Trieste cestistica non ti riconosco piu’, meglio un divano alla passione “live”

A questo punto non capisco piu’ di cosa parliamo, si sono riempite pagine infinite di episodi che hanno fatto la storia del basket a Trieste, e il riferimento non e’ certo a campionati o trofei ma a situazioni di sana follia collettiva per vivere lo sport piu’ bello del mondo. La partita di pallacanestro in citta’, fosse al mitico Chiarbola o al Palatrieste, fosse di domenica o qualsiasi altro giorno della settimana, era un’aggregazione spontanea e coinvolgente, una tradizione piu’ radicata della Santa Messa.

E adesso cosa vedo? Vedo la gente imborghesita dalla comodita’ di una partita trasmessa in televisione, gente che si riempie la bocca di argomentazioni cestistiche in settimana per poi disertare lo spettacolo della partita che conta, vedo addetti ai lavori da palchi virtuali pontificare le proprie gesta nella sublimazione dell’orticello da esibire disertando il tesoro locale, vedo passioni nascere dalla gratuita’ dell’evento affievolirsi di fronte ad un obolo da corrispondere. Tutto questo non ha matrice logica, chi ha mangiato polvere di campionati minori nella speranza di riveder le stelle ha la memoria corta di chi non ha vissuto lo spareggio con Bassano, o le sfide in palestre di provincia; non ha neanche piu’ presa la scusante dei prezzi nella campagna abbonamenti o il coinvolgimento venuto meno da parte della societa’; questa squadra e lo spettacolo sotto le volte del Palatrieste non ha controindicazioni, ci sono tutti gli ingredienti per vivere di passione con le gesta di Thomas e soci, a prescindere che si esca dal teatro con una vittoria o una sconfitta. Trieste come citta’ finisca di aggrapparsi a scuse e ricominci a pulsare di febbre cesistica, altrimenti poi non ci si lamenti di patrimoni spentisi fra l’indifferenza generale.

La semina e’ finita….comincia la raccolta

Emanuele Urbani (foto A.Cervia)

La lungimiranza societaria e’ stata una delle poche cose che in modo trasversale ha messo d’accordo addetti ai lavori e carta stampata, la scelta di seminare nel terreno fertile delle realta’ locali (principalmente Azzurra) ha garantito uomini ma soprattutto futuro. Se il “frutto” Michele Ruzzier e’ maturato molto in fretta per meriti e caratteristiche anche del giocatore, ora quelli piu’ acerbi stanno maturando con il passare delle stagioni. Emanuele Urbani si sta scavando minuti importanti con discreta qualita’, Stefano Tonut bagna con una tripla il suo esordio in Legadue davanti agli occhi orgogliosi del papa’. Il resto? Il resto e’ una bellissima prestazione del lungo Abder Fall, tutta verticalita’ e presenza, la pietra grezza che con Mengue e’ arrivata da Roma sta pian pianino smussando gli spigoli sotto l’egida di coach Dalmasson e chissa’ che la previsione dello stesso allenatore non si avveri: “in futuro questi due ragazzi potranno essere importanti per la squadra..”, disse in tempi non sospetti…

La provocazione delirante del sabato: e con “mister X” si puo’ puntare alto?

Delirio di inizio stagione o segnale inequivocabile alla luce di quanto accaduto? Lanciarsi in azzardi sopra le righe non e’ mai sport consigliabile, anche perché dopo solo 4 uscite stagionale è simile da un lancio con il bungee jumping con l’elastico della mutanda…. Però l’Acegas di questo inizio stagione, tolta l’infausta e per certi versi incomprensibile trasferta di Brescia, ha dimostrato di esserci eccome in questa Lega, palesando miglioramenti di partita in partita, contro avversarie che via via si sono dimostrate “abbordabili” per usare un eufemismo, e senza un certo Brandon Brown. Quindi: se dicessi che questa squadra con un uomo di peso (tecnico) in più, vedi Allegretti o Chiacig per esempio, potrebbe puntare al salto di categoria è una bestemmia?

Forse si, e per gli scaramantici è qualcosa anche di più, però intimamente penso che chiunque con un minimo di cognizione di causa il pensierino l’ha fatto, pur considerando che i rapporti di forza si vedono alla distanza e i top team devono ancora essere incontrati, vedi Pistoia (prossima domenica), Barcellona, Verona…

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Una risposta a “Trieste che non riconosco più, la raccolta e il delirio..”

  1. Avatar lasko
    lasko

    Macché comodità della tv! Direi piuttosto concomitanza col Rossetti (che ha pure spostato il turno risultando in contemporanea col Basket) e con la fine della stagione sinfonica al Verdi. Senza contare che il venerdì sera le società minori hanno gli allenamenti (e stanno iniziando i campionati!)… conosco almeno 7 persone (abbonate) che non sono potute venire per via dei sopraindicati impegni, ma se fino a due giorni prima della partita i siti della società e della legadue davano orari diversi regolarsi era difficile. Consiglio poi alla società di fare accordi per i turni del Rossetti che tolgono più pubblico di quanto si pensi, tifosi che non causano multe come qualche personaggio area “Curva Furlan”.

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