo campo Paolo Francia, sia sul fronte giocatori, mancando nel roster solo i due stranieri Jobey Thomas e Brandon Brown (e ovviamente Mastrangelo ancora ai box). Patti chiari, le considerazioni che andro’ a fare sono ragionamenti a voce alta da bordocampista al Palatrieste dopo un solo allenamento visto, una sentenza che non puo’ fare legislazione.

Direi che se l’affare sull’asse Milano-Trieste con l’arrivo di Filloy e del buon Nikita (Mescheriakov ndr) e’ quello ventilato nei corridoi della stanza dei bottoni, il teatrino imbarazzante di qualche giorno fa potrebbe celare la piu’ conveniente operazione di mercato forse della storia del basket triestino; a prescindere da questo l’ala di scuola americana ha tutte le caratteristiche della “white-school” di stampo statunitense, ottima conoscenza del gioco, visione e fondamentali educati (utilizzo del semi gancio da manuale), tanto da fare di Mescheriakov un duttile 3-4 con propensione a rimbalzo (ottimo timing di salto) e buona mano da fuori. Se poi l’abnegazione e la voglia di stare sul parquet sara’ solo la meta’ di quella attuale per strappare il contratto, allora coach Dalmasson potrebbe avere un pretoriano di lusso.

Filloy ha dichiarato di essere un play ed e’ un play, tale per cui l’equivoco con il lancio di Ruzzier titolare rimarra’, anche perche’ la loro simile tipologia cestistica, con penetrazioni e istinto su tutto, li rende difficilmente compatibili; piu’ facile pensare che o uno o l’altro si alterni nel ruolo con Carra guardia. Ariel e’ argentino nella sua pallacanestro, compatto fisicamente e dotato appunto di estro, si procura conclusioni dal palleggio e crea gioco, pur essendo meno esplosivo di quanto si possa pensare.

I due giovanotti Fall e Mengue si sono sicuramente garantiti l’eventuale calendario dicembrino dell’Acegas 2012/13, fisici scolpiti e atletismo indubbio (soprattutto il primo), ahime’ inversamente proporzionali alla pallacanestro nelle mani; sono senza dubbio da sgrezzare, sia dal punto di vista tecnico che tattico, ma l’eta’ e dalla loro parte, e sappiamo quanto coach Stefano Comuzzo abbia nelle proprie corde l’insegnamento alla materia; si eviti il solito antipatico atteggiamento da “ansia da prodotto finito”, sia dia tempo al tempo, poi eventualmente si tireranno le somme.

Tutto il resto e’ materiale conosciuto, l’impressione e’ che l’Acegas di domani a Portorose (palla a due alle ore 20.15) sara’ un cantiere aperto e senza i capi-cantiere, Thomas e Brown non solo per levatura ma anche per ruolo daranno una fisionomia diversa alla squadra, potendo quindi dare agli osservatori un metro plausibile di giudizio in proiezione Legadue.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

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