Gramenzi gioca in 4 e senza Carrizo, “all in” su gara 3 e 4

Brutta razza quella dei giornalisti, sempre alla ricerca del torbido o spesso inclini a pensar male, fatto sta che anche conoscendo una vecchia volpe come coach Gramenzi, l’assenza di Manuel Carrizo da gara 2 non pensiamo sia figlia di un misterioso dolore al ginocchio registrato nella notte, bensi una cosciente scelta strategica.

Ricordate la famosa “rivoluzione d’aprile” di coach Dalmasson con la trasferta a Casalpusterlengo senza i tre big ex Omegna, in vista del finale di stagione? Bene, siamo alla copia ferentina, cioe’ l’allenatore laziale decide di risparmiare il sudamericano, nell’ottica di 4 incontri in una settimana, giocandosi tutte le carte per gara 3 e4 incasa propria. Onestamente, a pochi minuti dal termine rifiutarsi di farlo scendere in campo e decidere di giocare in 4 il finale di partita non e’ eticamente una gran cosa, e’ anche vero pero’ che da un docente di promozioni come Gramenzi qualche titolo per farlo ce l’ha, come a dire che il fine giustifica i mezzi…

 

Il magico mondo dei play off, ora tutta al pressione su Guarino e soci

La bellezza della post season sta anche in questo, nelle situazioni che cambiano come il tempo, anche subendo scossoni notevoli, ed ecco che gia’ in due episodi della serie e’ possibile tracciare una storia diametralmente opposta. Trieste aveva aperto le danze avendo la logica pressione della favorita, essendo arrivata al primo posto della Division e avendo il fattore campo dalla sua; basta una  sconfitta e tutto diventa ancora piu’ pesante, lo scimmione dalla spalla tolto dopo quaranta minuti giocati di puro orgoglio. E adesso?

Ecco che la palla a due si alza in centro Italia, nella calda Ferentino che pero’ ora veste i panni della favorita, che vede elevarsi la responsabilita’ di dover fare bottino pieno fra le mura amiche, ancor piu’ a maggior ragione dopo la scelta di coach Gramenzi; lo scenario torna a farsi intrigante, la FMC di Guarino e soci ha due colpi in canna, se fallisce uno solo di questi sa che gara 5 al Palatrieste potrebbe diventare un inferno con piu’ di 5000 persone a caricare la truppa biancorossa, non un bel affare.

 

Senza i leader Ferentino e’ un’altra cosa, per Trieste urge togliere ossigeno

Anche nella serata di gara 2, pur considerando il fattore nervosismo, Francesco Guarino ha dimostrato grande conoscenza della materia, giocando a tutto tondo ed avendo l’esperienza per trovare ottime letture di gioco; e’ anche vero che i suoi minuti di panchina e l’assenza contemporanea di Manuel Carrizo ha evidenziato i limiti strutturali di Ferentino nei complementi, giocatori troppo acerbi o poco inclini a trovarsi canestri da soli; per cui, a rigor di logica l’Acegas deve obbligatoriamente “ingabbiare” la coppia per poter sperare di espugnare Ferentino.

In che modo? Un’idea potrebbe essere quella di mettere due mastini che seguano i propri avversari anche in spogliatoio, prendendoli a tutto campo e facendoli faticare solo per ricevere palla; gente con gambe adatte allo scopo Trieste ne ha, Mastrangelo e Zaccariello per Guarino, Moruzzi per Carrizo, una specie di “triangolo e due”, cioe’ con due a difendere a uomo e tre a zona….ma e’ solo un’idea.

Il comun denominatore a prescindere sara’ sempre tenere molto alti i ritmi, correre e asfissiare difensivamente Ferentino, avendo al forza mentale di non farsi condizionare da un ambiente che sara’ a dir poco ostile.

 

Diamoci tutti una calmata….

Questa e’ bel lungi dall’essere partigianeria giornalistica, e’ semplice presa di coscienza di un clima che onestamente sta uscendo dai binari di una corretta sfida di pallacanestro. Siamo andati avanti settimane a stigmatizzare 3-4 secondi di ululati di parte (esigua) della curva triestina all’indirizzo del tesserato Ihedioha durante la sfida di campionato, con tanto di multa e sbattuta del “mostro” in prima pagina (vedi sito della Legapallacanestro). Ora pero’ ulteriori scintille stanno rovinando un po’ la serie; a partire de cori poco rispettosi verso Trieste e l’italianita’, fino ad arrivare a gesti inconsulti di un tesserato esperto come Guarino verso il pubblico del Palatrieste con minacce annesse: “ci vediamo a Ferentino..”. Proprio Guarino fra l’altro, esaltato in lungo e in largo per le indubbie doti cestistiche, e dotato di una esperienza notevole, ingenuamente caduto nel piu’ banale e ineducato modo di rispondere alla platea…

Non mi dilungo su ulteriori basse espressioni di sotto cultura dirigenziale sportiva, mi limito a considerare che in DNA troppo spesso partite di post season sono diventate delle sfide da Far West in ambienti tutt’altro che “legali” per giocare sereni; usciamo dal cattivo costume italo-calcistico, dove vige la strategia del terrore o delle minacce, viviamo la serie di play off come un confronto fra caratteristiche tecnico-tattiche diverse, e che vinca la squadra piu’ meritevole.

 

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

 

2 risposte a “Eredità di gara 2, strategie e il rischio di passare il limite”

  1. Avatar Raffaele Baldini

    Attenta analisi e molto condivisibile per quanto riguarda la zona, infatti il salto di qualita’ dell’Acegas c’e’ stato quando i passaggi contro la zona sono stati rapidi e diretti, dando anche un’aggressivita’ diversa a tutto l’attacco. Penso invece che l’umilta’ non sia mai mancata ai giocatori di Dalmasson, forse proprio dallo stare con i piedi per terra e’ maturata una stagione cosi straordinaria rispetto alle premesse; sono giocatori molto professionali e di personalita’, i fronzoli penso non facciano parte del loro DNA….

  2. Avatar Paolo F.
    Paolo F.

    Gli animi sono stati lasciati scaldare da una coppia arbitrale disattenta a certe toccatine bipartisan. Sarebbe stato opportuno, in campo, lasciare certi gesti ad altri sport. Sugli spalti; i quattro gatti laziali lasciamoli convinti della loro ignoranza, ma registriamo alcuni tifosi nostrani che mi sono sembrati brutte copie di ultrà calcistici fuori dal loro habitat. Il basket è un piano più in alto.

    Il mio consiglio per Trieste è far girare la palla e far correre l’avversario, così la zona dura finchè durano le energie. Maggiore umiltà da parte di qualche acrobata biancorosso… Gallinari è in NBA, noi dobbiamo arrivare alla serie A. Così le palle perse di gara 1 saranno solo un brutto ricordo.

    Finire in quattro per strategia non è il massimo dell’eleganza, ma sono d’accordo sulla tesi. Alò muli.

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