Marvin “bad news” Barnes, il migliore di tutti?

ImmagineEstate e’ anche sinonimo di relax, magari di qualche video su youtube distesi su un lettino o la sera orfani di eventi sportivi di rilievo; casualita’ vuole che l’impellente desiderio di “basket-vintage” faccia coincidere il personaggio in questione con il giorno del compleanno: il 27 Luglio del 1952 nasceva a Providence Marvin Barnes, l’uomo dal soprannome piu’ indicato della storia, “bad news”. Oddio, ad essere sinceri il tronco d’ebano di 203 centimetri a Trieste ha portato anche liete novelle per diverse esponenti del gentil sesso, sicuri mali di testa indimenticabili per dirigenti ed allenatori.
La popolarita’ di personaggi sopra le righe spesso e’ preceduta da casi extra sportivi piuttosto che da gesta con la palla a spicchi, e in questo caso e’ veramente una peculiarita’ visto l’immenso talento del soggetto. Per cui la mia attenzione non e’ quella da rotocalco o da studi sul paranormale, come quella volta che il soggetto rifiuto’ di salire su un aereo che lo portava ad un fuso orario a ritroso dicendo di non gradire la “macchina del tempo”, bensi piu’ sui motivi che, per esempio, lo portarono a segnare 33 punti di onnipotenza pura arrivando 5 minuti prima del match. Poche le apparizioni in maglia triestina targata Hurlingham, ma quanto bastano per lasciare ad alcuni indelebili fotogrammi come la stoppata con rilancio a un torneo di Lignano appena sbarcato, e un credibile quesito: e’ stato lui il migliore americano di sempre a sbarcare a Trieste? Sua maesta’ Rich Laurel concedera’ questa detronizzazione momentanea, in virtu’ di un uomo comunque arrivato in Italia gia’ con un palmares invidiabile: 2 volte ABA All Star, rookie of the year ABA (la lega di Doctor J per capirci), militanza NBA con Detroit, Boston, San Diego Clippers, fermato solo da una attitudine a calarsi nella spirale dei vizi e degli eccessi. Guardo i video e capisco quanto basket Marvin Barnes avesse nelle mani: un lungo per primo ad arrivare in transizione offensiva, con controllo del corpo da guardia. Mano educatissima dai 4-5 metri, con discreta propensione ad attaccare il canestro: oggettivamente, visto in serate “giuste”, tante soluzioni in faretra e risultato garantito. Il piu’ avvicinabile per talento e ruolo a Barnes forse e’ stato Ben Coleman, nel primo anno in maglia Stefanel, tanta roba ma forse non cosi straripante come “bad news”. A sensazione, vedendo video e avendo vissuto altri cestisti passati per Trieste, Marvin Barnes se non e’ stato il giocatore piu’ forte venuto in citta’, e’ stato sicuramente il piu’ talentuoso.
Se poi la sua stravaganza lo portava ad orinare in testa alle vecchiette al parco o a trasformare l’appartamento di Via Buonarroti in un personale night club, capite perche’ l’aristocrazia baskettara mitteleuropea ha fatto fatica a trattenere a lungo cotanto campione….
Tanti auguri Marvin!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il luglio 27, 2013 su HighFive. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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