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Road to the Final Eight: le “altre”

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Armani Milano – Unahotels Reggio Emilia

L’Olimpia alle prese con la “sindrome da porno-attore”, come la chiama Ettore Messina, obbligata a non far cilecca, considerati roster (con l’innesto del lungo “Kuba” Wojciechowski) e investimenti fatti. La sfida incrociata con Reggio Emilia è il quarto di finale apparentemente più scontato, non tanto per sbilanciamenti di forze sulla carta, semplicemente perché la squadra di coach Antimo Martino arriva a Milano non nel migliore stato di forma e con un violento contrasto interno con il giocatore Dominique Sutton; il rifiuto dell’americano a proseguire il match contro la Virtus Bologna, ha convinto allenatore e dirigenti a prendere una decisione scontata, cioè interrompere il rapporto. L’Armani cercherà quindi di gestire la sfida, cercando di non sprecare troppe energie ma evitando di dar fiducia all’avversaria; probabilmente decisivi quindi i primi minuti dalla palla a due.

Segafredo Bologna – Reyer Venezia

Il quarto di finale più nobile, quello che assomiglia molto ad una possibile finale. All’appuntamento entrambe le formazioni arrivano in un buon stato di forma, con filotti di vittorie e morale alto. Entrambe hanno una caratteristica che le accomuna: giocano nei quaranta minuti con marce diverse, creando break tramortenti, ma anche subendoli. La Virtus è chiaramente legata all’estro di Milos Teodosic e in generale alla regia brillante in coppia con Markovic (Pajola è out), la Reyer è ancorata ai pretoriani di successo quali Tonut, Daye, Bramos e Watt. Proprio su quest’ultimo e sul lavoro che Gamble e Hunter potranno fare difensivamente, si gioca parte della vittoria finale. Ovviamente, e che ve lo dico a fare, la presenza o meno sul parquet di Marco Belinelli, potrebbe essere elemento molto influente nell’economia del quarto di finale. Occhio nei finali punto a punto agli “stoccatori” lagunari.

Dinamo Sassari – Carpegna Prosciutto Pesaro

Anche qui parliamo di due formazioni in un momento estatico di forma. La compagine sarda ha inanellato sette vittorie di fila, ha una consapevolezza evidente in come è riuscita a creare i break vincenti nelle ultime sfide di campionato, sempre con protagonisti diversi e senza stress. “Andiamo per vincere” è il diktat di coach Pozzecco, manca l’inserimento completo di Ethan Happ e poi i tasselli ci sono tutti per giocarsi il titolo; reparto esterni di favola con Spissu, Gentile, Bendzius, Kruslin, illuminati dal faro Bilan, uomo che potrebbe pagare la “spremitura” da impegni ravvicinati. Pesaro arriva al Forum leggera come una piuma, con l’ultima rappresentazione di Gerald Robinson e mestieranti dalla grande mentalità come Delfino, Filloy, Cain. Filipovity è il collante di sicura affidabilità, Robinson con le chiavi della squadra ed un fresco a sempre più decisivo Henri Drell. Per tutto il resto c’è… coach Repesa.