Tutto come previsto dal cda, comandano in tanti e paga uno solo

Ampiamente previsto, il cda esce allo scoperto (quasi) definitivamente e decreta l’organigramma per la prossima stagione, fra budget ad elastico e tante figure in procinto di salpare con la barca acegatina. Resta ancora tanto da decifrare nella stanza dei bottoni, il ruolo di Paolo Francia e’ ancora tutto in divenire, ma l’unica cosa certa e’ che non fara’ da comprimario.
Purtroppo personalmente vedo nella nuova societa’ caratteristiche (negative) note, quelle caratterizzanti gli anni precedenti alla promozione in Legadue, cioe’ figure professionali ambigue come quella di coach Dalmasson allenatore-manager, quella di Degrassi e Rovelli nelle vesti extra di manager-contabili. Se ci fate caso l’unico anno con ruoli e mansioni definite (o quasi, influenze esterne ce ne sono state comunque), senza consulenti operativi o altre fantasiose competenze professionali, la squadra ha centrato l’obiettivo, ma forse sara’ solo un caso…
Ora pero’ si deve guardare avanti, in primis nel mercato estivo che, da presupposti tracciati dal cda, potra’ essere fatto con un budget sufficiente; sufficiente non vuol dire adeguato, le conferme di Ruzzier, Carra, Gandini, Mastrangelo e i due giovanotti provenienti dalla Stella Azzurra Roma portano dritti dritti ad una considerazione: i due americani e il comunitario devono essere di assoluto valore (e il nome che echeggia in citta’ come primo arrivo e’ di quelli importanti) per stare al passo della concorrenza. Eh si, sfogliando i giornali o leggendo siti internet le avversarie di Trieste nella prossima Legadue prendono giocatori come Bulleri o Righetti, noi puntiamo su scommesse e una sola certezza italica, Marco Carra, gia’ visto sui campi di categoria.
Non vorremmo che Eugenio Dalmasson con la coraggiosa investitura ricevuta si sia involontariamente accollato il piu’ pesante fardello da prossimo capro espiatorio dopo il GM Dario Bocchini, cioe’ l’uomo a cui addossare tutte le eventuali colpe di una stagione difficile; il coach non lo merita e in questi ambienti si fa presto a trovare colpevoli. Per cui tutta l’attenzione della piazza e’ indirizzata all’arrivo dei giganteschi salvagenti “made in USA” sotto forma di giocatori di pallacanestro che cercheranno di diventare le colonne portanti della squadra.
Per i tifosi triestini, ora anche premiati con la presenza della Nazionale Italiana a Trieste, si prospetta comunque una stagione importante, la Legadue sta presentando squadre ben strutturate e con nomi di assoluto livello, il ripescaggio di Forli e Capo d’Orlando e la fusione di Napoli con Sant’Antimo (ahi ahi ahi, recidivi proprio…) aumentano il blasone di una categoria pronta a rinnovarsi la stagione prossima.
Prometto che sara’ l’ultimo intervento riguardo le scelte societarie per la nuova stagione in Legadue, non sia mai che sia tacciato di “triestinismo disfattista”, semplicemente ribadisco un concetto gia’ esplicitato a suo tempo: sia essa un azienda o una societa’ di pallacanestro professionistica (che per me e’ la stessa cosa), i ruoli devono essere ricoperti da competenze edotte in materia, nessuno “nasce imparato” e mai come in certe mansioni l’esperienza e la conoscenza mette in gioco armi che altrimenti sarebbero imbarazzanti lacune per questo livello. Tant’e’ che il dado e’ tratto, la strategia voluta da un singolo divenuta corrente di pensiero speriamo non debba vivere di rimpianti, e’ troppo importante costruire un futuro per il basket a Trieste, passi falsi sarebbero deleteri.
Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)
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