A scatti, sgranato…ma un gran spettacolo!
Picco di improperi al sito della Legadue e a tutto il cucuzzaro allo scoccare delle 18.15, orario previsto per l’inizio del match fra la Giorgio Tesi Group e l’Acegas Aps Trieste: manca il collegamento per diversi minuti, quando arrivano le immagini sono sgranate e a scatti, nulla ferma però la passione dei triestini che fremono davanti ad un monitor; la partita è gradevole ed entusiasmante per emozioni e capovolgimenti nel punteggio. Sarà casualità ma su cinque uscite di campionato targate Acegas Aps, quattro sicuramente (non farete un gran sforzo a capire qual è l’intrusa…) sono caratterizzate da un piacevole spettacolo a godersi, fatto di gioco rapido, buone individualità e pathos; saranno gli anni di oblìo sicuramente, però questa Legadue piace, nessun risultato scontato alla palla a due, un livello delle pretendenti molto livellato che non concede distrazioni. E non è una visione parziale o sciovinista, tutta i media baskettari italici hanno rimarcato non solo la piacevole sorpresa tattico-tecnica della squadra di Dalmasson, bensì anche un prodotto che per quarantacinque minuti ha tenuto incollati diversi amanti del genere neutrali, fino all’epilogo finale a favore dei padroni di casa.
Occhio all’ex Massimo Bernardi, i complimenti deconcentrano
Partiamo dal fondo, i “complimenti non fanno classifica” direbbe qualche solone calciofilo, ed è un dato di fatto, ma quel è ben più grave è che spesso i complimenti deconcentrano la truppa; non tarderà un secondo coach Dalmasson a spegnere i riflettori sui titoli e righe di esaltazione del post Pistoia, e siamo certi che uno dei più bersagliati nei prossimi allenamenti sarà proprio Abdel Fall. Tutto quello infatti che è giudizio positivo viene veicolato in due direzioni opposte: gasamento e rilassatezza mentale. Sul primo aspetto non ci sono controindicazioni, se non che deve trovare un equilibrio per non andare oltre le righe, sul secondo è necessario lavorare a fondo, resettare quanto si è fatto per lavorare concentrati sul nuovo obiettivo: l’Upea Capo d’Orlando degli ex mai dimenticati Massimo Bernardi, David Sussi e Andrea Benevelli. L’ultimo posto in classifica non deve ingannare, il roster è completo e si affaccia alla sfida con Trieste con un’arma invisibile in più: chi conosce il basket sa che quando due stranieri sono in odore di taglio, come lo sono Young e Battle, è la vera volta che confezionano una partita leggendaria! Poi sappiamo quanto il “chimico” Bernardi sia capace di costruire tatticamente qualcosa che imbrigli Trieste, non a caso tutti ricordano il colpo esterno confezionato in DNA da Santarcangelo in quel di Chiarbola la scorsa stagione. Unica chiave per rendersi la partita meno complicata è quella dell’approccio: infierire sull’attuale bassa autostima dei siciliani è un viatico interessante, anche perché lo sanno anche i muri, se una squadra di Bernardi in Sicilia prende fuoco…..ci si può solo che scottare!
Brandon Brown, la voglia matta….contro un razionale inserimento
Brandon Brown è il più “meridionale” degli americani venuti a Trieste (forse dietro a Rich Laurel), nel senso che si legge in faccia quello che lui pensa o prova: il suo linguaggio del corpo palesa una voglia debordante di tornare sul parquet, mitigata dal raziocinio di Dalmasson e dalla competenza del dott. Palombella. Si, perché un’ulteriore recidiva al problema al polpaccio sarebbe quanto mai inopportuna, anche in virtù di prestazioni comunque di alto livello della squadra. Si parla di un possibile inserimento nel roster proprio dalla trasferta in Sicilia, e se così fosse si apre un nuovo capitolo tattico stagionale. Interrogativo: tornare all’antico sfruttando la partita per concedere minuti cospicui a Brown per riportarlo in forma, o considerarlo come un complemento all’attuale organico da inserire con accortezza in un meccanismo ormai oliato? Bel rebus per coach Dalmasson in settimana, di certo le caratteristiche del coloured impongono un modo di giocare diverso da quello adoperato in queste ultime settimane, posto che è necessario coinvolgerlo offensivamente, e con continuità. Il ritorno al basket giocato non rappresenterà mai un problema bensì un valore aggiunto, un terminale con punti nelle mani, un supporto a Luca Gandini, un “salvagente” a serate negative di Mescheriakov e una protezione al giovane Fall. Prima il desiderio convulsivo di Brown si incontrerà con l’esigenza tattica di coach Dalmasson e prima l’Acegas potrà essere un motore che viaggia a tutti cilindri, e se i presupposti sono questi delle prime cinque giornate di campionato, non parliamo di catorcio.
Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)
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