Sono ormai un po’ “stagionato”, essendo dell’ormai lontano 1961. Nato e da sempre ho vissuto a Trieste, la mia splendida ed amatissima cittò, che non abbandonerei per tutto l’oro del mondo.  La mia storia nello sport inizia alle scuole medie, quando per iniziativa di giocatori senior del C.U.S, Trieste rugby, iniziò un campionato studentesco fra tantissime scuole medie Triestine. Poi, quell’iniziativa ci portò, assieme a Fracasso San Donà, Sanson Rovigo, Metalcrom Treviso e Petrarca Padova, ad essere fra le migliori 4-5 squadre d’Italia. E da poco, con gran gioia ho rincontrato Giuliano Zannier  il mio super allenatore di quei tempi…  Rugby quindi come scuola di sport e scuola di vita! E non si tratta di frasi buttate là a caso, visto che dietro il rugby c’è molto di più! Questo è lo sport che, in un certo senso insegna a vivere,  insegna rispetto assoluto per le altre persone e quindi per l’avversario e l’arbitro che si affronta in campo. Avete mai visto il finale di una partita di rugby? La squadra vincitrice forma un corridoio dove, applauditi, passeranno gli avversari e poi i perdenti applaudiranno i vincitori. E poi, spesso e volentieri tutti assieme al ristorante. Questo è il rugby, i suoi valori che pervadono tutti coloro che hanno avuto la fortuna di praticarlo.

Poi finito quel periodo, ecco come uno tsunami, l’arrivo della pallacanestro, verso i 17 anni. Perse le giovanili e,purtroppo, tutti i suoi fondamentali insegnamenti, ero sempre nei vari playground della città, a giocare e giocare, tanto mi aveva stregato questo sport. Il ricordo più vivo, quando mi ritrovo al playground del Don Bosco a giocare un 3 contro 3, a metà campo rigorosamente palla a chi segna,  assieme a Bertolotti, Zarotti ed Attruia! E proprio quel giorno  mi vede quasi per caso, Giacomo Todaro, un  allenatore e mi porta a giocare, ma guarda il caso, al C.U.S. Trieste basket che partecipa alla locale Promozione maschile, dove lui allenava. Difesa? Mah… Stendiamo un velo pietoso, sapevo solo tirare…  Tanto però era l’amore per questo sport, e conscio che erano  incolmabili i miei gap tecnici,  ho cominciato a frequentare il Corso Arbitri della Fip. Li ho trovato tantissimi amici ed ho “fischiato” per quasi 30 anni… Le ultime, quando mancava l’arbitro designato, arbitravo l’U17 della Pall. Trieste dove giocava mio figlio ed al quale non ne facevo passare una!

Pazzesca la pallacanestro con tantissime regole ed interpretazioni che gli arbitri devono applicare, e che sono spesso sconosciute agli stessi giocatori! Figuriamoci dagli spettatori … Arbitrare è una delle cose più belle e nel medesimo tempo più difficili che ho fatto. Hai frazioni di secondo per decidere se fischiare e, quasi ogni fischio appaga uno e scontenta l’altro. Siamo uomini e spessissimo sbagliamo ed anche l’arbitro sbaglia e, credetemi, se ne rende conto!  Provate, se non l’avete mai fatto, anche un semplice tre contro tre fra amici, a metà campo ad arbitrare. Solo allora, forse capirete! E veniamo agli arbitraggi della serie A: lo sa il pubblico che ad ogni partita di campionato è presente un “Osservatore”, presente ufficialmente alle partite e designato anche lui dalla FIP, con lo scopo di valutare gli arbitri? Sia dal punto di vista tecnico che comportamentale e di atteggiamento verso i tesserati in campo? Osservatore che poi darà un voto, proprio come a scuola, ad ogni singolo arbitro. A fine campionato sarà redatta  una media / voti. I primi passeranno magari a gare internazionali o addirittura in Eurolega e gli ultimi retrocederanno in A2 per lasciar spazio ai promossi da quel campionato. Cosa significa? Che nonostante quello che pensa il pubblico, ogni arbitro cercherà di dare sempre il meglio di se. E  questi Osservatori, sono tutti ex arbitri con un passato arbitrale di altissimo livello! Uno di questi, con il quale abbiamo seguito assieme, nel giurassico il Corso Arbitri è proprio triestino, con una carriera arbitrale straordinaria e quasi inimitabile, che è un caro amico!

