ACEGAS TRIESTE – BLS CHIETI 67-60
7000 spettatori in delirio per un sogno chiamato Legadue; Trieste ritrova la luce in fondo ad un tunnel e batte per 67-60 una coriacea e orgogliosa BLS Chieti, in una partita come prevedibile molto tesa e risolta da giocate dei singoli abbinate a una difesa al limite della perfezione.
Quintetto base Acegas con Ruzzier, Zaccariello, Moruzzi, Ferraro e Gandini, risponde coach Sorgentone con Rajola, Diomede, Raschi, Gialloreto e Rossi; senza paura l’inizio dei teatini, Diomede e Rossi mettono in ambasce la difesa giuliana, risponde il piu’ adrenalinico dei ragazzi di Dalmasson, Ferraro, con 4 punti di fila attaccando l’area: 4-7. Luca Gandini prova a risolvere il rebus Rossi difendendo davanti all’avversario, e’ un bel inizio di partita, letture corrette da ambo le parti e equilibrio totale; vantaggio interno con tripla di Gandini sul 10-8 subito impattato da un facile canestro da sotto di Raschi a 4 minuti dal termine del primo quarto. Con il passare del tempo il match si fa intenso, soprattutto difensivamente, ne beneficia la compagine giuliana che prende un mini-break sul 14-10 grazie all’ispirato Ferraro (8 pt.); ritorna nel fortino amico la difesa saracinesca Acegas, Chieti trova per la prima volta forse nella serie tanta difficolta’ a trovare il canestro, chiusura del quarto con vantaggio interno 18-12. la BLS dimentica il fondamentale del “tagliafuori”, ma Trieste non approfitta con secondi e terzi possessi a disposizione, rompe il ghiaccio nella seconda frazione il solito Rossi dalla lunetta; coach Sorgentone ordina un press accennato alto con Carra playmaker, ma e’ Gandini (8 pt.) a dominare il gioco, a rimbalzo e in produzione offensiva: 22-16. Iannone cerca di dare linfa nuova a Chieti partendo dalla panchina, un canestro di Raschi riavvicina gli ospiti sul 22-20, time out obbligato per Dalmasson per interrompere l’emorragia giuliana. Terzo fallo di Porfido in un amen, l’Acegas non segna su azione da una vita e Raschi d’esperienza porta in vantaggio i teatini sul 24-25. Incredibile finale con tripla di Carra, assente ingiustificato fino a quel momento, e tap in di Zaccariello per il 30-25 all’intervallo. Quattro punti consecutivi di Rajola riavvicinano Chieti, ma capitan Moruzzi decide che c’e’ da dare una scossa ai suoi, tripla di Zaccariello e massimo vantaggio interno 38-29; i 7000 del Palatrieste caricano i biancorossi che tornano a difendere a tenuta stagna, ma Rossi imperversa in area pitturata, nuovamente match in equilibrio sul 38-35 e meta’ frazione. Variabile incidente nella partita i tiri liberi, Trieste e’ piu’ precisa mentre Chieti lascia diversi punti per strada, vantaggio interno ma Raschi e Diomede da tre portano a -1 (42-41) gli ospiti; Carra mette sette punti di platino, Diomede risponde da tre e finale di terza frazione 49-44. Ultimi dieci minuti di passione, e’ Carra ancora ad aprire le danze dai 6,75, e Maganza silenzioso a prendersi punti fondamentali: 54-44; cominciano ad entrare le triple a ripetizione per i giuliani, il Palatrieste e’ un inferno, e Sorgentone e’ costretto a dare un po’ di fiato a Rossi. Marco Carra e’ sempre l’uomo del “pronto intervento”, canestri di classe e personalita’ danno un vantaggio costante interno, 59-50 a 5 minuti dalla fine; la BLS denuncia un minimo di stanchezza, i canestri sono rari e seppur su tiri ben costruiti, l’Acegas non uccide la partita e gli ospiti non mollano la presa con Rossi (59-54). Due minuti finali al cardiopalma, Ferraro infila una tripla forse decisiva, Chieti non e’ ha piu’ e il Palatrieste in piedi si gode il finale piu’ dolce della stagione, la sirena e’ solo il preludio ad una festa che si protrarra’ a lungo, la storia si riprende una piazza storica del basket.
Il migliore: Marco CARRA (Acegas Trieste)
Chiamato per essere leader e decisivo, dopo un primo tempo impalpabile, sfodera venti minuti nella ripresa da assoluto protagonista, prendendosi tiri pesanti e realizzandoli, confezionando poi il delitto perfetto chiudendo dalla lunetta. Superlativo.
Il peggiore: Antonio PORFIDO (BLS Chieti)
Onestamente parte svantaggiato da un modo di giocare a pallacanestro non proprio estetico, il ruvido lungo di Sorgentone non incide e sbaglia tanto.
Arbitri: i sig.ri SIVIERI e TIROZZI, voto 7
Scivolano un po’ nel finale ma la direzione arbitrale e’ di assoluta personalita’, decisi e sereni, hanno lasciato giocare una partita maschia come al pubblico piace. Di livello superiore.
Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)
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