Mercato folle di Legadue, se ne stanno accorgendo tutti….

bertoRiporto integralmente un  articolo apparso su Basketnet a firma Massimo Framboas sulle strane incongruenze del mercato di Legadue Gold; lo riporto anche perchè condivido in toto il concetto fondante, e non perchè il pensiero viene da Trieste, una della piazze citate come tristemente allineate all’austerity economica del mondo baskettaro attuale, bensì perchè veramente non ha nulla di sensato quanto si registra. Chi vuole bene alla pallacanestro non può che, da un lato entusiasmarsi per cotanti attori nei roster di squadre di Legadue, dall’altro preoccuparsi per il futuro prossimo; non più tardi della scorsa stagione il campionato è stato smorzato con una dose definitiva di bromuro con l’esclusione di Napoli (guarda caso risorta… e con vigore!), non vorremmo che tale operazione diventi una cattiva abitudine….
per questo motivo ho la sensazione che la mia provocazione di qualche tempo fa, cioè quella secondo cui una “sopravvivenza” equivaleva a “conquista di territorio”, avesse motivi fondanti alla luce di esborsi illogici che presenteranno il conto amaro a breve.
LegaDue Gold e il mistero del mercato milionario
No, Harry Potter non c ’entra nulla, anche se il giovane mago, che ha preso vita dalla penna di
Joanne Rowling, potrebbe essere utile, con la sua bacchetta magica, per svelare il mistero. Quale
mistero? Quello che si cela dietro all’incredibile merc ato di LgaDue Gold, che si sta concludendo
con la creazione di corazzate che potrebbero giocare benissimo in Lega A, fatte salve ovviamente
le differenze regolamentari e la calata dal piano di sopra di alcuni campioni, il tutto a pochissime
settimane da una serie di allarmi finanziari che mettevano in serio dubbio addirittura il reperimento
di 16 società da iscrivere al campionato.
Carraretto, in usc ita da Siena ed accostato anc he a Verona, sarebbe il terzo tenore a scegliere il
“dilettantismo” della Gold, dopo il triennale accettato a Torino da Mancinelli, ed il biennale di Basile
a Capo d’Orlando, per il quale pare manchi veramente solo l’ ufficializzazione. L’ultimo clamoroso
colpo di mercato lo ha però messo a segno Napoli, con l’ingaggio di Kyle Weaver, dalla D-League,
ed un recente passaggio vero nella NBA.
Non solo nomi imprtanti per ingaggi importanti, ma anche rosters economicamente impegnativi
hanno concorso a creare una LegaDue Gold dal livello tecnico superiore rispetto a quello dello
scorso anno. Ecco allora che troviamo ancora Napoli nella speciale classifica delle favorite alla
promozione. Alla corte di Demis Cavina infatti, la nuova società, che tanto bene si è mossa sul
mercato e altrettanto bene ha fatto e sta facendo sul piano del marketing, ha portato, oltre al già
citato Weaver, il neo-capitano Malaventura, Brkic , Silvere Bryan, Allegretti e Ceron. Ma non è da
meno Barcellona, che ha rifatto il roster da zero e consegna nella mani del riconfermato “Sceriffo”
Perdichizzi gente come Alex Young, da Capo d’Orlando, Filloy, da Reggio Emilia, Nicola Natali,
Fantoni e Fiorello Toppo. C’è poi la Torino di coach Pillastrini, che ha fatto della programmazione il
proprio cavallo di battaglia, rifiutando lo scorso anno il ripescaggio e gettando le basi per la
cavalcata verso la Lega A. Al gruppo già consolidato lo scorso anno, composto da Gergati,
Evangelisti, Sandri e Wojciechowski, i piemontesi hanno aggiunto Mancinelli, Amoroso e Chessa. Un
posticino per i playoff pare volerselo ritagliare anche Trapani, forte dei contratti firmati da
Baldassarre, Ferrero e Renzi. Anche Jesi non scherza affatto potendo contare su Goldwire,
Maggioli, Borsato, Mason Rocca, Gaspardo e Santiangeli. Ferentino ha ingaggiato Rodney Green e
Somine Pierich da Casale, Bucci e Giuri da Barcellona, Rosignoli e William Mosley. Brescia, che lo
scorso anno si iscrisse all’ultimo minuto e che a fine stagione aveva azzerato il roster con la sola
conferma di coach Martelossi, ha comunque assemblato un roster di tutto rispetto con Tamar
Slay, Maspero, Rinaldi, Fultz, Bushati, Procacci, Di Bella e Maspero, mentre Trento, forte
dell’importantissima conferma di BJ Elder, ha ritoccato il già ottimo roster dello scorso anno con
l’inserimento di Lechthaler. Infine Biella, appena retrocessa, che annovera tra i propri atleti 3
campioni d’Europa under 20, ovvero Laganà, Chillo e Lombardi, oltre ad Alan Voskuil ed Hollis, ma
c he deve rinunc iare per gravi motivi di salute familiari a Donte Mathis. Se poi Verona riuscisse ad
inchiostrare Carraretto, con gli innesti di R. Tylor, Callahan, Gandini e l’ex Cantù Smith, anche gli
scaligeri diventerebbero una pretendente ad un playoff alto.
Dietro a queste formazioni troviamo poi tutte, ormai poche, quelle società che sono lo specchio
reale di una crisi, non solo economica, che ha minato il basket nostrano. Imola, Trieste e Forlì,
forse in ordine non troppo casuale, chiudono il ranking ipotetico della Gold. Un passo appena sopra
troviamo Veroli. Tutte, o quasi, squadre miracolate e sopravvissute a cessioni di diritti o fallimenti.
Troppo poche se si pensa che alle porte dei playoff e al termine del campionato, si faceva
letteralmente fatica a contare 16 squadre da mettere insieme per formare la Gold, tanto c he
anche secondo il Presidente di LegaDue, Marco Bonamico, difficilmente si sarebbero addirittura
realizzati i 2 gironi Gold e Silver.
Può il solo passaggio al dilettantismo, con gli annessi e connessi, giustificare un mercato così
florido alla luce degli spettri che si stavano materializzando solo poche settimane prima? “Lumos
Maxima” pronunciava Harry Potter per far luce con la sua bacchetta magica. Già, luce, quello che
serve per capire ciò che al momento pare essere proprio un mistero.
Massimo Fromboas

Pubblicato il agosto 31, 2013 su "Passi in partenza", HighFive. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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