Quel time out dopo tre minuti racchiude tante verità

Un allenatore e una squadra sanno quello che vogliono dalla palla a due, escono dagli spogliatoi con un piano partita e cercano di portarlo a compimento. Ieri, il time out di coach Dalmasson dopo tre minuti significa una sola cosa: “ragazzi, non stiamo facendo quello che ci siamo ripromessi di fare!”. E questo apre un’infinita casistica che solo il sig. Freud potrebbe decifrare, si potrebbe parlare di involontaria presunzione figlia degli ultimi convincenti successi, si potrebbe parlare di approccio sbagliato poi difficile da mutare nei quaranta minuti, l’impressione del sottoscritto è che effettivamente sia fisiologico (non giustificabile però) una rilassatezza mentale da “pancia piena”, la cattiveria difensiva viene meno e tutto di conseguenza subisce l’effetto domino negativo. L’Acegas Trieste non deve mai dimenticare il motto “da dove veniamo”, una neopromossa deve mordere il freno anche quando dorme, non deve abbassare neanche un attimo il livello di concentrazione e aggressività mentale, altrimenti tutto diventa dannatamente normale, e Forlì ha abusato di tutta questa “normalità”. Infatti il paradosso racchiuso in questo sport (ed è anche la parte più intrigante) è che alla fine, valutando singole prestazioni, Thomas ha giocato bene, Brown pure, molto bene Fall e Gandini non è stato da meno, un ottimo Mastrangelo….ma, alla resa dei conti? Trieste perde contro un giocatore, Bo Spencer, e un gregario che indovina la serata giusta, capitan Borsato. Eh si, lo sport di squadra è anche questo…

Questione di responsabilità, nessuno tocchi Filloy!

A volte ci si mette un’intera esistenza per essere giocatori di personalità, altre volte neanche quella basta; Ariel Filloy sicuramente è uno dei giocatori sul banco degli imputati per le giocate pesanti di fine gara, testardo nel voler risolvere la questione in proprio, ha cozzato contro la difesa forlivese. Volenti o nolenti Ariel Filloy è stato chiamato a Trieste anche per questo, per prendersi le responsabilità nei momenti che contano, e chi avesse memoria decente potrebbe a ben vedere sottoscrivere l’attitudine dell’italo-argentino ai finali caldi, vedi in Coppa Italia contro Verona e in altre due uscite stagionali casalinghe. Molti avrebbero servito Thomas o Brown ma siamo al senno di poi, per cui tutti noi saremmo Ettore Messina, quello che conta è comunque dar merito a chi ha il coraggio di prendersi le responsabilità, scommettendo anche sull’eventuale fallimento.

Brandon Brown, un fenomeno “a gamba fasùl”

Foto A.Cervia

Nello slang triestino “a gamba fasùl” sta a significare con una gamba sola, ed è esattamente quello che rappresenta oggi il secondo straniero di casa Trieste Brandon Brown; niente da fare, non convince neanche i più ottimisti lo stato fisico del giocatore, addirittura in forte imbarazzo quando ha dovuto giocare spalla a canestro. Trascinando la gamba Brown ha dimostrato di essere un FENOMENO, 16 punti in 21 minuti è un qualcosa di eccezionale, ma così non è il giocatore che serve a Trieste. L’Acegas aveva bisogno di un “4” dinamico e mobile, sia offensivamente che difensivamente, ad oggi si ritrova uno statico due metri che tira da fermo….

Tutti a Bologna

Se c’è una trasferta dall’appeal indiscutibile, senza mancare di rispetto alle altre piazze, è quella di Bologna: splendida città, dove si mangia bene e dove risiede un tempio della pallacanestro come il PalaDozza; oltre a tutto questo interessanti spunti come ritrovare i triestini Andrea Pecile (probabile dal dente avvelenato con Trieste per un silenzioso rifiuto estivo) e Marco Diviach, e il confronto fra le due sorprese di inizio stagione. Già dopo la sirena del quarantesimo minuto del match con Forlì, diversi appassionati studiavano il “piano di battaglia” per raggiungere  la città bolognese, potrebbe essere un ottimo motivo per la società per agevolare il tutto mettendo a disposizione un pullman….

Vertice societario, qualche novità di rilievo?

Tutto molto blindato, non trapela nulla o quasi del prossimo vertice societario (previsto per le 14.00 di oggi ndr.) che vedrà i padroni del basket locale confrontarsi e decidere sul da farsi, alla luce della presenza importante di Paolo Francia e sui movimenti relativi a Massimo Paniccia. Non ce la sentiamo di uscire con sensazionalismi dettati del “sentito dire”, anche se quello è certo che sarà un appuntamento molto importante per il futuro: Francia lascia o raddoppia? Paniccia lascia o raddoppia?

