Trapani per risposte concrete, al di là di infortuni ed acciacchi

A Trapani per capire quanto questa squadra può rendere in sofferenza

Kelvin Parker

Kelvin Parker

Non l’avessimo mai detto in sede di presentazione pre-campionato, “e se Diliegro avesse un raffreddore?”…trac, infortunio e una partita con Brescia che ha messo ulteriormente in evidenza, qualora ce ne fosse stato bisogno, il valore e l’incidenza del monoblocco Dane. Paradossalmente gli infortuni di Diliegro, Hoover, gli acciacchi di Harris, Candussi e Tonut hanno, da un lato, certamente minato la serenità e la compattezza di un gruppo che esige salute, dall’altro hanno però dato l’opportunità di lavorare in condizioni difficili, di forgiare i giovani complementi del roster per un domani difficile; meglio sicuramente perdere qualche partita di inizio regular season per far crescere in autostima Fossati, Candussi e Urbani (?), piuttosto che istericamente aggrapparsi a quei 5-6 inamovibili a costo di farli giocare in stampelle; calcolando poi che il sistema dalmassoniano viaggia a 10 cilindri, allora si fa di necessità virtù.

Tutta la squadra viaggia verso Trapani per affrontare la difficile neo-promossa Lighthouse di coach Lardo, uno degli allenatori più camaleontici del panorama nazionale. Squadra siciliana strutturata su fondamenta solide come quelle dei due americani Kelvin Parker e Robert Lowery, capaci di garantire ad allacciata di scarpe rispettivamente 16,2 e 15,8 punti a partita; un bell’andare senz’ombra di dubbio, se si calcola che la società ha già vinto in partenza una delle scommesse più ardite stagionali: recuperare al basket di livello Andrea Renzi. L’ex biellese nelle ultime quattro partite ha confezionato bottini da quasi 15 punti a match con il 70% del campo, ci sono altri dubbi?

A completare i punti di forza a disposizione di coach Lardo l’usato sicuro di Patrick Baldassarre e Giancarlo Ferrero, due giocatori costanti e produttivi già nell’esperienza precedente in Legadue a Scafati e Casale. Rimane comunque una compagine che non esce dal vecchio adagio tanto caro agli allenatori anni ’80-’90, cioè rotazioni a 6 con al massimo qualche minuto per far “legna” da parte di Nelson Rizzitiello. Ci sarà anche la presenza di un ex virtuale, quel Stefano Bossi “allergico” al biancorosso giuliano sin dagli esordi a livello professionistico, di scuola Azzurra.

La Pallacanestro Trieste 2004 a Trapani testerà tutti gli anticorpi a situazioni avverse: il lungo viaggio, la prestazione fuori dalle mura amiche, soffrire con il roster indebolito dagli acciacchi e confrontarsi con una avversaria di simil livello; tanta carne al fuoco che necessità di alcune risposte in senso positivo, tre debaclè nelle ultime tre uscite, di cui due casalinghe, non ammettono cali di tensione eccessivi, perché la strada inizialmente era stata spianata nel post Verona, ora sta tornando a salire….che non diventi un Mortirolo!

La diretta dalle 18.00 di domenica su Radioquattro Network.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il novembre 9, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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