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Trieste illude i 6000 del Dome, poi l’esperienza di Milano ha la meglio

In un Allianz Dome stracolmo di entusiasmo (6000 spettatori) e colore la Pallacanestro Trieste prova a mettere paura alla corazzata Armani Milano, reduce da due convincenti successi in Eurolega. Proverà a farlo anche grazie all’innesto del nuovo arrivato Emanuel Terry. Coach Messina sceglie di cavalcare l’onda e da le chiavi della regia a Napier, aspettando una risposta dall’ex indimenticato Stefano Tonut.

Difende forte la squadra ospite sin dalle prime battute, segno inequivocabile che Milano non sottovaluta l’avversaria; un canestro di Davis per lo 0 a 6 con conseguente time out di coach Legovich. Grosse difficoltà da parte giuliane a marcare il duo Davis-Melli, tanto che l’allenatore triestino fa esordire dopo 4 minuti Terry; discretamente contratti i padroni di casa, Armani in controllo sul 4 a 10. Spencer è l’attacco alabardato con 6 punti nello scout, una tripla sblocca il capocannoniere Bartley; parziale di 5 a 0 e time out coach Messina. Momenti di apprensione vera per il malore occorso ad un tifoso della curva (tutto risolto, per fortuna), subito e prontamente seguito dai sanitari; la partita è sospesa in un silenzio irreale del Dome. Vantaggio Trieste con un altro canestro del solito Bartley (parziale di 9 a 0), ma con un insospettabile incisività di Terry; l’americano intimidisce e segna, Olimpia troppo compassata per l’energia avversaria, primo quarto chiuso sul 15-12. Armani testardamente ancorata al tiro da oltre l’arco, Pallacanestro Trieste concreta e rapida in transizione; uno schiaccione di Terry porta sul +8 i padroni di casa. Voigtmann rompe il digiuno offensivo meneghino, torna ad essere più pugnace nella metà campo di fatica Milano e c’è il pareggio con tripla di Napier a quota 22. Terry continua ad attentare alla tenuta dei ferri, energia ritrovata in casa triestina e vantaggio in allungo 31 a 23 con i liberi di Davis. Reazione veemente e di qualità dell’Armani animata da Tonut e chiusa con parziale di 0 a 5 da Mitrou-Long. Match equilibrato, anche confuso in certi frangenti, squadre all’intervallo con Trieste avanti 35-33.

Napier mette il turbo e riporta avanti l’Armani con una giocata da tre punti, dopo neanche due minuti di ripresa. Bartley prova a caricarsi i compagni sulle spalle, seguito da Davis: 44-39 e time out coach Messina. “Zona” ordinata da coach Legovich come di consueto nella seconda parte del match, torna l’inerzia a favore dei padroni di casa con il tabellone che segna +7 a metà frazione. Milano poco fluida offensivamente ma con fini esecutori, Datome in primis, match in equilibrio anche grazie al canestro di Davis per il -1 ospite. Trieste spreca un pallone incomprensibile e diversi tiri per l’allungo, terzo quarto invece chiuso sul 51-51. Napier comanda a piacimento la fase offensiva sul pick and roll, Ruzzier invece in grossa difficoltà in regia; pubblico inferocito con la terna arbitrale, il clima si fa rovente all’interno dell’arena. Si segna con il contagocce, squadre stanche e la qualità pende dalla parte ospite: tripla di Ricci per il 53-56. Armani che difende per davvero con i sei minuti finali partiti dal cronometro, momento chiave della sfida; l’attacco giuliano è ancorato a forzature di Bartley e Davis (sbagliate ndr.), mentre Cabarrot mette una pesantissima tripla per il +6 esterno. Spencer rompe il digiuno con un canestro da sotto, ma il resto della truppa è esausta e non segna più; Hall chiude virtualmente il match con una splendida entrata, i padroni di casa non ne hanno più. Finisce 59-65 e una contestazione aperta del pubblico alla terna arbitrale, una dignitosissima prestazione di Trieste a cospetto di una Armani Milano che con Napier sembra aver cambiato decisamente registro; infatti sono tre di fila.

Raffaele Baldini