Trieste si tinge d’azzurro!

Nel cielo plumbeo triestino uno squarcio…..d’Azzurro!

italiaPer qualcuno potrebbe essere una notizia marginale, per qualcun altro la solita rincorsa alla vetrina personale, per altri ancora un segno di vita, fatto sta che le 4 convocazioni in Nazionale di quest’anno, Matteo Cernivani prima con l’ U18 e quelle di Andrea Coronica, Michele Ruzzier e Stefano Tonut nell’U20 sono il miglior messaggio alla Nazione: Trieste e’ viva cestisticamente, produce talenti pur nella “poverta’” economica del momento, rivendica la scuola giuliana come una delle piu’ credibili. A smontare il carro dei vincitori ci pensa il sottoscritto, in quanto fermamente convinto del ruolo che tanti individui hanno avuto nella crescita di questi ragazzi; per cui i depositari di un traguardo simile sono in primis i genitori, poi TUTTI gli allenatori, anche quelli meno preparati per cui e’ stato possibile avere un metro di paragone, fino agli “affinatori” dei giorni nostri, passando ovviamente per tutti quelli che hanno mantenuto viva la fiammella della passione per lo sport della palla a spicchi.

Ecco, quanto premesso per dire che sono evidenti due cose: la prima e’ che il futuro del basket a Trieste passa per l’humus giovanile, unica via per mantenere pallacanestro di qualita’ senza chiedere la luna in forma di moneta sonante. Seconda cosa e’ che questo “investimento” deve essere fatto senza personalismi, l’era moderna e’ costellata di allenatori piu’ attenti a far vedere virtu’ tattiche rispetto al fine maximo, cioe’ la crescita degli atleti; si segua l’esempio di maestri cittadini come Tullio Micol, Pistrin, Franceschini, tutti personaggi che hanno insegnato pallacanestro senza chiedere nulla in cambio, quando ancora essere coaches voleva dire prima di tutto essere educatori!

Queste convocazioni in Nazionale hanno anche un ulteriore valore aggiunto: non sono “elezioni bulgare”, magari fatte solamente perche’ ci si trova di fronte a lungagnoni di oltre 2 metri utili alla causa baskettara; inoltre non provengono da una societa’ “potente”, per cui i nostri “small-size” sono frutto dell’ottimo lavoro svolto negli anni, affinato da Stefano Comuzzo in ultima battuta. Azzurra, Servolana, Salesiani, Jadran, ecc. trovino la forza e materiale umano coraggioso per proseguire in questa lodevole opera di semina, poi la Pallacanestro Trieste 2004 tragga i benefici avendo il lucido senso di riconoscenza, non di prepotenza. Non saranno yankees dall’accento playground, non faranno numeri da leggenda, sono semplicemente la struttura portante del basket in citta’ nel prossimo futuro; poi ci sara’ chi prediligera’ di una casa le finiture, ma senza fondamenta il progetto non sta in piedi.

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il febbraio 22, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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