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Una risposta a “Il time out, lo zoppo di casa Acegas e un vertice di fuoco all’orizzonte…”

  1. Avatar Andrea
    Andrea

    Le Gamberi Forlì in trasferta si…trasforma: a Trieste, rimonta da -15 nell’ultimo quarto. E’ Spencer (26) la freccia che avvelena l’AcegasAps ko per la prima volta in casa: non bastano Thomas (18) e Brown (16): stavolta i giovani vanno in tilt

    – Il Resto del Carlino –

    19/11/2012 09:28 – Acegasaps Trieste
    70
    Le Gamberi Forlì
    76
    ACEGASAPS TRIESTE: Brown 16 (5/7, 2/3), Ruzzier 2 (1/1), Thomas 18 (5/15, 2/4), Filloy 9 (2/5, 1/7), Gandini 11 (3/5), Tonut (0/1), Bruno Ondo ne, Mastrangelo 7 (3/3, 0/1), Carra 5 (2/5, 0/2), Mescheriakov 2 (0/5, 0/3), Urbani ne, Fall Abdel (0/3, 0/1). All. Dalmasson
    LE GAMBERI FORLI’: Musso 4 (1/2, 0/3), Borsato 13 (2/2, 3/3), Natali 3 (1/5), Simeoli 6 (2/2), Todic 6 (3/8, 0/1), Roderick 4 (2/9), Tessitori 6 (3/6), Spencer 26 (4/5, 2/5), Soloperto 8 (2/5, 0/1), Basile ne. All. Dell’Agnello.
    Arbitri: Pasetto, Ciano, Boscolo.
    Parziali: 15-12, 32-29, 61-47
    Note: Trieste- T2: 21/50; T3: 5/21; liberi: 13/15; Ro: 15; R.d.: 25; perse: 19; recuperi: 12. Forlì- T2: 20/44; T3: 5/13; Liberi: 21/26; R.o.: 8; R.d.:32; perse: 23; recuperi: 10.

    Trieste
    FORLÌ come un diesel, soffre per tre tempi e poi centra una rimonta fantastica, andando a vincere a Trieste 70-76. Ultimi dieci minuti fantastici per gli ospiti che hanno ribaltato la gara grazie ad uno straordinario Spencer, autore di 26 punti totali. Era una trasferta molto difficile per Forlì che a Trieste era chiamata all’impresa. Incredibilmente, Forlì non ha ancora vinto in casa e ha conquistato tutti i suoi 6 punti con uno strabiliante 3/4 in trasferta: una vittoria al PalaTrieste dove nessuno aveva ancora vinto.
    SQUADRE contratte e prime battute di gara molto tattiche in cui emergono le due difese. Il quintetto di Dell’Agnello conduce 3-0 dopo 3’ e 4-6 dopo 6’. Forlì, spinta da Spencer (5 punti) riesce a mantenere un piccolo margine da gestire (9-12 all 8’). In un minuto la situazione cambia e Thomas ribalta il punteggio alla fine del primo quarto (15-12). Il quintetto ospite sbaglia troppo e Trieste ne approfitta, piazzando un break pesante (12-4), con i tiri da fuori di Filloy, Ruzzier e Brown. Così a metà secondo parziale, la situazione per Forlì si fa problematica (29-16).
    BORSATO colpisce dalla lunga distanza e Simeoli va a segno subito dopo: i romagnoli si rifanno sotto, 29-23. Nelle battute finali del primo tempo, la Le Gamberi è in trend positivo, I FRIULANI incappano negli errori del primo quarto e la gara è tutta da giocare (32-29). Tessitori apre le danze al rientro in campo con una schiacciata e per Forlì c’è di nuovo partita: un’altra bomba di Borsato firma la parità (36-36 al 23’), e un altro tiro (per lui 5/5 dal campo) il sorpasso 42-43. Ma Brown apre e Carra chiude un parziale di 11-0, che lancia il 53-43. Poi la squadra ospite spegne l’interruttore del proprio gioco, e quando si accende anche Thomas, Trieste vola sul 61-47 al 30’.
    Tutto finito? Macché. Negli ultimi dieci minuti succede l’imponderabile. Forlì innesta la quarta e in quattro minuti ribalta il punteggio, grazie a 11 punti di uno scatenato Spencer nel parziale di 2-17 con la bomba per il vantaggio: 63-64 dopo 35’. Soloperto segna il +3, ma Brown con una bomba pareggia (68-68 al 38’). C’è ancora una bomba di Borsato a spaccare la partita: 68-72. Dalla lunetta Soloperto e Spencer fissano la vittoria di Forlì. Forse la più incredibile di un pazzo inizio di stagione.

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