E non possono non venirmi ora in mente ora le tristezze che sono avvenute al PalaTrieste e che hanno portato alla squalifica del campo. Sono abbonato alla serie A ininterrottamente dal 1976, quando l’unico nostro yankee era il 2.11 bianco Ron De Vries.  Da allora, di serie A, avrò forse perso 5 partite di campionato fra le quali Treviso di quest’anno. Lo so, insultare gli arbitri per tanta gente fa parte di una brutta abitudine e rientra quasi nella normalità, comune in tutta Europa.  Gridare di tutto, offendere pesantemente è quasi normale e tanti forse, si gonfieranno il petto di gioia. Facile così vero? Tanto le multe le paga la società. Facile fare il fenomeno col sedere degli altri! E se lo fate, perché non andate ad aprire il portafoglio per pagare la multa? Perché non lo fate ed invece scagliate la pietra e nascondete la mano? Invece si tratta di un idiozia clamorosa che non ha senso alcuno. Pensate che Lanzarini, Paternicò ed altri si metteranno a piangere per gli insulti o le bottigliette d’acqua ricevute? Che, anche se Lanzarini non gli ha, si strapperanno i capelli negli spogliatoi? Pur se non sembra, perché non alzano mai gli occhi verso il pubblico, scrivono tutto, parola per parola dietro il referto della gara, all’attenzione del Giudice Sportivo, che poi applicherà sanzioni e squalifiche. Ma poi quello che credete, siete sicuri rispondano alle regole ed alle interpretazioni, che cambiano continuamente,che gli arbitri devono far osservare? Siete davvero sicuri che i presunti passi di Cale con Trento fossero tali? Lo pensavo anche io, ma qualcuno mi ha fatto cambiare idea in maniera dettagliata e precisa…

Micheal Arcieri e Paul Matiasic, che ci offre una società straordinaria, da americani poi,  pensate siano contenti di ciò che è accaduto? Non solo firmare i prossimi contratti e tutto il resto, ma vi sembra giusto debbano affrontare multe e squalifiche? A voi la risposta. Sarebbe bellissimo che Trieste insegni come fare sport dalle Tribune a tutti. Ma tutti tutti!

   Ed ora la conclusione.

Friuli Venezia Giulia, regione straordinaria e piena di bellezze: Trieste, la città, la parte storica, la Grotta Gigante e tantissimo altro ed il Friuli, anche fantastico, con le sue 1000 sfaccettature da Lignano a Tarvisio, con il suo Anfiteatro Morenico e le bellissime ed aspre Alpi Carniche! Volete mettere che ne so, il burro o il Montasio comprato in qualche malga? O il Frico da assaggiare in qualche posto giusto, proprio col sottofondo del friulano? Per me cose impagabili che, da fuori regione sicuramente ci invidiano… E noi a farci la lotta, come poveri idioti… Per la mia attività hobbistica frequento settimanalmente o quasi il Friuli ed ho incontrato persone, ormai amici, davvero validissimi. Certo, per goliardia e col solito sorriso ci diciamo di tutto dopo i risultati sportivi ma uno di questi  oltre all’Apu, viene sempre a vedere ed applaudire i nostri colori in palazzetto! Sono queste le persone “giuste”!

Sono stato uno dei primi a gioire per l’attuale promozione dell’APU in serie A1: ora tutto il campionato di A1 (lo so che si chiama A ma io lo chiamo A1) dovrà  essere due volte ospite nella nostra regione. Ricordo con tanta nostalgia quando, ed era A2, il FVG aveva ben 4 squadre ai nastri di partenza: Pagnossin Gorizia, Mobiam Udine, Hurlingham Trieste e Postalmobili Pordenone. Irripetibile purtroppo…

Lo scorso anno in A2 abbiamo affrontato Cividale. Che ovviamente è si e no a 10km da Udine. Come dire che chi abita ad Opicina non sia Triestino. Ricordate? Zero offese ne da una parte ne dall’altra con i tifosi ad incitare solo i loro colori… Bellissimo davvero!

L’utopia irraggiungibile? Che sia al Carnera che al PalaTrieste nei derby del prossimo campionato, parta un Udine Udine dalla nostra curva ed un Trieste Trieste dall’altra parte.

Lo so, impossibile e quasi impensabile anche nel mondo della Luna,  ma sarebbe un risultato intelligente, pazzesco ed oltre ogni limite… Sognare non costa nulla…

   Stefano

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