Stupire, catturare l’attenzione, coinvolgere… (non solo a parole)

Palatrieste disadorno come la volontà di coinvolgere

DSC_0941Voglia essere letta come una critica costruttiva e non come un’esasperata polemica su tutto; il tema oggetto del presente articolo è il “voglio ma non posso” che da qualche anno, forse da qualche decade, permea l’ambiente in Pallacanestro Trieste 2004. Al di là delle innumerevoli, ottime idee lanciate in sede estiva pre-insediamento, in pura “campagna elettorale”, forti della mancanza di soldi, i primi mesi della stagione Adecco Gold 2013/14 non hanno brillato per il coinvolgimento popolare.

Ribadisco fino alla nausea che siamo nell’epoca della comunicazione per immagini, per simulacri virtuali o reali, del messaggio immediato e non lavorato. Il Palatrieste è simbolo di una disadorna casa, un luogo che dovrebbe far respirare biancorosso e storia cestistica, ora semplice “contenitore d’anime” per una partita di pallacanestro. Non basta portare ragazzini dentro questo involucro asettico, serve catturare la loro attenzione ove il gesto atletico fra le tavole parchettate non sia così d’impatto: un mini stand con canotte e magliette della Pallacanestro Trieste 2004, qualche foto delle gesta dei protagonisti, mini gadgets griffati…sono solo alcune iniziative che potrebbero riempire la Hall d’ingresso all’impianto, senza per forza fare sforzi economici clamorosi (i mini-sponsor sarebbero ideali per tale scopo, anche come scambio merci).

Il giorno della partita con Brescia, un genitore di un mini-cestista ha in poche parole messo a nudo la questione: “ci sono ragazzini troppo piccoli per capire addirittura quale sia sia la squadra di casa, che si identificano con il proprio colore societario (bianco e azzurra era l’Azzurra e quindi si tifa Brescia?), altri ancora che vivono in simbiosi con quello che respirano giornalmente, al di là delle categorie e dei livelli, tipo figurine NBA o maglie della nazionale. Per fare arrivare il messaggio chiaro serve a loro lo strumento per capire quella che potrebbe diventare la propria passione futura, come fu quel onnipresente quadrifoglio di Stefanel.” Non fa una piega, anche l’ottimo confezionamento in new-style del giornalino domenicale con poster sul retro, ha senso se sparso fra le gradinate dove sono assiepati i ragazzini, non certo fra i seggiolini di maturi appassionati delle tribune, dall’entusiasmo sopito.

Purtroppo la legge dell’economia più banale della storia non consente troppe repliche: per guadagnare bisogna investire, se non ci sono margini d’investimento, questo è quello che passa il convento. Alle volte però l’ingegno e la volontà di far arrivare un messaggio, sopperiscono a tutte le deficienze monetarie o almeno alla gran parte….

Michele Ruzzier squalificato per un turno

Michele Ruzzier paga una frase blasfema lanciata ad indirizzo arbitrale (o del suo apparato uditivo) durante la sfida contro Brescia. Qualora questo fosse avvenuto, io mi schiero nell’assoluta minoranza di chi non avrebbe pagato la multa per farlo giocare il match successivo contro Trapani. Parliamo di giocatori che sono anche esempi per le nuove leve, parliamo di un comportamento che, proprio chi proviene dall’Azzurra sa bene, siede al primo gradino della scala gerarchica di crescita dell’individuo. Non mi si consideri un bacchettone dell’ultim’ora (che proprio non mi avanza…), semplicemente il ruolo pubblico che ricopre il talento della Pallacanestro Trieste 2004 esige il minimo sindacale di rettitudine; un gesto simbolico societario avrebbe potuto mandare un segnale importante al movimento.

Altrimenti cadremmo nella spirale calcistica che assolve le uscite di un Balotelli come goliardate, o che giustifica qualsiasi uscita dai binari come frutto dell’estrosità di un fuoriclasse….

E sia ben chiaro, sono il primo a considerare Michele Ruzzier uno degli atleti più educati del panorama cestistico!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il novembre 6, 2013 su "Passi in partenza", HighFive. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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