Federico Buffa, quando il basket e’ molto piu’ di uno sport!

Federico Buffa racconta…

Buffa“Federico Buffa racconta…. l’NBA dei vostri padri”, e’ questa la rubrica di cui voglio parlare in questo pezzo. Sembra infatti che Federico Buffa e Flavio Tranquillo riescano sempre a toccare le sensibilita’ piu’ intime degli amanti della pallacanestro, rinverdire sfumature emozionali che si annidano nel profondo dell’animo di un malato di pallacanestro. Forse perche’ anche i due giornalisti sopra citati si nutrono di palla a spicchi, facendolo pero’ nel modo piu’ completo, non ingurgitando quintalate di statistiche o video delle partite ma cercando storie di basket, quelle per cui il risultato del campo e’ l’ultimo capitolo di una grande avventura. E’ quello che ho sempre pensato, personalmente mi sono sempre molto piu’ interessato a percorsi di vita sportiva che a numeri fantasmagorici da scout. Nel pregresso di ognuno si capiscono tante piu’ cose, come per esempio la “faccia d’angelo” Isiah Thomas sia diventato un Bad Boys, grazie ad una mamma capace di imbracciare un fucile e puntarlo su chiunque volesse toccare la famiglia Thomas fatta di 9 pargoletti, o come gli Dei del basket abbiano concesso una lunga passarella cestistica a “Pistol” Maravich posticipando una morte che avrebbe dovuto impossessarsi di lui sin da piccolo. L’NBA spesso quando si palesa nel rettangolo parchettato presenta un canovaccio abbastanza prevedibile (soprattutto in regular season), fatto di isolamenti e uso smodato dell’uno contro uno, il “dietro le quinte” invece e’ uno scrigno di inestimabile valore. Del resto e’ un po’ la storia degli anni ’70 in Italia, quando si affacciavano gli “stranieri” da oltreoceano con il bagaglio di leggende e verita’ che facevano sognare le platee italiane; Trieste ha avuto forse nel duo Laurel-Barnes il “Luna Park” narrativo per cui ancora oggi gli aneddoti si tramandano di padre in figlio.

Certo, il copione e’ fondamentale, ma anche l’innata dote di narratore di Federico Buffa fa la differenza: pause giuste, movenze da attore consumato e tanta mostarda al racconto, non si puo’ staccare gli occhi o distrarsi un attimo dal racconto, io personalmente arrivo al punto di concentrarmi a tal punto da volerlo memorizzare come fosse un libro di testo scolastico; se gli istruttori, i genitori di giovani atleti iniziati al magico mondo della pallacanestro facessero vedere queste pillole di storia USA, vi assicuro che avremmo una marea di appassionati veri in piu’ e tanti umorali seguaci del basket in meno. Spiegate perche’ Michael Jordan e’ diventato immortale scappando alla morte a 2 anni, o perche’ la segregazione razziale non ha fermato la coppia Auerbach-Russell nella dinastia bostoniana, e vedrete che questo sport avra’ tanto piu’ senso,  a tal punto da non considerarlo un semplice sport.

Lunga vita a Federico Buffa!

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il aprile 11, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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